Memoralia, la rassegna civile di teatro e musica

In scena a Roma una rassegna che parla di memoria

Al Teatro Tor Bella Monaca di Roma, dal 15 al 29 novembre, va in scena Memoralia, rassegna civile di teatro e musica, diretta da Chiara Tomarelli. In scena spettacoli che faranno memoria con il pubblico, ma anche tanti ospiti protagonisti della rassegna: Elena Arvigo, Mia Benedetta, Chiara Tomarelli, Lunetta Savino, Carlotta Natoli, Bianca Nappi, Simonetta SolderBlas Roca ReyPiji Siciliani, Simone Colombari. Tra spettacoli, laboratori, rassegne, incontri, tra teatro e musica, va in scena l’impegno civile organizzato da Chiara Tomarelli, alla quale diamo il benvenuto sulle pagine di CulturSocialArt.

Come nasce la rassegna Memoralia?

Il progetto Rassegna Memoralia nasce con l’obiettivo di intercettare la necessità del cittadino di comprendere e armonizzarsi con il difficile e complesso presente che vive, attraverso la memoria storica, passata e recente. Spesso è proprio la mancanza di strumenti e di conoscenza che blocca la nostra capacità di rinnovarci, di trovare la giusta espressione di noi stessi, di elaborare il modo migliore per coesistere come comunità.

Il Teatro è un luogo straordinario per ‘fare memoria’, perché non si racconta la storia così come nei testi scolastici o nei saggi, ma si condivide il vissuto di chi ha attraversato quei momenti e quei specifici eventi. E lo si fa attraverso un rito collettivo dove chi racconta evoca, e chi riceve s’immedesima. Il processo di conoscenza dunque non è esclusivamente nozionistico, ma diventa un’esperienza dell’anima, che colpisce i sensi, l’intelletto e le emozioni.

La memoria è una delle parti essenziali della nostra vita, ci aiuta a crescere e dovrebbe aiutarci a non commettere gli stessi errori, a stare più attenti, ci aiuta a conoscere il passato per prepararci al presente e al futuro. Quanta consapevolezza abbiamo di tutto ciò?

A volte sembra molto poca. Non comprendendo quanto tutto ciò che noi siamo nasce dal passato e come l’analisi e la sua conoscenza ci permettono di comprendere il presente e costruire il futuro. La radici sono fondamentali per sostenerci, ci aiutano a non dare nulla per scontato. Ci insegnano che i diritti di cui oggi godiamo, per esempio, nascono da lotte fatte da chi ci ha preceduto, uomini e donne che a volte hanno anche dato la vita per questo.

Gli spettatori che vengono alla rassegna, partecipano agli eventi, conferenze, laboratori, come affrontano le memorie storiche?

Memoralia offre diversi strumenti di apprendimento e conoscenza, o ancor meglio di fare ‘esperienza’ della memoria. Se assistendo ad uno spettacolo, mi emoziono perché ascolto la voce di una madre che ha perduto il figlio nell’orribile attentato di Beslan, probabilmente tornerò a casa con una consapevolezza diversa di cosa è la guerra. Questa consapevolezza sarà legata ad un’emozione o ad un’immagine potente che ha colpito il mio inconscio, e forse elaborerò in modo diverso le notizie che giornalmente ascolto e che fanno parte del mio presente.

Se ho la possibilità durante un’incontro/conferenza di capire da dove nasce il lavoro di ricerca sulla memoria, posso acquisire nuovi strumenti e sviluppare un pensiero critico che magari prima era sopito. Potrebbe addirittura rivoluzionarsi il mio sguardo sul mondo.

Ci sono laboratori, eventi, dedicati ai più piccoli, loro rappresentano in toto la speranza nel futuro. Quali sono sensazioni e sentimenti che provano?

I laboratori di formazione sono un aspetto importantissimo del progetto. I giovani hanno molteplici risorse che spesso però rimangono sopite oppure viene loro richiesto di adeguarsi a dei modelli che poco hanno a che fare con loro stessi e i loro talenti. Per questo spesso poi si ritirano, si omologano, smettono di esprimersi o si arrabbiano in maniera distruttiva.

