Il ricordo di Domenico Modugno al Sala Teatro Segreto

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“Un Sogno Così” dedicata a Domenico Modugno

Al “Sala Teatro Segreto” sito nel quartiere Testaccio è andato in scena “Un Sogno Così” pièce teatrale-musicale, dedicata a Domenico Modugno, uomo e artista. Lo spettacolo si ispira al libro “L’altra faccia del mio amico in frac” di Bruno Pantano, assistente storico di Modugno ed edito da New Books.

In scena Nico Caruccio, attore ed autore dei testi accompagnato dalla chitarra del musicista e cantautore Mico Argirò che ha curato gli arrangiamenti.

Il racconto, che segue la linea del monologo (nel quale l’attore/autore) entra ed esce dal personaggio di Modugno, ci trasporta nella Roma di fine anni ‘50 quando, dopo una lunga attesa a Piazza del Popolo del poi noto paroliere Franco Migliacci in attesa di Mimmo (Domenico Modugno), come lui lo chiama, tornato a casa e, osservando il quadro Le coq rouge dans la nuit, di Marc Chagall si addormenta e sogna. Al risveglio scrive il suo sogno che diventerà nient’altro che una delle canzoni italiane, o per meglio dire, la canzone del pop italiano per eccellenza: Nel blu dipinto di blu o altrimenti detta Volare.

La storia non viene dall’attore sviscerata tutta d’un fiato, ma intermezzata da vari momenti nelle quali Nico diventa il protagonista di vari temi (accantonando per un po’ il vero protagonista della serata Domenico Modugno) portando in scena monologhi e testi scritti di suo pugno, prendendo spunto dalle canzoni del grande cantante pugliese. Si alternano, così, momenti di grande ilarità con O’cafe’, la cui scenetta racconta la procedura della preparazione più giusta del caffè, sostenendo che non si tratta di una bevanda che porta al nervosismo, smentendo in ultimo questa stessa tesi dopo l’ennesima volta in cui sbaglia la descrizione del procedimento. Non mancano poi momenti malinconici incorniciati, ancora una volta, delle bellissime canzoni di Modugno come nel caso di “Amara terra mia” o sentimentali come nel caso di “Lazzarella” o “Tu si Na cosa grande“.

Lo spettacolo pur essendo piacevole, a tratti risulta slegato e poco chiaro nel riconoscimento dei personaggi con la storia portante.

Tutto sommato l’attore e il suo accompagnatore creano un clima familiare e non manca il coinvolgimento del pubblico che viene chiamato a interloquire e che spesso si lascia andare canticchiando queste canzoni che sono così vive nella memoria non solo del pubblico più datato, ma anche nei giovani presenti a teatro.

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