Antologia di Foce Sele: intervista all’autore Giancarlo Giudice

Un viaggio lì, nella terra dove si fermò Cristo
Giancarlo Giudice ci presenta oggi il suo ultimo libro, Antologia di Foce Sele, un omaggio ad un classico della letteratura americana Antologia di Spoon River, per raccontare, attraverso epitaffi, la storia e l’intimità dello spirito della sua terra natale. Un’opera dal sapore della memoria e della celebrazione del percorso esistenziale dell’umanità attraverso le vite dei suoi ex concittadini.
Giancarlo: Antologia di Foce Sele come Antologia di Spoon River. Puoi raccontarci perché questa scelta di stile?
Mi piaceva l’idea di riutilizzare lo stesso schema narrativo così efficace, per far raccontare ai morti, che ho conosciuto personalmente, sia un territorio ancora poco noto se non per il romanzo di Carlo Levi (n.d.r. Cristo si è fermato a Eboli) sia un determinato periodo storico.
Un omaggio alla tua terra natale: di cosa le sei grato in particolare?
Alla mia terra devo quella capacità introspettiva di saper andare oltre le apparenze e di avermi donato tante esperienze di vita. Soprattutto grazie all’esempio dei miei ex concittadini ho imparato tante lezioni, dalle quali ho cercato di trarre un insegnamento per il mio percorso interiore.
Perché dovremmo tutti leggere il tuo libro? Cosa può regalare anche ai lettori non Campani?
Ai lettori non campani regala prima di tutto la conoscenza e la storia di un territorio poco noto o noto solo per moda dal momento che, quando dico che sono nato nel Cilento, molti non sanno neppure dove esso si trovi. E poi ognuno potrà certamente ritrovarsi nei percorsi di questi uomini e di queste donne, che hanno vissuto intensamente.
Quanto è importante il valore del ricordo e della memoria?
Il ricordo è fondamentale per fissare un tempo e consentire, a chi viene dopo, a non ricommettere gli stessi errori. Se l’umanità procede così lentamente nella propria evoluzione interiore è perché spesso dimentica il passato. E poi ricordare è anche celebrare chi è passato prima di noi.
Un tuo augurio “letterario” per l’anno che si appresta ad arrivare?
Mi auguro che questo libro possa servire per dare visibilità ad un territorio e a un popolo che ha amato e ama, e che possa essere da esempio per chi sta cercando ancora un senso nella propria vita.
Giancarlo Giudice è nato a Eboli, in provincia di Salerno, ma da diverso tempo vive e lavora a Modena. Da più di quindici anni si occupa di comparazioni religiose, filosofie orientali e mistica, da autodidatta, documentandosi anche con l’apporto dei suoi numerosi viaggi. Ha già pubblicato un romanzo L’Aria nelle narici, in cui parla di meditazione. Espone periodicamente i suoi quadri e le sue sculture dal contenuto spirituale in personali e collettive.





