La brocca al teatro San Genesio di Roma

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Al Teatro San Genesio di Roma, zona Ottaviano, è andato in scena lo spettacolo “La brocca” scritto da Pieralberto Faina, per la regia di Rebecca Chierici, con Ezio Conenna, Marco Giardina, Tiziana Leppe e Alessandra Sani, luci e suoni Enrico Marcacci, voci fuori scena di Goffredo Marsiliani e Maria Grazia Dominici.

Lo spettacolo è il racconto di una pazzia, di quella reale, di un malato e di quella che coinvolge tutti, inesorabilmente. Quella che accompagna, da sempre l’umanità e che ci fa riflettere sulla libertà: “A volte la libertà quella vera, non esiste. È solo un concetto”, come recita la commedia stessa. Una commedia intensa e ricca di significati e riflessioni.

Nel primo tempo i ritmi sono molto lenti soprattutto in alcune scene che rendono a volte difficile seguire la storia. Nei dialoghi, la calma serafica dello psicologo da l’impressione di stare all’interno di un vero studio dove il dottore conosce bene il suo mestiere e mette a suo agio il paziente. Questi a sua volta si destreggia con maestria nel personaggio del matto.

Nella parte del matto Nicola, un Marco Giardina davvero bravo, nel convogliare in un solo uomo sentimenti rubati, turbati, ma anche ricerca di libero arbitrio e presenze aliene che governano il suo presente in una disturbata presenza delle ossessioni che coinvolgono la sua vita e che si riflettono su tutto ciò che lo circonda e in questo caso, ci circonda.

Nella seconda parte si nota anche una Tiziana Leppe più divertente, incisiva, carica di brio che anima la scena conquistando il favore del pubblico e le risate spontanee degli spettatori. Direi quasi un successo per lei, che calca la scena in modo spontaneo e porta in scena un personaggio molto ironico e divertente.

In compenso il testo di Pieralberto Faina è un testo che naviga tra fantasia e irrazionalità, tra il reale e la voglia di lasciarsi andare verso una direzione surreale , ma interessante. Non solo per la storia, ma anche per la regia, che segna la prima di Rebecca Chierici, giovanissima attrice, prestata, per una volta, alla direzione di uno spettacolo, che, ha riservato delle sorprese, interessanti.

Nella rappresentazione, soprattutto nella prima parte, ci sono momenti di silenzi e sicuramente parti che mancano di quel particolare brio, che invece, sono ben presenti nella seconda e che permettono una vivacità più divertente del testo. Anche il dialogo tra i due psicologi dovrebbe essere più incisivo.

La scenografia essenziale, ci fa entrare in uno studio dagli arredi essenziali che accompagnano le scene che si svolgono sul palco.

In compenso una prima non male, da limare in alcune parti, ma sostenuta da un testo interessante e incisivo.

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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