L’abbraccio di papa Francesco con Estela Carloto

immagine da web
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Per un giorno la Plaza de Mayo si è trasferita nell’Aula Paolo VI in Vaticano. Papa Francesco infatti, ha ricevuto nell’aula Estela Carloto presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo, le mamme che per anni in Argentina hanno sfidato il governo e la dittatura perché volevano ritrovare i propri figli, i desaparecidos, molti dei quali furono uccisi dai militari perché contestavano il regime chiedendo libertà e democrazia. Una pagina nera dell’Argentina, ma anche del mondo intero, che ha negato, appoggiato l’omertà delle forze governative argentine disinteressandosi del problema di migliaia di giovani.

Solidali tra loro le mamme argentine marciavano ogni giorno nella piazza chiedendo che fosse loro data qualsiasi informazione riguardo ai propri figli.

Spesso le ragazze arrestate, che venivano anche violentate, partorivano dei bambini dati poi in adozione a soldati o famiglie amiche del regime escludendo ogni legame con la famiglia della madre o del padre. Infatti le donne da madri si trasformarono anche in nonne, alla ricerca di quei nipoti, unico legame con i figli ormai morti e dispersi dai soldati tra il 1976 e il 1982.

Una lotta solitaria e tenace che ha avuto i suoi risultati e che ha premiato molte delle donne che hanno passato la loro vita alla ricerca dei propri cari.

Estela Carloto, la presidente di Abuelas de Plaza de Mayo, ha potuto riabbracciare dopo 36 anni di ricerca, suo nipote Ignazio Guido, ritrovato proprio i primi giorni dell’agosto scorso. La donna, nell’aprile del 2013 aveva già incontrato papa Francesco e aveva espresso al pontefice la speranza di riuscire a trovare il nipote che cercava da così tanto tempo. Il sogno si è realizzato da poco, ma la donna ha voluto festeggiare questa splendida notizia anche con il papa. In udienza è arrivata tutta la famiglia Carloto, c’erano i tre figli della donna, Remo, Claudia e Guido e i nipoti.

La storia della donna è legata a quella della figlia Laura Carloto, desaparecido nel 1977 quando era incinta e assassinata dai soldati poco dopo il parto. Come Laura, c’erano tante altre giovani donne che, al momento della cattura da parte dei militari o erano incinte o avevano figli piccolissimi. Nel 2009 in Argentina era partita la ricerca, da parte delle ormai nonne, dei loro nipoti. Per Estela Carloto, la scoperta di suo nipote, che è un uomo dalle idee simili a quelle della sua famiglia originaria e che, durante la sua vita, inconsapevolmente, ha sostenuto e aiutato proprio l’associazione della nonna, si è coronata con la consapevolezza che Ignazio è divenuto il figlio che la Laura, la madre che non ha potuto crescerlo, avrebbe voluto. Una storia a lieto fine che ripercorre le storie di altre nonne e la speranza in quelle che non hanno ancora ritrovato i loro nipoti.

La nonna di Plaza de Mayo ha anche portato dei doni al pontefice, un “poncho” portato dai nipoti, lettere da persone che vivono nel paese dove abita Ignazio, un cd con della musica composta sempre dal nipote ritrovato della donna, una scultura che rappresenta i valori della Verità, Giustizia e Memoria.

Un incontro commovente che ha rappresentato l’attenzione che papa Francesco mostra sempre verso i deboli, gli umili e le persone che con tenacia seguono i loro obiettivi, alla ricerca della verità, della giustizia.

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Sissi Corrado

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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