L’intervista a Max Nardari regista del film “Di tutti i colori”

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è un film romantico, ma divertente e corale

Uscirà nelle sale il 18 luglio “Di tutti i colori” il film diretto da Max Nardari che ha diretto un cast ricco di nomi: Andrea Preti, Olga Pogodina, Nino Frassica, Alessandro Borghi, Paolo Conticini, Giancarlo Giannini, Tosca D’Aquino, Luis Molteni e Pietro De Silva. Abbiamo rivolto alcune domande al regista Nardari, per scoprire qualcosa di più su questo film.

Dopo “Una famiglia a soqquadro” che ha riscosso l’apprezzamento di critica e pubblico, lei si ritrova a presentare un altro film “Di tutti i colori”, la prima domanda che le rivolgo è relativa ai titoli: li sceglie lei? Perché sono particolari e, in poche parole, racchiudono un mondo.

Grazie, apprezzo questa domanda. Mi piace sintetizzare nel titolo un concetto e in questo film la parola colori ha due significati: sia perché il film è ambientato nel mondo della moda di un immaginario stilista un po’ sopra le righe, impersonato magnificamente dal grande Nino Frassica, sia perché ne succedono davvero di tutti i colori!

Il protagonista Giorgio (Andrea Preti) si finge gay e diventa Giorgy flirtando con il capo del personale per entrare nel mondo della moda. All’inizio si sente un pesce fuor d’acqua ma poi, pian piano, per un insieme di incredibili e fortunati equivoci riesce a fare carriera all’interno della Maison anche perché conquista la fiducia del grande stilista Vladimiro (Nino Frassica), conquistando il cuore della bella Olga (Olga Pogodina, famosissima attrice russa).

Olga e Giorgy hanno da subito una bella intesa ma Olga, immaginando che lui sia gay,  è costretta a vederlo solo come un amico e il loro amore dovrà imbattersi in molti ostacoli prima di compiersi. Di tutti i colori è quindi fondamentalmente un film romantico, ma divertente e corale.

“Di tutti i colori” racconta una storia relativa alla moda, qual è il fine di questo film?

Il tema principale del film è la verità. Giorgio, il protagonista del film, farà un percorso di crescita poiché da donnaiolo impenitente e bugiardo, sia nella sfera privata che lavorativa, succube delle sue stesse menzogne, pian piano imparerà a rivelarsi una persona vera. 

Olga, la protagonista femminile, che all’inizio del film si mostra come una donna manager fredda e distaccata, attraverso Giorgio imparerà a lasciarsi andare maggiormente ad esprimere i propri sentimenti rivelando la sua vera natura.

La moda fa da sfondo in tutto il film che si apre e si chiude con due grandiose sfilate, la prima nel meraviglioso set dell’antica Roma di Cinecittà e la seconda nell’altrettanto suggestiva Piazza Rossa di Mosca.

Nel cast molti attori noti tra cui spicca il nome di Giancarlo Giannini com’è lavorare con attori di questa caratura?

Lavorare con Giannini è stato senz’altro un onore ma lo è stato altrettanto aver diretto due attrici, che magari non conosciamo, ma che sono famosissime in Russia: Olga Pogodina e Larisa Udovichenko.

Alla prima a Mosca c’erano quasi 4000 persone nel cinema più grande della Russia. Aver presentato il film lì per me è stato davvero emozionante e la cosa buffa è che sono stato accolto inaspettatamente come una star. Tra l’altro in Russia il film è uscito con un titolo e un montaggio diverso, più consoni al gusto russo, e in oltre 450 sale, con manifesti ovunque.

Nel cast anche Tosca D’Aquino, Nino Frassica, Alessandro Borghi, Paolo Conticini, Pietro De Silva, Luis Molteni, oltre ai protagonisti Andrea Preti e Olga Pogodina, come si è trovato a dirigere questo cast?

Sono felice che nel film abbiamo Alessandro Borghi che aveva iniziato con me uno dei suoi primi lavori, un corto che ha avuto un ottimo riscontro nei festival, dal titolo Lui & L’altro che ora sto cercando di portare avanti come film con la mia casa di produzione Reset Production.

Alessandro ora è esploso come star internazionale e sebbene qui abbia un piccolo ruolo, lo ha interpretato davvero alla grande

Il protagonista Andrea Preti è un giovane attore che ha un passato come modello, conosce molto bene il mondo della moda e ci ha dato molti consigli preziosi sul set. Nino Frassica e Paolo Conticini sono due attori con cui mi sono divertito molto sul set. Nino è imprevedibile perché improvvisa tantissimo con delle trovate inaspettate ma geniali, Paolo ha sempre la battuta pronta e riesce a sdrammatizzare ogni cosa. Anche con Tosca D’Aquino c’è stato un ottimo feeling, infatti ora presenteremo insieme il Festival di Sabaudia della commedia Italiana 2019 , di cui sono anche Direttore artistico.

Il film racconta del desiderio di due giovani di raggiungere il successo, di realizzare il proprio sogno, ma Max Nardari ha realizzato il suo?

Max Nardari è una persona molto particolare, sempre a mille, che ha bisogno di esprimersi in più forme artistiche. Non sono un classico regista, mi definirei più un creativo a 360 gradi. Già a 16 anni facevo riprese e montaggi video e inventavo storie realizzandole attraverso i fumetti. Ho sempre amato scrivere storie e per me è quasi impensabile fare la regia di qualcosa in cui non abbia partecipato alla scrittura.

Parallelamente lavoro molto con la musica, ho scritto in passato per vari artisti italiani fra cui Raf, e come nella scrittura di un film poi sento il bisogno di realizzarlo, anche nella musica se scrivo un brano ho voglia poi di interpretarlo.

Ho un mio studio di registrazione e lavoro molto con Logic X, per cui arrangio pezzi, canto, suono pianoforte e chitarra, insomma  la musica mi appassiona quanto la regia, sto infatti preparando un mio album in inglese pop dance e forse in questo momento la realizzazione del disco è già metà del mio sogno.

L’altra metà è riuscire a fare più il regista che il produttore. Negli ultimi anni sono stato costretto a fare il produttore perché mi ero davvero stufato: perdevo troppo tempo ad aspettare persone che promettevano e non mantenevano. Per quanto io ogni anno che passa mi stia sentendo incredibilmente più giovane, il  tempo che è trascorso non lo recuperi più e io ormai ho deciso di non perderne più.

Quando ho in mente di fare un progetto, da buon capricorno, faccio il possibile per andare fino in fondo. In pochi anni ho prodotto una decina di cortometraggi che hanno vinto molti festival e il mio film La mia famiglia a soqquadro è stato prodotto autonomamente senza nessun finanziamento pubblico o altro  e se ci penso mi sembra ancora qualcosa di incredibile.

Il film mi ha dato in due anni tantissime soddisfazioni. L’ho venduto in vari paesi dell’Asia, nelle linee aeree inglesi, in Svizzera ha fatto un boom di ascolti sulla prima rete e ora sono riuscito anche a venderlo qui alla Rai, così lo vedremo tutti con il nuovo anno!

Detto questo, andando più in profondità, il vero successo, visto che è la domanda che mi hai fatto,  è vivere ogni giorno con passione, dare valore alle cose che hai, e soprattutto essere leali perché ciò che fai, nel bene e nel male, prima o poi ti ritorna. Di questo, da buon praticante buddista, ne sono sempre più convinto. In questo momento della mia vita infatti sto cercando di mettere più buone cause possibili, non sempre ci riesco… ma almeno ci provo :-).

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