“Amy. Storia di un naufragio” uno spettacolo con tanto cuore

Amy

Fa paura. La sua lingua fa paura. Le sue canzoni fanno paura.

In scena al Teatro Tor Bella Monaca di Roma l’1 marzo

Una mostra allestita nel foyer del teatro apre la serata per “Amy. Storia di un naufragio”. Diciamo che non è una serata da ridere. Sono lì ad accoglierci una serie di oggetti appartenuti ai profughi di Lampedusa di quel famoso ottobre 2013. Oggetti arrivati sulla riva impregnati della tragedia che si sono lasciati alle spalle.

La voce calda di Daniela Morozzi ci distoglie con dolcezza da ciò che ormai è impresso nelle nostre menti, e ci accompagna dentro uno spettacolo che sembra quasi una favola. L’attrice prende in prestito le parole di Conrad e ci racconta la storia di Yanko, unico sopravvissuto al naufragio della nave che doveva condurlo in America, verso la fortuna. La storia di un uomo, come ne vediamo tanti ogni giorno senza neanche accorgercene, che è considerato diverso. Una bestia. Trova pochi alleati, tra cui Amy, la donna che dopo averlo sposato e avergli dato un bambino, lo abbandonerà come gli altri. Certo. Fa paura. La sua lingua fa paura. Le sue canzoni fanno paura. Non basta lavorare onestamente e salvare la vita di una bambina per dimostrare di avere un cuore. L’unico modo per suscitare interesse è morire. Sì. Perché quando si è cadavere non c’è più niente da temere.

Ed esattamente come con le parole di Conrad scritte più di un secolo fa, con i telegiornali e le testimonianze che magari ci hanno fatto anche piangere, continuiamo a dimenticare, come se tutto venisse spinto via dalla nostra mente da un leggero soffio, come quello con cui l’attrice chiude lo spettacolo.

Ottima interpretazione, belle musiche e riflessione aperta.

 

un progetto di e con DANIELA MOROZZI

testo Valerio Nardoni/Daniela Morozzi

regia Matteo Marsan

musiche Stefano “Cocco” Cantini

voce Valentina Toni

scene e luci Beatrice Ficalbi e Matteo Marsan

costumi Laura Celesti

Produzione IL TEATRO DELLE DONNE

Print Friendly, PDF & Email

Se il nostro servizio ti piace sostienici con una donazione PAYPAL

Edgar

Edgar

Paolo Grassi diceva “Il teatro per la sua intrinseca sostanza è fra le arti la più idonea a parlare direttamente al cuore”. Se volete vedere delle belle immagini vi consiglio i musei. In scena abbiamo bisogno di attori che sappiano emozionare.

LEGGI ANCHE