A che gioco giochiamo?

In Recensioni

che disastro di commedia

ed è il delirio nella perfezione

Finalmente sono riuscita a vedere ‘Che disastro di commedia’.

Sapete tutti che se ne parla ormai da qualche anno, che viene rappresentata in venti paesi del mondo, sempre con la regia di Mark Bell, (sempre uguale presumo), che è stata premiata agli Oliver Awards nel 2015 come Miglior Commedia dell’anno e da lì in poi rappresentazioni continue e sempre, sempre perfette nell’imperfezione totale che è davanti agli occhi dello spettatore partecipe appunto, in maniera limpida e consapevole, del disastro perfettamente organizzato e che si sviluppa in maniera sempre più, apparentemente, confusa e parossistica sulla scena.

Crollano gli attori, improvvisando una meravigliosa memoria di parole e gesti, crollano porte, finestre, accessori e gli oggetti cambiano nome nelle mani, stupite ancor più degli occhi degli stessi protagonisti, regalando così divertimento e risate a grandi e piccini. Sono certa che sarebbe piaciuta perfino a Chaplin.

Il divertimento è palpabile fin dall’inizio. Si sente l’ansia degli attori che si muovono in platea con ancora le luci di sala accese cercando di riparare una mensola, con il fonico che si dispera perché ha perso un cd dei Duran Duran.

E poi una ‘finta’ compagnia teatrale amatoriale, va in scena, ed è il delirio nella perfezione, a cominciare dal regista che introduce lo spettacolo, interpretato da un bravissimo Marco Zordan.

C’è sì un misterioso omicidio, e poi ce ne sarà un altro ma nel caos degli avvenimenti, per lo più fisici, non ce ne accorgiamo, e francamente neppure ce ne importa perché siamo letteralmente ‘presi’ dalle acrobazie degli attori sia fisiche che mentali.

Invidiabile la loro agilità, la loro armonica sincronicità e il loro coraggio, chissà quanto lavoro ha richiesto un’armonia così strutturata, al punto che – ne sono certa – se ci fossero stati degli errori, non ce ne saremmo mai potuti accorgere, tutti concentrati come eravamo solo sul movimento di corpi e luci.

Ma io, quando sono uscita mi sono ritrovata con un sorriso spento e mi sono chiesta “ma a che gioco stavamo giocando?”.

Perché sinceramente, al di là della bravura degli attori, delle capacità di ubiquità del regista che dirige, mi sembra di capire, ogni compagnia che ce la faccia – fisicamente intendo -, a mettere in scena questo capolavoro, io a casa non mi stavo portando niente.

Sto invecchiando, è evidente, ma quando uscivo da “Rumori fuori scena”, magari scherzando potevo dire a mia figlia “la borsa, la borsa, o cantare sarden, sarden”, e lei, anche se piccina capiva che era una forma di linguaggio condiviso, imparato dalla gag di un’attrice, Anna Lisa Di Nola, simpaticissima nella parte della svampita, o quando dicevo “colpiscilo”, e mio figlio mi rispondeva “col pendolo?”, sapevo che si trattava di un riferimento ad una commedia di Lillo e Greg… che mi porto a casa? Mi sono chiesta di nuovo. Forse il desiderio di imparare a saltare e fare facce più espressive, forse l’invidia per l’agilità ormai andata, ma neppure una parola, una sola parola è rimasta di quello che, effettivamente non è un testo (ma non è neppure Circo teatro).

E’ probabile che io non capisca questa comicità, ma non ero la sola, accanto a me diverse persone, in strada, hanno commentato “sì, ma è tutto uguale, il gioco si ripete …” e sì, si ripete e si ripete, come una fantastica, bellissima ninna ninna, che alla fine però, al di là del rumore, ci fa addormentare.

“Uno spettacolo in scena in tutto il mondo”, è scritto sulla locandina, e ci piace l’idea che tutti possano vederlo, ma anche Shakespeare, Molière, Goldoni, Ionesco, Pirandello, Eduardo e tanti altri sono stati rappresentati in tutto il mondo, certo in tempi e modi diversi, e questa mi appare come una ricchezza, ma visto che ormai siamo tutti più vicini grazie alla rete, magari rappresentarlo sulla luna?

Sarebbe veramente incredibile.

Produttori: stupiteci.

 

Gli autori: Henry Lewis, Jonathan Sayer e Henry Shields

Traduzione di Enrico Luttmann

Genere commedia in due atti

Regia: Mark Bell

Attori: Stefania Autuori, Luca Basile,Viviana Colais, Valerio Di Benedetto, Alessandro Marverti, Yaser Mohamed, Gabriele Pignotta, Marco Zordan.

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