Uscita d’emergenza la nostra recensione

uscita d'emergenza

sentirsi intrappolati all’interno della propria esistenza

Al Teatro Marconi è andato in scena uno spettacolo davvero interessante: Uscita d’emergenza, un testo di Manlio Santanelli interpretato da Felice Della Corte e Roberto D’Alessandro, diretti da Claudio Boccaccini.

Un classico che molti hanno paragonato ad Aspettando Godot di Samuel Beckett, ma, personalmente, avendo visto entrambi, devo ammettere che quest’ultimo mi è piaciuto molto di più.

In scena la storia di due uomini che convivono in una baracca, Pacebbene e Cirillo rispettivamente un ex sagrestano e un ex suggeritore. Quest’ultimo ha visto sparire il proprio lavoro con la scomparsa di quello che veniva definito il gobbo, una volta figura importante all’interno del teatro, perché aiutava gli attori a ricordare le battute, l’altro, invece, un vecchio sagrestano molto legato alla religione e alla sua vita passata.

La storia parla della loro convivenza, del loro sentirsi intrappolati all’interno della propria esistenza senza alcuna via d’uscita. I due, infatti, sono costretti a condividere la casa, ma intanto condividono anche una serie di problematiche dalle quali non riescono a uscire. Il loro essere costretti a convivere non è solo fisico, ma anche mentale e le loro costrizioni si rispecchiano nella scelta di non voler abbandonare le rispettive posizioni.

A causa di un terremoto che colpisce la loro “casa sgarrupata” si ritrovano intrappolati e da antagonisti cercano una via d’uscita o un accordo per potersi liberare dalle proprie costrizioni.

Una cosa però va sottolineata: i due attori sul palco sono davvero molto bravi. Sono rimasta molto colpita dal monologo iniziale di D’Alessandro per l’insieme di toni, espressione, impeto, ha regalato un inizio spettacolare. Diciamo che il suo inizio è davvero rappresentativo per quello che si andrà a vedere successivamente in scena. Bravo anche Felice Della Corte che anima in maniera egregia il suo personaggio.

Un’altra cosa che mi ha davvero colpita, è la scenografia: apparentemente normale e statica, qualcosa che si vede in molti teatri, ma nello spettacolo ci sono anche due scosse di terremoto, che vengono riprodotte in modo davvero interessante. Un plauso all’ideatore della scena.

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Sissi Corrado

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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