Due papi, due uomini, due amici

Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo sono le star de I due papi

Due amici, due persone che hanno vissuto una vita molto diversa, uno in Argentina, attorniato da poveri e l’altro in Germania, in ambienti ben più “sereni”. Uno dedito all’attività manuale, amante del calcio, del ballo, ma in particolare vicino anche fisicamente, a chi soffre; l’altro dedito all’attività intellettuale, considerato uno dei maggiori conoscitori della dottrina cristiana, filosofo, studioso. Il loro è un percorso ben diverso che, negli anni, non si è mai affiancato, ma scontrato sulle diverse teorie e sugli obiettivi da seguire per rinnovare la Chiesa. Stiamo parlando dei due papi, Benedetto e Francesco, che hanno convissuto questo incarico contemporaneamente e che, da avversari in idee, si sono ritrovati a condividere scelte, titolo e impegni. Jorge Mario Bergoglio, arrivato dalla lontana Argentina e primo papa proveniente dal continente americano e Joseph Aloisius Ratzinger, il tedesco con la sua immensa conoscenza dei testi religiosi e della dottrina. Praticità ed intelletto, azione e pensiero. Due uomini che hanno cambiato la visione della Chiesa e mostrato, con il passare del tempo, un senso di amicizia che può andare oltre gli screzi del passato.

La loro storia era stata raccontata in un Docu-film I due papi di grande successo e interesse, capace di entrare nel privato e nel rapporto tra due uomini così diversi eppure divenuti molto amici. Oggi questa storia è portata in scena a teatro con un testo di Anthony McCarten e in Italia con la traduzione di Edoardo Erba.

In scena al Teatro Sala Umberto di Roma, fino al 30 aprile, I due papi, con Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo, con la partecipazione di Anna Teresa Rossini, e con Ira Fronten e Alessandro Giova, con le scene di Alessandro Chiti, per la regia di Giancarlo Nicoletti. Un’operazione grande che vede la collaborazione si Goldenart Production, Viola Produzioni, Altra Scena, I due della città del sole, ma I due papi è uno spettacolo che ha ricevuto già i suoi primi riconoscimenti: Premio Nazionale Franco Enriquez 2023 per la miglior regia, Premio Mulino Fenicio 2022 per la miglior scenografia.

Nessuna dissertazione teologica, ne scontro/incontro con la teologia, con i testi e le idee dei due personaggi, ma il racconto della loro elezione, avvenuta in modo frenetico, fra l’attesa dei fedeli, che da tutto il mondo aspettano l’agognata fumata bianca che conferma l’elezione del papa. Da queste si passa al rapporto tra i due che, lentamente, si trasforma in una sincera amicizia, che li vede protagonisti di questa storia. I due papi si rivelano due uomini, con divertenti momenti di condivisione con le suore che gli stanno accanto e li accudiscono, o tra loro, mentre tifano per le rispettive squadre di calcio. È un ripercorrere delle loro storie e una rivelazione per chi ha visto sempre questi due personaggi come persone straordinarie, quanto, invece, ordinarie, uomini che condividono momenti, ma allo stesso tempo, condividono le difficili situazioni e decisioni che coinvolgono migliaia di fedeli.

Dubbi, difficoltà, insieme ai mille interrogativi della vita, attraversano Benedetto e Francesco, due uomini che si pongono domande, che cercano di capire il mondo e sì, di aiutarlo, sempre pieni di incertezze, perché la vita, da qualsiasi piano la si veda, riserva sempre mille difficoltà e, appunto, incertezze.

I due protagonisti sono interpretati da due grandi artisti del panorama italiano: Giorgio Colangeli è Benedetto XVI e Mariano Rigillo è Francesco. I due artisti sono i protagonisti della scena in ogni momento, da soli o insieme, mentre parlano e riflettono o mentre giocano e scherzano. Il loro ruolo è determinante, anche perché lo spettacolo dura due ore ed entrambi mantengono alta l’attenzione degli spettatori. Sono due attori straordinari che si completano e completano, al tempo stesso, l’intero spettacolo. Vederli sulla scena è una gioia che allarga il cuore perché capaci di trasmettere intense emozioni.

Ottima è anche la regia di Giancarlo Nicoletti che è stato capace di unire due grandi personaggi affidandoli a due interpreti che ha sapientemente diretto. E lo spettacolo assorbe questa magia, questo intreccio di arte e professionalità, restituendo un prodotto ben più che apprezzato, quanto amato. Anche le scenografie hanno grande importanza: sono la scena ma non prevalgono sulla scena.

Questo spettacolo così intenso, così attento ai particolari, ottimamente interpretato e diretto, è pronto a restare nella mente e nel cuore di chi lo ha visto e rappresenta un’ottima scuola ed esempio per i giovani artisti che si apprestano a salire sul palco.

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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