Patrizia Vicinelli: poesia e visione al Macro di via Nizza

Il Macro di Roma dedica una mostra all’artista Patrizia Vicinelli, scrittrice, poetessa e attrice

Al Macro di Roma è attualmente allestita la prima mostra istituzionale dedicata a Patrizia Vicinelli. Scrittrice, poetessa e attrice italiana, la Vicinelli rappresenta una figura di avanguardia e militanza all’interno del contesto letterario anni 60 oltre che politico: partecipò al convegno di La Spezia nel 1966 ed iniziò da quel momento a collaborare con il Gruppo 63, dando voce ed interpretazione ai suoi scritti in modo accorato e aperto, una voce carismatica che ha portato avanti l’ideale di “vita uguale opera”, una vita breve interrotta dall’AIDS a meno di 50 anni.

In un universo unicamente maschile, come lo stesso Gruppo 63 era, lei e Giulia Niccolai costituirono un’importante presenza femminile, interpreti delle difficoltà intrinseche al vivere nel periodo di profondi mutamenti storici che quelle decadi sono state: in particolare Patrizia Vicinelli con il suo modo di recitare in pubblico, coinvolgendo il corpo tanto quanto la voce, segna un fare non comune che sarà accolto volentieri dai letterati del Gruppo 63. Le sue performance scalmanate spesso giudicate eccessive, andarono oltre la semplice poesia tanto da poterne dare una lettura critica performativa, al pari di quel teatro sperimentale che negli stessi anni si andava sviluppando con Carmelo Bene: esempi entrambi della presenza anche in Italia di ricerche vicine alla performance art, seppur non legate espressamente ad un contesto di artisti visuali come nel caso di Kaprow o di Beuys. Patrizia Vicinelli stessa inoltre si avvicinerà al teatro e al cinema sperimentale, collaborando con numerosi registi tra i quali Alberto Grifi e Claudio Caligari. Nella sua opera trova posto anche il lavoro verbo visuale: similmente a quanto sviluppato nello stesso momento da Ketty La Rocca, anche in Vicinelli si ritrova un interesse per il segno linguistico utilizzato in modo grafico, per produrre immagini e arricchire testi, tramite l’inquadramento della parola nel visivo.

All’interno della sala che il Macro di Roma attualmente le dedica, dal vivo i lavori scritti si alternano alle composizioni grafiche dei segni, oltre ai materiali effimeri che documentano la sua partecipazione a letture, eventi e performance che si trovano in teche dedicate. Insieme a scritti degli esordi, come l’opera à, a, A, composta da tre livelli di produzione poetica (lineare, visuale e sonora) o la pubblicazione Apotheosis of schizoid woman, che esemplifica l’idea di Vicinelli del libro come opera d’arte, sono esposti anche scritti singoli, fogli nei quali grafia e colore si incontrano, copertine a pagine di libri, mentre di sottofondo si sente la stessa poetessa interpretare i suoi scritti. Il loop sonoro installato, permette di cogliere anche oggi quella dimensione performativa concreta altrimenti ancora sfumata e non rilevabile, mezzo di espansione della parola e del gesto poetico in altri campi, non ultimo quello della vita quotidiana.

La mostra Chi ha paura di Patrizia Vicinelli? inaugurata l’11 novembre, sarà visitabile sino al 27 Febbraio 2022, compresa nell’ingresso gratuito del Macro.

Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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