Tiziana Sensi racconta La strada all’altezza degli occhi

L’attrice italiana sarà in scena al Teatro Marconi con Mariano Gallo

La strada all’altezza degli occhi di Donatella Diamanti, è un testo che pone l’accento sul mondo femminile e sul mondo ai margini della società, realtà con la quale l’attrice di teatro e fiction, Tiziana Sensi, ama confrontarsi e portare al centro dell’attenzione. Sarà infatti lei la protagonista di questo spettacolo, insieme a Mariano Gallo, diretti dal regista Luca Gaeta e che andrà in scena al Teatro Marconi di Roma dal 18 al 28 gennaio.

Un testo per riflettere, per porre l’attenzione su temi che la società moderna trova scomodi o, forse, assuefatta dalla continua visualizzazione di queste tematiche, messe in evidenza dalla tv e dalla rete, sono seguite distrattamente perché sostituite, subito dopo, con altre notizie più allegre e divertenti. Le prime passano come notizie standard. Diversa attenzione, invece, mette il teatro sull’animo umano e su vicende che devono toccare il cuore e far riflettere sulla nostra vita e quella degli altri.

Di questo abbiamo parlato insieme a Tiziana Sensi che ringraziamo di essere qui, sulle pagine di CulturSocialArt.

Benvenuta Tiziana. Sarai in scena al Teatro Marconi con un testo di Donatella Diamanti, La strada all’altezza degli occhi. Cosa ti ha colpita di questo spettacolo?

La strada all’altezza degli occhi è un testo che rispecchia questo tempo. Nel bene e nel male. Dentro questa storia c’è la fragilità e la forza di ogni essere umano.

Il tuo personaggio è quello di Pina, prostituta con tanti problemi economici, ma forse non solo quelli. Come lo hai preparato?

Come se fossi una bambina di tre anni che si stupisce di tutto ciò che vede e si diverte con il compagno di giochi.

Cosa ti ha colpita di Pina e c’è qualcosa che ti è rimasto dentro di lei?

Pina è una donna pura, senza malizia, inconsapevole della sua bellezza. È una donna che ha la capacità di osservare le cose più banali e trovarci ricchezza. Parla con la semplicità di una bambina ma usa la metafora in modo sorprendente. È logorroica, buffa, impacciata e sensuale. Mi resterà dentro la sua purezza.

In scena con te Mariano Gallo, che interpreta Principessa. Qual è il rapporto che c’è tra i due personaggi?  Principessa piomba in casa di Pina all’improvviso e appena l’incontra è molto infastidito da questa figura un po’ naif, ma poi si trasformano in due personaggi che sono in grado di toccarsi l’anima. Insieme sono molto divertenti, buffi e poetici.

Come hai lavorato insieme a Gallo e al regista Luca Gaeta?

Mariano è un’artista che amo molto, con una grande capacità di trasformazione interiore ed esteriore, è un attore sensibile, attento ed intelligente. Viviamo un clima molto sereno dentro e fuori dal palco. Luca Gaeta è un regista che stimo molto, siamo amici da anni e collaboriamo spesso insieme. Siamo un gruppo di lavoro consolidato da anni, non a caso ho voluto accanto a Luca anche Caterina Gramaglia attrice di grande talento di cui mi fido molto.

C’è una terza protagonista dello spettacolo, la strada, come si unisce a tutta la storia e in particolare ai personaggi?

La strada è la vita fuori e rappresenta il giudizio, l’indifferenza, la superficialità, ma anche la bellezza e la ricchezza che la natura ci dona. La poesia della pioggia ed il calore del sole sono gratuiti.

La storia mette a confronto la vita con due persone di strada. Perché testi ed argomenti del genere si vedono più spesso a teatro che non in tv o sul grande schermo?

Il teatro ha il coraggio di osare.

I personaggi che portate in scena possono relegarsi tra quelli scomodi, quelli che spesso la società ignora. Secondo te è una sensazione che prevale oggi più di ieri?

Si, la società ignora Pina e Principessa. Credo che in questo momento storico c’è una grande concentrazione sulle proprie vite. Siamo i figli dei selfie. Oggi c’è più indifferenza, siamo meno empatici.

Cosa ti aspetti da uno spettacolo che porta temi così intensi sul palco?

Vorrei sottolineare che i temi sono importanti ma vengono trattati anche in chiave ironica e con momenti di comicità. Mi aspetto che il pubblico venga a vedere questo spettacolo.

E cosa vorresti che il pubblico portasse a casa dopo aver assistito a La strada all’altezza degli occhi?

La voglia di dire ad un amico/a “Vai a vedere questo spettacolo, mi sono emozionato. È bellissimo”.

Grazie di essere stata con noi!

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Sissi Corrado

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