I laboratori nascono con l’intento di creare uno spazio protetto dove ognuno possa esprimere con gioia e fiducia la propria diversità e unicità. Se durante un laboratorio un bambino avrà la possibilità di condividere la sua storia personale, senza paura di essere giudicato, ma anzi sentendosi risorsa preziosa per tutti gli altri bambini, avrà conquistato un pezzo di autostima molto importante.

Spesso chi narra le verità storiche viene visto come narratore scomodo, la storia, in fondo, la scrivono gli uomini, non sempre obiettivamente. Come affrontare queste situazioni che ci pongono dinanzi a verità che possono modificare il nostro modo di pensare?

Bisogna rifarsi alla molteplicità e ad un pensiero più complesso. Non bisogna accontentarsi del primo livello di lettura. Bisogna approfondire. Io consiglio di andare alle fonti. Nella rassegna ci sono diversi spettacoli la cui drammaturgia è fatta esclusivamente di testimonianze, di parole vere di persone che erano li. E di punti di vista differenti. Ci ricorda un po’ il pensiero pasoliniano dove uno stesso fatto può essere narrato da diversi punti di vista. Quella è la Storia: la sua complessità. Spesso nei libri ritroviamo invece solo un unico punto di vista, magari quello dei vincitori, magari quello maschile, magari quello del più forte.

Quanta disinformazione c’è nel mondo virtuale, troppa. È possibile proteggere le fonti reali che hanno dalla loro parte memorie importanti?

Io non sono così critica sul mondo virtuale. È il nostro presente e sarà il nostro futuro. Certo andrebbe regolato e migliorato. Credo che, così come si può trovare tanta informazione spazzatura online, così si può avere invece la possibilità di accedere a diversissime fonti e metterle in relazione e confrontare. Bisognerebbe insegnare, soprattutto ai giovani, a utilizzare creativamente e criticamente il web e non invece ad esserne fruitore passivo.

La crescita di una nuova generazione sempre più a contatto con svariate fonti di informazioni, quanto può essere positiva e quanto negativa?

Come dicevo può essere positiva. Non dobbiamo, noi ‘generazioni passate’ fare l’errore di demonizzare il presente dei giovani. Bisogna però imparare ad essere critici riguardo la molteplicità delle informazioni e insegnare a ragionare. E per farlo per primi dobbiamo noi assumere un pensiero libero e aperto. Che permetta il confronto.

La crisi pandemica, la guerra, la crisi economica, la crisi ecologica, tutte fanno parte di una realtà che spesso non vogliamo sentire, troppo legati ai nostri agi e al nostro egoismo. Quali possono essere le motivazioni, le memorie storiche che possono accendere l’interesse per bene comune?

A volte non vogliamo sentire perché l’informazione sembra essere solo catastrofica. Certamente stiamo attraversando delle crisi durissime e nuove, ma personalmente a volte mi domando come può essere solo tutto caos e tragedia. Forse è anche la lente dalla quale guardiamo le cose? Se lanciassimo anche messaggi di speranza, forse avremmo desiderio di costruire e metterci in gioco in prima persona. Lo spettacolo di Blas Roca Rey, Storie di ordinaria magia, per esempio ci racconta vicende in cui le persone hanno saputo, nonostante tutto, non perdere la speranza e reagire. Ecco, se ci riavvicinassimo al lato ‘magico’ della vita, a quello spirituale (direi piuttosto perduto) forse non saremmo schiacciati dal peso dell’angoscia e della tragedia, ma troveremo le risorse per determinarci.

Memoralia ha anche la grande capacità di circondarsi di tanti bravi artisti che salgono sul palco e propongono attività civili, di interesse comune. Qual è la forza della rassegna?

Direi certamente gli artisti e la loro capacità e umiltà di mettersi a servizio delle storie che raccontano e quindi della grande Storia (quella di Elsa Morante per intenderci, quella più sommersa). Sono tutti artisti straordinari, con un percorso specifico, forte e un pensiero mai scontato, che li ha portati con entusiasmo e totale adesione a partecipare al progetto. Li ringrazio davvero molto.

Se dovesse dedicare un pensiero per il futuro della rassegna, cosa vorrebbe?

Mi auguro che Memoralia possa continuare come una sorta di grande spettacolo: che possa andare in ‘tournèe ‘ in vari quartieri di Roma e perché no, anche in altre città.

Perché fare memoria deve essere un atto diffuso, offerto a più persone possibile!

Grazie per essere stata con noi!

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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