La Compagnia SB Teatro al G.I.F.

Al G.I.F. di Roma la SB Teatro

Dal 9 al 12 settembre la Garbatella si anima con il G.I.F. Garbatella Impro Festival, manifestazione di improvvisazione teatrale giunta alla sua seconda edizione. Organizzato dall’Associazione Manallarte ha il patrocinio della Regione Lazio e del Municipio Roma Capitale VIII. Fulcro della manifestazione, che vede la presenza di laboratori dedicati ai bambini, musica, stand up, prosa, è la sfida di sette compagnie che cercheranno di aggiudicarsi i premi d’improvvisazione quali Premio Migliore Compagnia, Miglior Attore e Attrice.

Abbiamo intervistato la compagnia SB Teatro.

Parte il G.I.F. Garbatella Impro Festival un festival itinerante e dedicato all’improvvisazione, quali sono le emozioni che accompagnano la vostra partecipazione all’evento?

Prima di andare in scena c’è sempre un’emozione particolare. C’è una parola svedese, senza un corrispettivo in italiano: resfeber, ovvero il battito irrequieto del cuore di un viaggiatore prima che il viaggio cominci, un misto di ansia e aspettativa. Questo è, per noi andare sul palco, e con il G.I.F. succederà ben quattro volte in tre giorni!

Cosa farete per conquistare il premio finale?

Non andremo in scena pensando ai premi, ci toglierebbe troppo spazio al divertimento!

Il Gif è interamente dedicato all’improvvisazione, quali sono i punti di forza di uno spettacolo del genere e quali invece i punti deboli?

I punti di forza crediamo siano moltissimi, e molti di più rispetto a quelli di debolezza. Con l’improvvisazione teatrale si crea non solo una connessione esclusiva con il pubblico che diventa partecipe e decisivo, ma anche tra performers, che si ritrovano in balia della loro sola fiducia reciproca, senza scialuppe di salvataggio ma solo la gioia e la curiosità di surfare l’onda più alta dell’immaginazione. L’improvvisazione è una delle forme più alte di libertà e rispetto.

Quali devono essere le caratteristiche che deve avere un attore per fare improvvisazione?

Improvvisare non significa essere impreparati, per questo motivo chi vuole fare improvvisazione ad alti livelli deve comunque studiare le tecniche comuni ad un attore o attrice di altri generi teatrali come quelli su testo. Avendo questa preparazione poi dovrà tentare di mettersi in gioco, lanciandosi in questa grande sfida che è l’improvvisazione, che non prevede ego-ismi e megalomanie da palcoscenico ma solo tanta voglia di creare in ascolto ed accordo.

Quali sono le preoccupazioni che avete, se ci sono, prima di andare in scena? E quali le indicazioni che vi passate?

Di preoccupazioni non ce ne sono quasi mai, siamo sempre solo curiosi di sapere cosa creeremo di lì a breve con il pubblico. Prima di salire sul palco le parole d’ordine sono sempre le stesse: ascolto, varietà e divertimento. Ascolto tra noi in scena e tra noi e il pubblico, varietà di proposte in scena e divertimento per noi e chi ci guarda.

Improvvisare è un po’ come scrivere in diretta un testo. Non sempre i testi sono adeguati al primo impatto. Qual è il vostro segreto per un’improvvisazione giusta e divertente?

Non crediamo esista una formula perfetta per l’improvvisazione perfetta. L’unica cosa che ci può guidare è il pubblico. Se riusciamo a far salire con gentilezza sulla nostra nave dell’immaginazione gli spettatori e poi metterli al timone, la serata viaggerà da sola.

Chi sono le persone a cui vi ispirate?

Abbiamo studiato con tanti maestri, di teatro su testo e teatro di improvvisazione. Per il teatro senza copione sicuramente una donna di spicco a livello mondiale e di grande ispirazione per noi è Patti Stiles, se guardiamo in Italia, invece, diremmo Teatro a Molla, una compagnia di eccellenza.

Cosa vi aspettate dal G.I.F.?

Ci aspettiamo di stupore, divertimento e speriamo molto pubblico!

Grazie per essere stati con noi e in bocca al lupo!

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Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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