A Villa Medici la conferenza Michelangelo: “gofferie” su carta di Mauro Mussolin

Foto di Carolina Taverna

segni che indicano modalità di rappresentazione, dialogo fra supporto e strumento, una vera performance artistica

Insieme alla mostra Gribouillage inaugurata a Villa Medici, l’accademia di Francia a Roma, è attualmente possibile seguire un programma di conferenze legate all’arte dello scarabocchio.

Giovedì 14 Aprile si è tenuto presso la Villa all’interno della sala cinema, l’intervento di Mauro Mussolin, Professore associato di storia dell’architettura all’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti – Pescara. La conferenza, impostata su confronti grafici e studio di manoscritti, ha portato all’attenzione interessanti lavori di Michelangelo: l’intento, guardare con occhio nuovo quanto fino ad ora considerato scarabocchio. Nel caso specifico sono stati mostrati segni di diverso tratto e colore presenti su fogli attribuiti a Michelangelo. Il metodo di studio proposto da Mussolin, ha tenuto conto del rapporto intrinseco legato alla modalità di rappresentazione, al dialogo fra supporto e strumento, ciò che è rappresentato, e come queste cose funzionano insieme, in un foglio che giunge a noi documentando una vera performance artistica.

Indirizzando lo sguardo in modo sensibile e leggero, è possibile uscire dai confini fino ad ora limitanti di bello e brutto, giudizio che spesso ha inciso nell’attribuzione al maestro o ad allievi delle rappresentazioni trattate. Tramite invece una visione nuova e meno culturalmente filtrata, anche l’idea dell’artista come “divino” inizia a sgretolarsi, lasciando inaspettatamente visibile la fatica dietro il disegno.

Tra i fogli di manoscritti analizzati, quelli realizzati da Michelangelo e regalati ad amici stimati: sul fronte le teste divine, bozzetti che diventano disegni finiti, sul verso (o anche sulla stessa pagina), si analizzano invece segni di aspetto più prosaico e triviale: brevi tratti che partono dallo sbozzo volumetrico delle figure, insieme alla sequenza di produzione che va dalla fase dello “scarabocchio” allo “studio”. In alcuni casi questi schizzi sembrano effettive tecniche di approccio al disegno, delle lezioni realizzate con un registro volutamente basso che ha origine didattiche antiche, in quelle pratiche di bottega che venivano trasferite oralmente dal medioevo e che trovano conferma nelle annotazioni ed esortazioni che si trovano contestualmente appuntate.

Foto di Carolina Taverna

Inoltre è facile trovare in questi tracciati veloci e felici, una vicinanza con opere successivamente realizzate dal maestro: così ad esempio alcune figure scherzose in atteggiamenti sfacciati e bassi, poi ripresi in opere come il Baccanale dei putti. Questi disegni si fanno interlocutori e mostrano un’idea e un registro diverso da quello più famoso del maestro e Mussolin ne ha fornito un’analisi interessante, studiando appunto quella parte di produzione legata alla rappresentazione di gofferie, spesso non dissimili a quelle visibili sui muri.

Da segnalare tra le varie immagini proposte durante la conferenza, i rapidissimi schizzi architettonici, e i vari fogli con figurazioni plurime, in apparenza sciolte tra loro, ma spesso ascrivibili ad una stessa ricerca, come nel caso dello studio per una mappa celeste, dove in un solo foglio prendono forma tutte le figure dello zodiaco.

L’interessante trattazione fatta da Mauro Mussolin, é stata divisa in aree tematiche, come nel catalogo edito in occasione dell’esposizione, e fa Luca ancora una volta sul gesto legato allo studio quanto alla rappresentazione su muro, vernacolare, popolare e volutamente bassa, come accade anche in molti manufatti presenti nella mostra Gribouillage, espressioni tutte di un istintuale e umano gesto di espressione, non sempre spinto da intenti altisonanti.

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Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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