Metro direzione Laurentina al Teatro de’ Servi

metro direzione Laurentina…in arrivo
Al Teatro de Servi, in scena “Direzione Laurentina” spettacolo scritto e interpretato da Veronica Liberale, per la regia di Pietro de Silva. Sul palcoscenico con l’autrice, troviamo anche Fatima Ali, Emanuele Cecconi, Antonia di Francesco, Simone Giacinti, Francesca Pausilli.
La scena si apre su una banchina della metro. Due panche e il cartello con la scritta “direzione Laurentina”. Parte il classico annuncio dell’arrivo della metro “metro direzione Laurentina…in arrivo.. spostarsi dalla linea gialla…” e da qui comincia questo viaggio particolare.
Gli attori,che conosciamo piano piano, portano in scena personaggi che, chiunque viaggi in metro, può trovare ogni giorno: lo straniero con la cassa acustica che ti canta delle canzoni in un improbabile italiano; madre e figlia romane veraci che discutono, si arrabbiano, chiacchierano. La guardia giurata che, solo perché ha una divisa e una pistola, pensa di poter fare quel che vuole. E poi, strana ma non impossibile, la signora borghese, che normalmente prenderebbe un taxi, ma proprio quella sera ha deciso di andare con la metro.
È tardi e dovrebbe passare l’ultimo convoglio ma, il treno non passa, oppure passa ma nessuno se ne accorge, e la stazione della metro, nonostante ci siano ancora dentro delle persone, viene chiusa. Una voce fuori campo, ad intervalli, parla di se stessa, della sua importanza, della suo modo di arrivare. Quasi come se fosse la stessa metro a parlare. E quel che dice, spesso è: “Basta aspettare, se perdi un treno, ne arriverà un altro. Non ti arrabbiare”.
E la nostra storia ci porterà a domandarci se veramente è così. Cinque vite che si trovano loro malgrado a condividere una notte insieme; cinque vite diverse tra loro e diverse di ideali. Una notte dove il pregiudizio e luoghi comuni, la faranno da padrone, dove anche chi non sa andare verso l’altro deve fare i conti con il buio, con il panico, con la solitudine. E dove, tutte le certezze verranno stravolte. Uno spettacolo che nasce in sordina, una storia che inizialmente sembra quasi banale; simpatica, dinamica, ma banale. E poi, quando stai per pronunciare il tuo giudizio, tutto cambia. E allora rimani basito e interdetto. E ti ritrovi ad essere confuso, divertito, perplesso. E allora pensi, rifletti. Rifletti su quel treno che hai perso e che ti fa arrivare tardi, che ti fa perdere qualcosa. Ma, allo stesso tempo ti viene in mente che un treno perso, potrebbe, invece portarti qualcosa di nuovo e bello.
Uno spettacolo da vedere, da commentare con gli amici, da tener presente come pietra di paragone. Bravi tutti gli attori in scena, ma in particolare un applauso va ad Antonia Di Francesco. Bravissima nell’interpretazione della classica mamma romanaccia, ansiosa e un po’rompiscatole, che vuole un gran bene alla figlia, nonostante tutto!





