Mamma li saldi!!

La Befana, con un giorno di anticipo, anche quest’anno ci ha portato i saldi. I tanto desiderati, saldi! Eh si, dopo aver svuotato i negozi durante il Black Friday, dopo aver acquistato oggetti, accessori, capi di abbigliamento, regali sotto le feste di Natale, che non ti ‘fai pure i saldi’?

Certo tra essere presenti e partecipare c’è una grossa differenza. Noi italiani non ne perdiamo una. E’ un po’ come la barzelletta del topolino, che in mezzo ad un gruppo di elefanti, dice: ‘facemu burdellu, facemu burdellu’. Espressione più adatta non fu mai proferita. Noi italiani dobbiamo essere sempre in prima fila, ci piace fare le code, girare come trottole alla ricerca di un parcheggio nel sotterraneo asfissiante di un centro commerciale, recarci al centro della città in macchina fregandocene della ZTL attiva. Si, dobbiamo esserci, li in fila da Hogan, Gucci, Zara, Pandora, Intimissimi, Calzedonia, Kiko. Non ci serve nulla, ma possiamo non sfruttare l’occasione?

Io stavo lì il 5 gennaio, al centro commerciale Porta di Roma. Ho scelto un orario strategico per andare, ho parcheggiato e fatto i miei acquisti (le cose che cercavo le avrei acquistate anche se non in saldo: ne avevo bisogno!). Ma, dritta per la mia strada, alla ricerca di ciò che mi serviva, procedevo e osservavo i potenziali acquirenti come avessi avuto occhiali da sole scuri. Filtravo a rallenty le famiglie, i fidanzatini mano nella mano, le mamme con figlie adolescenti sempre con il muso lungo che procedono camminando una avanti e una indietro, mai accanto e senza parlare tra loro. Coppie con neonati che si disperavano dal pianto, nella carrozzina ‘forse ha fame’ diceva il padre ad alta voce per coprire il suono della musica assordante e recapitare il messaggio alla moglie. Uomini oltre i 50 anni fuori dai negozi che giocavano a Candy Crush aspettando le mogli che sbattendogli le buste in faccia dicevano ‘ammazza quanto ho risparmiato!?’.

Ma i dati ‘seri’ parlano chiaro. Il commercio va male, per lo meno quello dell’abbigliamento e delle calzature. E’ andato male sotto Natale e le svendite di questi giorni sono inconcludenti. Si compra tanto da Zara (i capi di abbigliamento costano già poco normalmente, figurarsi sotto i saldi), ma considerando che il brand spagnolo esaurisce sempre le scorte delle collezioni periodiche, che cosa ha messo in saldo? Non starà facendo come spesso fanno alcuni negozi che producono capi di abbigliamento di sottolivello, scarsi di qualità prezzandoli con cifre bassissime ingannandovi sul presunto sconto? Ma poi non trovate che vendere a Gennaio un giubbotto al 50% 260 euro,  ad ottobre con il cartellino e 520,00 mi volevi fregare? E’ chiaro che se me lo metti in saldo 260 euro ci stai guadagnando lo stesso.

O lo stesso capo che costava 100 euro prima dei saldi, in pieno saldo, pensate l’affare, applicando il 40 % costa solo 125 euro!!!!!

Insomma non vedo i saldi di buon occhio: non si fanno affari (raramente!) tu, preso dall’entusiasmo compri compri, ma quella cosa non ti serve, non è la tua taglia, farà compagnia a capi acquistati l’altr’anno con ancora il cartellino 70% in meno.

Non sarebbe meglio un ricarico di vendita più contenuto ed evitare saldi fallocchi e magari applicarli solo quando è rimasto solo un pezzo o pochi pezzi?

Arianna Alaimo

Leggi anche