La mostra di Santiago Calatrava a Napoli

Foto Carolina Taverna

Il rapporto dell’architetto internazionale Santiago Calatrava con Napoli, in una mostra al Museo di Capodimonte

C’è tempo ancora fino al 24 ottobre per visitare la mostra Santiago Calatrava – Nella luce di Napoli, un progetto sostenuto dalla regione Campania e curato dal direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger, insieme alla moglie dell’artista, Robertina Calatrava. L’esposizione sottolinea la formazione multidisciplinare del famoso architetto, facendo risaltare anche il suo amore per Napoli, come nel nuovo decoro realizzato per la chiesa di San Gennaro, che esalta la luce di Napoli e l’eccellenza dell’antico artigianato campano. Le opere, più di 400, coinvolgono vari spazi espositivi: il Cellaio e la chiesa di S. Gennaro all’interno del Real Bosco di Capodimonte, oltre che il secondo piano della Reggia.

La creatività di Calatrava, architetto originario di Valencia con un portfolio di opere famose in tutto il mondo, è fulcro della mostra e ne puntualizza l’attenzione sul rapporto spazio/luce: lo studio come architetto e urbanista prima, e come ingegnere dopo lo porta a garantire una totale autonomia nella realizzazione dei propri progetti.

In mostra, il passaggio dallo schizzo su carta al modellino, fino alla realizzazione di grandi opere architettoniche modernamente concepite, che si accompagna con l’attenzione per i dettagli che contraddistinguono la poetica di Calatrava: il dato umano, il paesaggio, l’elemento tecnologico, una linea dal design organico divenuta riconoscibile nei suoi progetti, spesso al centro di polemiche e critiche per budget elevati ed effettiva resa architettonica.

Nelle sale del Museo di Capodimonte trovano posto varie sezioni dedicate all’architettura: i famosi ponti, i complessi sportivi e museali, le stazioni (come quella Mediopadana di Reggio Emilia, il cui plastico è esposto in mostra) e anche un esempio dei rari lavori legati all’architettura religiosa.

Foto Carolina Taverna

L’altro dato rilevabile della mostra è la felice espressione artistica scultorea di Calatrava, accompagnata anche da dipinti e disegni che si rivelano ancora una volta dimostrazione di passione per la natura, percependo gli elementi vivi che ne sono fondamento. Le ampie sculture sembrano riprodurre il movimento del vento, turbini che trovano il loro naturale ambiente all’interno delle sale del museo, ridisegnando lo spazio con il loro movimento vorticoso che le caratterizza. A far da sfondo sulle pareti le pitture con elementi vegetali, rami e foglie o animali.

Un’altra sezione è dedicata alle opere in alluminio, che partendo dall’idea bidimensionale di quadro, si protendono nello spazio, creando moduli che acquistano la terza dimensione unitamente ad una propria qualità cromatica.

Varia ed ampia, la mostra offre una nuova esperienza dell’opera del famoso architetto, un leitmotiv di ricerca del movimento profondo, che dalla progettazione per materiali contrapposti, passa alla smaterializzazione della superficie attraverso la luce, fino alla ricerca di equilibrio e di un linguaggio comunicativo aperto.

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Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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