Claudio Nicolini ci parla del festival Il Canotto parlante

La memoria dell’Avatar è il tema della seconda edizione de Il Canotto parlante

Dal 17 al 22 ottobre 2023, al Teatro degli Eroi di Roma, si svolgerà il festival Il Canotto parlante, organizzato dall’Associazione La Ciambella APS. Questa seconda edizione ha come tema “La memoria dell’Avatar” e come sempre è rivolto ad autori di drammaturgie. Sarà un festival integrato con tante attività, alcune delle quali già in programma. Ne ho parlato insieme a Claudio Nicolini, presidente dell’Associazione La Ciambella, che ringrazio per essere qui, sulle pagine di CulturSocialArt.

Parte la seconda edizione del Premio drammaturgia Il canotto parlante dal titolo La memoria dell’Avatar: cosa rappresenta, in questo caso, l’Avatar? E la memoria?

L’Avatar è un po’ il volto del nostro futuro, sentirsi protagonisti non solo nella vita reale ma anche in una dimensione virtuale. Il titolo è una sorta di gioco di parole per guidare gli autori a scrivere di quanto passato ci sarà nel nostro futuro. È una richiesta che gli organizzatori del festival fanno agli autori di raccontarsi in un confronto di loro stessi di come erano, di come sono e di come saranno di fronte a generazioni che sono profondamente cambiate, nei comportamenti, nelle abitudini di vita e nelle relazioni sociali.

Oggi ognuno di noi può avere un Avatar, una personalità digitale, cosa lo differenzia dall’Avatar del concorso?

Si va verso una realtà aumentata, amplificata. L’Avatar del concorso è un’identità digitale con un’anima che si guarda dentro e scavando scopre di conoscere storie e personaggi che lo hanno fatto diventare Avatar. