Il Calamaro Gigante con Angela Finocchiaro e Bruno Stori

Un viaggio di meraviglia nel tempo e nello spazio per scoprire che nessun sogno è irrealizzabile

Angela si trova bloccata nel traffico autostradale congestionato dal rientro dei vacanzieri dal mare. Lei, con la fretta di avanzare per raggiungere la città in vista di una cena aziendale, si trova ferma, frenata, così come nella sua vita, i suoi sogni e le sue passioni sono rimasti bloccati, frenati dalla famiglia e dalla società.

Angela maledice tutta quella gente, maledice pure il mare da cui tornano. Ha ancora la bocca aperta, quando un’onda gigantesca e improvvisa la trascina via, travolgendo e stravolgendo la sua vita.

In mezzo al mare viene salvata da un personaggio strano, Montfort, zoologo naturalista che arriva da un’altra nazione, da un altro secolo, l’800, e che vuole dimostrare l’esistenza del calamaro gigante. Montfort e Angela non sanno spiegarsi come mai si trovino lì, ed inizia così per loro un viaggio, che onda dopo onda li sbatterà a vivere le avventure di donne e uomini che invece hanno avuto il coraggio di abbracciare il mare e la vita come un’unica, strabiliante meraviglia. Persone sconosciute ma incredibili che han tutte creduto all’esistenza di un animale così enorme e improbabile che per millenni lo si è considerato una leggenda, un sogno: Il Calamaro Gigante.

Premetto di non aver letto l’omonimo libro di Fabio Genovesi da cui prende ispirazione la pièce teatrale; pertanto, non saprei valutare l’adattamento che ne è stato fatto dal regista Carlo Sciaccaluga. Tuttavia, è la prima volta che mi capita che uno spettacolo teatrale susciti in me un giudizio tanto contrastante. Da un lato si ha l’impressione di immergersi in una grande fiaba, sin dalle prime battute, quando gli attori-pescatori girano nella buia platea facendo fluttuare piccole lanterne luminose che accompagnano lo spettatore verso l’incanto che si scoprirà sul palco. Picchi poetici, mimi e giochi d’ombre … e disegni fantastici che danno l’impressione di essere immersi in una gigante illustrazione di un albo per bambini. Dall’altro lato però ci sono momenti dilatati e talvolta troppo lenti, dove – nonostante la indiscussa bravura degli attori – il pubblico perde un po’ l’attenzione. E anche i rimandi all’attualità non sempre sono fluidi, come ad esempio l’inserimento del tema della plastica nel mare con una canzone per altro molto bella e divertente, ma che sembra inserirsi nella scena un po’ a caso.

Angela Finocchiaro è il vero collante, con la sua bravura e la sua freschezza, con la sua naturale capacità di far sorridere anche solo con uno sguardo o un gesto. Accanto a lei un bravissimo Bruno Stori con il suo piglio da attore shakespeariano. Insieme a loro anche un gruppo di giovani e talentuosi attori: Gennaro Apicella, Silvia Biancalana, Marco Buldrassi, Simone Cammarata, Sofia Galvan, Stefania Menestrina, Caterina Montanari, Francesca Santamaria Amato. Recitano, cantano, ballano e si lanciano in incantevoli acrobazie che ravviva un certo stile circense che accompagna tutto lo spettacolo.

Davvero incantevole la scenografia molto essenziale, che molto gioca sull’immaginifico del pubblico: teli che si trasformano in mondi e luoghi diversi a seconda delle scene e che accolgono le proiezioni di illustrazioni meravigliose!

Il Calamaro Gigante sarà in scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 25 febbraio e poi in tour in tutta Italia.

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Chiara Spatti

Marketing & Communication Manager specializzata nel settore spettacolo. Da sempre appassionata d’arte in tutte le sue forme. Mamma di tre splendidi ragazzi. Amo viaggiare, la cucina giapponese, il profumo dei libri ed i colori dell’autunno.

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