Un progetto di futurismo globale: Casa Balla

Aperta al pubblico Casa Balla ambiente ricco di futurismo
Casa Balla ha aperto al pubblico lo scorso maggio e vale la pena visitarla per fare nuova esperienza del movimento italiano d’arte d’avanguardia più famoso. Il tuffo nell’arte futurista è totale: l’ambiente in cui ci si immerge è saturo di colori, forme e linee che definiscono e decorano ogni angolo dell’abitabile.
Giacomo Balla, membro del movimento artistico fondato da Marinetti nel 1912, nacque a Torino nel 1971. Successivamente si trasferirà a Roma con la madre, abitando prima a Porta Pinciana, per poi trasferirsi nella elegante palazzina di via Osvalia, all’interno del quartiere romano Della Vittoria, costruito proprio negli anni 20 del ‘900.
Casa Balla rappresenta il concretizzarsi del progetto futurista globale. D’altronde il futurismo si caratterizzò fin da subito come una linea di gusto che esulava dal corrispondere solo ad una tendenza figurativa, influenzando con i suoi manifesti non solo pittura, scultura e architettura, ma anche cucina e moda (sarà Balla stesso a firmare il manifesto del Vestito antineutrale). Così nella casa avanguardisticamente arredata e decorata si trovano paralumi, tappezzeria, mobili che ricordano lo stile colorato, scattante dei quadri dell’artista. L’appartamento è futurista nel vero senso della parola, fuggendo ogni compromesso con il gusto dominante allora considerato retrogrado, crea un ambiente che assicura il buonumore, tutto connotato dall’ottimistico sentimento verso il progresso e l’innovazione.

Nella prima metà del 900 Casa Balla rappresentò il punto di ritrovo degli artisti futuristi, tanto che nei loro giornali veniva pubblicato l’invito ad andarla a visitare. Non va dimenticato però che l’aiuto fondamentale per la realizzazione di questa opera totale arrivò all’artista direttamente dalle figlie, abili sarte e ricamatrici: Luce ed Elica, la prima nata nel momento in cui il padre compiva studi sulla luce, mentre Elica nel momento del futurismo pieno e di studio dell’areopittura.
Alla morte dell’artista avvenuta nel 1958, saranno le due sorelle a continuare ad abitare la casa: le loro stanze visitabili lungo il percorso guidato all’interno di Casa Balla, sottolineano la differenza e il talento delle due donne che mai si allontanarono da questo edificio, restandovi fortemente e intimamente connesse.
La visita all’edificio è prenotabile attraverso il sito del MAXXI, (clicca qui) ed è necessario munirsi di green pass e ovviamente di mascherina.





