Intervista a Ylenia Politano regista di Limes-Smail

In Cinemando con

Ylenia Politano

Lavorare con i ragazzi è stimolante

È stato presentato ad Alice nella città, la sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma, il cortometraggio “Limes-Smail” di Ylenia Politano. Alla regista abbiamo voluto rivolgere alcune domande:

Qual è la differenza più evidente, oltre all’esperienza lavorativa, naturalmente, tra lavorare con professionisti e lavorare con ragazzi delle superiori?

Lavorare con i ragazzi alla prima esperienza di set è stimolante perché per loro è tutto nuovo, all’inizio sono quasi timidi, ma una volta instaurato il rapporto di fiducia la loro spontaneità regala al prodotto un valore altissimo. Abbiamo comunque scelto il mocumentary apposta per lasciarli liberi di essere loro stessi. 

Quali sono state le difficoltà maggiori nel mettere in opera il documentario?

Semplicemente focalizzare bene obiettivo e coinvolgere il più possibile tutti i ragazzi, perché volevamo fosse un’opera collettiva. Non è stato “difficile” ma impegnativo. 

La scuola è, a detta di molti operatori del settore e non, la base della nostra società, dove i giovani, cominciano a confrontarsi con le idee e le dinamiche di ciò che poi affronteranno nel mondo del lavoro e/o all’esterno. Il dialogo, in questi casi, diventa fondamentale. Come lo vivono i giovani?

Ho scoperto un modo di giovani che sono molto meglio di “come li descrivono” gli adulti. Sono curiosi, diretti, aperti. Ho scoperto eccellenze scolastiche di cui davvero possiamo andare fieri, insegnanti e dirigenti devoti, che lavorano con passione e trasmettono ai ragazzi l’importanza dell’esserci, sempre, per l’altro. 

E gli adulti come vivono il dialogo con i giovani?

Gli insegnanti che abbiamo incontrato sono disponibili, stimolanti, vere guide. Pazienti! Cercano sempre la strada migliore per aprire il dialogo vero con gli studenti. 

Spesso si dice che mettere i giovani al primo posto sia la prassi giusta per migliorare la nostra società, aprirla al cambiamento, all’inclusione. Quali possono essere i cambiamenti all’interno delle scuole, per fare in modo che questi possano assorbire un vero cambiamento?

Sicuramente è fondamentale, la scuola è tempo prezioso, è la base, è una comunità dove si formano. Abbiamo già una buona scuola, e il MIUR con i bandi per questi tipi di lavori offre delle opportunità preziose alle scuole. Da madre di tre figli in scuole pubbliche prima, e da regista di questo lavoro, non posso fare altro che ringraziare la scuola italiana per come lavora. Certo tutto è migliorabile, strutturalmente, ma sono le persone che fanno le scuole, ed io o sono fortunata ad incontrare tutti bravi professionisti, o è evidente che il livello della scuola italiana è ottimo.

Che cosa l’ha colpita dei giovani che hanno lavorato con lei?

La loro connessione con le cose vere, la loro consapevolezza della complessità dei tempi e la loro volontà di esserci e cambiare le cose che non gli sembrano giuste. 

C’è una caratteristica di ognuno dei giovani protagonisti di queste storie, che ha deciso di fare sua?

Sì, sicuramente. Una che appartiene a tutti, il desiderio e la capacità di confrontarsi con “l’altro”.

Ed ora, lei a cosa si sta dedicando?

Sto per partire per Venezia San Servolo dove con la mia associazione Tic (the Inspiration Club) e Futura IV (con Valentina Salvagno e Cecilia Giancaterino) abbiamo organizzato la prima edizione di Movie Making Experience, una settima di formazione e produzione di corti in collaborazione con la Scuola di arte Cinematografica Florestano Vancini di Ferrara. Poi, sto scrivendo il mio primo lungometraggio! Non vedo l’ora di tornare sul set! 

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