Sergio Sormani e Giorgio Donders in scena al Teatro Villa Lazzaroni

Torna in scena lo spettacolo Ecce Homo, una diversa storia di normalità

Al Teatro di Villa Lazzaroni dall’1 al 3 marzo sarà in scena lo spettacolo Ecce Homo, una diversa storia di normalità, di e con Sergio Sormani e Giorgio Donders. Uno spettacolo che parla di coppia, di diversità e di normalità, con ironia e umorismo e anche dolorosa riflessione, che accompagna la vita personale e artistica dei due protagonisti. Sì, perché sul palco i due attori, che sono compagni anche nella vita, si raccontano.

Cosa raccontano e come lo fanno? È quello che abbiamo chiesto a Sergio Sormani e Giorgio Donders, a cui diamo il benvenuto sulle pagine di CulturSocialArt.

Salve. Lo spettacolo che portate in scena al Teatro Villa Lazzaroni, Ecce Homo, parla di voi. Come vi sentite a salire sul palco e a raccontare i “fatti vostri”?

Giorgio: In epoca social si è abituati a mostrare quasi sempre il lato “migliore” della nostra quotidianità. Questo rischia di far sentire chi legge un post o vede una foto come fosse figlio di un dio minore. In realtà ciascuno di noi attraversa svariate difficoltà ed essere disposti a raccontarle può creare un’empatia molto forte tra attore e spettatore.

Sergio: Per raccontare noi stessi abbiamo scelto l’ironia e l’umorismo, al fine di rendere divertente la comunicazione pur veicolando un messaggio che può essere di sostanza.

Che differenza c’è tra i dialoghi che intercorrono fra voi e quelli che possono essere i dialoghi che avvengono tra gli spettatori?

S.: Il linguaggio dell’amore è universale. E non è una frase fatta: due persone che si innamorano, che scelgono di percorrere un tratto di vita insieme (o tutta), che decidono di condividere dolori e gioie sono del tutto simili chiunque essi siano e in qualunque latitudine del globo vivano. Quando l’essere umano comprenderà questo concetto, tutti staremo meglio.

Ciò che portate sulla scena, naturalmente, è affiancato da messaggi per l’essere umano, quali sono le cose più difficili che avete inserito nello spettacolo? E le più semplici?

S.: Le parti più difficili sono quelle riguardanti alcune incomprensioni all’interno delle nostre famiglie di origine. Sono momenti dello spettacolo molto intensi, a nostro parere necessari nel racconto della nostra esperienza di vita.

G.: I momenti più semplici sono i racconti della nostra quotidianità: siamo due persone che riescono spesso a sorridere di ciò che ci accade e di noi stessi.

Il vostro essere coppia nella vita influisce nell’essere coppia sul palco?

Assolutamente sì! (In coro Sergio e Giorgio)

S.: Ciò che portiamo sul palco è frutto della nostra intesa nel quotidiano, quella complicità che ci consente di stare insieme da 32 anni.

G.: Spesso ci capita di duettare spontaneamente anche nella vita, quasi come fossimo sul palco. Questo nasce da una sintonia di pensiero e dal conoscere l’altro profondamente.

Cosa rappresenta per voi l’ironia sul palco e nella vita?

S.: Ha un valore immenso. L’ironia può salvarci nella vita e divenire un efficace strumento di comunicazione con il pubblico. L’ironia produce il sorgere di atteggiamenti che si avvicinano alla resilienza e alla messa in discussione, oltre che alla solidarietà alla coesione.

Nello spettacolo citate anche due grandi poeti: De Moraes e Gibran. Cosa vi colpisce in particolar modo di loro?

G.: Entrambi hanno scritto testi straordinari, da profondi conoscitori dell’animo umano quali erano. Nello specifico di De Moraes utilizziamo un brano divenuto canzone che accompagna le diverse fasi della vita raccontate nel nostro spettacolo.

S.: Di Gibran, invece, citiamo alcune sue parole sull’importanza di un sano rapporto genitori e figli.

Quali sono i riscontri che avete con il pubblico? Quali i commenti che vi hanno colpito?

S.: Il riscontro da parte del pubblico è stato superiore alle nostre aspettative: avevamo il timore che il vissuto di due persone sconosciute non potesse interessare più di tanto, invece è accaduto che gli spettatori riconoscessero parte della loro vita in ciò che raccontiamo.

G.: Forse la frase più bella da parte di una spettatrice è stata: “Ci siamo divertiti e abbiamo riso molto, ma andiamo a casa con l’arricchimento di qualche riflessione da fare”.

Grazie per essere stati con noi e in bocca al lupo!

Gli articoli pubblicati sul Blog sono scritti dai Soci dell’Associazione in maniera volontaria e non retribuita. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright CulturSocialArt

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

Leggi anche