Io sono Moira, al Teatro de’ Servi di Roma

Io sono come Moira” testo e regia di Susanna Laurenti e Riccardo Viola

Sarà in scena dal 25 al 27 novembre lo spettacolo “Io sono come Moira” testo e regia di Susanna Laurenti e Riccardo Viola, al Teatro de’ Servi, nell’ambito della stagione Fuoriclasse. Con Susanna Laurenti, Benedetta Russo, Enrico Torzillo, Michele Traverso, Riccardo Viola, Pietro Maria Virdis. Si parla di nuovo maschio metro sessuale e di occasioni per confrontarsi e affrontare tematiche passate. Abbiamo rivolto alcune domande a Susanna Laurenti.

In Io non sono come Moira, sembra quasi di vedere la famosa e unica Moira Orfei, ma è proprio lei?

Proprio lei. L’eccentrica circense che ha continuato a rappresentare fino ad ottant’anni un’icona, un modello, un mito, per buona parte della comunità lgbt. Ma non lasciatevi ingannare dal titolo; non ci sono animali (se non quelli dei documentari di Mino) e non ci sono omosessuali (nonostante quello che pensi Mino), in compenso c’e un metrosessuale, Andrea, giovane e bello, che sicuramente Moira non avrebbe disdegnato.

Nell’entrare invece, con maggior dettagli nello spettacolo, chi è il metrosessuale?

Cito wikipedia: “il termine metrosessualitá è un neologismo, usato dai giornalisti per Indicare uomini provenienti da aree metropolitane e caratterizzati da comportamenti stereotipatamente femminili”. La trovo una buona definizione ma allo stesso tempo una bella domanda: quali sono questi comportamenti?

Quanto si differenzia da un maschio normale? E da una donna?

Beh da una donna si differenzia in primis per la più banale delle differenze fisiche, e, considerando canonicamente l’eterosessualitá come orientamento sessuale, direi i gusti. Per quanto riguarda le differenze con gli uomini penso spetti al pubblico giudicare.

La società quanto ha contribuito a questa nuova figura e quanto ancora continuerà a far apparire la realtà in modo diverso?

Credo che sia innegabile per tutti la deriva estetico-centrica della nostra società e credo che sia altrettanto innegabile che un mondo in cui l’apparenza è considerato come una sorta di valore supremo si vengano a definire nuovi profili di genere.

Quali sono le emozioni che, sperate, portino a casa gli spettatori?

Speriamo che lo spettatore possa empatizzare con i personaggi e riconoscersi nelle loro stranezze, sentendosi, proprio per queste, assolutamente normale. Obiettivo ultimo è spingere lo spettatore, attraverso la storia di un singolo, a riflettere sulla costante trasformazione della società nella sua interezza, a riderne e infine, a dissacrarla.

Grazie e in bocca al lupo!

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Sissi Corrado

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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