Un prof ricco di ideali

Un racconto bello, ben interpretato, che diverte, grazie alle gag inserite all’interno del testo, ma ricco di spunti di riflessione

Credici ancora prof, è lo spettacolo di Antonio Romano che parla di scuola, ma anche di camorra, di presente e di passato. In scena con lo stesso autore, Carlotta Ballarini, Giuseppe Renzo, Mauro Tamburrino, Mimmo Cuomo, Alessia Di Benedetto, Pamela Cutrera, Laura Urti, Santa Vacchino, Adelaide Cozzolino e con la partecipazione di Mia, Luna, Lorenzo, Lele e Riccardo, per la regia di Luigi Pisani.

Un professore raggiunge finalmente l’obiettivo di rientrare nel suo paese per insegnare e si ritrova, dall’oggi al domani, nella sua città natale, e nella scuola che aveva frequentato da ragazzo, dove sono ancora vividi i ricordi della sua vita spensierata. Insieme ad essi, ci sono i problemi familiari, che riaffiorano con forza, e quasi tutto legati al nonno e ad un cugino, sempre pronto a “batter cassa”. Ma le cose si complicano quando il professore comincia l’anno scolastico e in classe si ritrova con il figlio della sua ex fidanzata, che ha sposato il giovane boss della zona.

Da qui cominciano una serie di equivoci, di cambiamenti che lo stesso professore vuole apportare alla scuola, convinto che essa, con il suo modo di essere e di operare, ma sempre con il sostegno dei genitori, possa diventare un luogo di rinnovo e di contrasto alla criminalità, che orami dilaga all’interno del paese.

Il testo, di Romano, tocca le sensibili corde del ricordo e della spensieratezza del passato, facendolo scontrare con la dura realtà del presente, almeno in quella degli adulti. Il raffronto fra le scelte giovanili, ricche di ideali e voglia di cambiamento, si bloccano, impaurite dalla mutazione avvenuta in età adulta. Nella stessa scrittura si notano omaggi a pellicole di alti interesse sull’argomento, come “Io speriamo che me la cavo” con Paolo Villaggio e la celebre pellicola “L’attimo fuggente” che vede protagonista Robin Williams.

Anche qui c’è una serie di ragazzi, giovani e minorenni, che hanno sviluppato il senso artistico e che vengono guidati, con estrema sensibilità dal regista Luigi Pisani. Nell’interpretazione della storia, soprattutto nella parte che li vede crescere ed affrontare le prime difficoltà della vita.

La scenografia proposta, si presta ad un rapido cambiamento di ambiente, divenendo l’appartamento che ospita il professore e l’aula della scuola, dove i protagonisti cercano di opporsi alle meccaniche decisioni dei protagonisti.

Un racconto bello, ben interpretato, che diverte, grazie alle gag inserite all’interno del testo, ma ricco di spunti di riflessione. Per quest’ultimo si nota la presenza di argomenti non solo legati alla scuola, in negativo o positivo, ma anche ai rapporti sociali familiari ed esterni, in un mondo, quello del meridione, sempre più bistrattato e colpevole di lasciarsi vivere, anche se nitida appare la presenza di chi vuole riscattarsi da questa situazione.

Bravissimo Antonio Romano che non molla una sola parte, o un solo momento della scena, regalando un’intensa recitazione e affiancato da Giuseppe Renzo un cugino con il quale si potrebbe fare a meno di parlare, ma che diviene, con l’evolversi della storia, una delle parti principali dello spettacolo.

Nulla è affidato al caso e la coordinazione della messa in opera, offre uno spettacolo davvero divertente, deciso, che porta lo spettatore ad un’attenta riflessione. Una scrittura decisa, ben interpretato e coinvolgente.

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Sissi Corrado

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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