Valentina Olla porta in scena la vita di Rita Levi Montalcini

“Le donne sono la colonna vertebrale delle società.”

(R. L. Montalcini)

Sul palco di Estatica 2020 nella rassegna “Teatriamoci” ideata da Federico Perrotta al Porto Turistico Marina di Pescara, giovedì 6 agosto alle 21.30 è andato in scena “Rita, un genio con lo zucchero filato in testa” di e con Valentina Olla, regia di Sabrina Pellegrino. Lo spettacolo è un omaggio alla scienziata italiana Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina nel 1986, vera eccellenza del nostro paese e del mondo, che ha dedicato la vita al suo lavoro.

Abbiamo rivolto alcune domande all’autrice ed attrice Valentina Olla che porta sul palco la vita di questa donna straordinaria.

Prima di tutto ti ringraziamo per aver risposto alle nostre domande. Fra tante donne che sono d’esempio non solo per il genere femminile, ma sarebbe giusto dire  per il genere umano, la scelta è caduta su Rita Levi Montalcini, cosa ti ha attratta particolarmente di questa donna?

Ho scelto Rita Levi Montalcini perchè è una donna fortissima, che non ha mai perso la misura, mai la femminilità ed ha lottato come una tigre, dimostrando che si può vincere in maniera anche elegante e misurata; ha vinto delle battaglie terribili.

La Montalcini è stata una donna di scienza, una donna di politica, una donna dedita al sociale, intellettualmente molto attiva. Questo spettacolo vuole farla conoscere a tutti, anche a chi non ne ha avuto l’opportunità. Quali di questi aspetti hai approfondito di più?

Con l’autrice e regista Sabrina Pellegrino abbiamo voluto approfondire tutti gli aspetti legati a Rita Levi Montalcini, ma in particolare questo suo eclettismo e questa sua poliedricità che erano delle componenti affascinanti della personalità di una donna così utile al genere umano, così magnanime nei confronti del prossimo, che ha lottato così tanto per i diritti delle donne: è stato davvero incredibile approfondire la figura di questa donna ed abbiamo provato a sintetizzare ogni aspetto nell’economia di questo spettacolo, è stato molto difficile, abbiamo provato a tagliare tante parti.

Qual è stata la parte più difficile nel preparare lo spettacolo?

Parlare della guerra e della discriminazione razziale, un momento tristissimo della nostra storia; abbiamo cercato di essere leggeri per parlare di un qualcosa di così terribile perché non era necessario indulgere, né nelle immagini, né nelle parole. È stato così atroce quello che è successo che basta solo accennarlo per rievocarlo e non dimenticarlo.

Secondo te qual è l’insegnamento più importante che Rita Levi Montalcini ha lasciato al mondo? E quello che senti più vicino a te?

L’insegnamento più importante che Rita Levi Montalcini dà, secondo me, è che è una donna che ha sempre guardato avanti, è una donna che anche a 103 anni pensava al futuro, e questo la dice lunga su come gettare il cuore oltre l’ostacolo possa essere veramente di stimolo per vivere l’esistenza come l’ha vissuta lei. Si, il fatto di pensare sempre al futuro è un vero insegnamento.

Lo spettacolo è legato alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Un messaggio importante da condividere con gli spettatori …

Sono contenta che il nostro spettacolo per l’appuntamento di Pescara è legato alla Lega Italiana contro i Tumori perché più che mai, parlando di uno spettacolo con protagonista una scienziata bisogna essere sensibili rispetto a tutti coloro che ricercano, studiano e cercano di sostenere la lotta contro questo terribile male che affligge sempre di più tutte le generazioni, anche quelle più giovani. E quindi sensibilizzare sotto questo punto di vista è importantissimo.

Il teatro sta rientrando lentamente alla normalità, almeno è quello che si spera in questi giorni, mentre ci si divide tra spettacoli e rassegne estive e si programma la nuova stagione. Come stai vivendo questo momento che ti permette di ritornare in scena grazie a “Teatriamoci”?

Timidamente stiamo provando a ricominciare. “Timidamente” perché bisogna avere rispetto di quello che è successo e che sta succedendo; bisogna avere rispetto della paura della gente a rincontrarsi, a stare in un posto dove comunque ci sono altre persone perché lo spettacolo dal vivo presuppone la fruizione dal vivo e quindi, con le dovute cautele, comunque un gruppo di gente; affrontiamo il tutto con molta timidezza e voglia di tornare in scena per tornare a condividere perché quello che ci è mancato di più in questo momento è questo. Lo “streaming” è lontano, è un altro concetto rispetto all’arte che pratichiamo che è lo spettacolo dal vivo e presuppone un attore in scena ed il pubblico in sala. Ci stiamo provando, speriamo che tutto proceda come sta procedendo in questo momento e di poter alleggerire il contingentamento sempre di più. Speriamo sempre di più in una tranquillità futura prossima.

Non ci resta che augurare a te e a tutte le persone che lavorano con te, un grosso in bocca al lupo e una serena estate!

Grazie Cultursocialart, ogni tanto ci incrociamo sui social, siete molto attivi, sono molto contenta, fate proprio del bene al teatro e alla cultura in generale, accolgo l’augurio e spero che il pubblico si diverta. Evviva il teatro!

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Sissi Corrado

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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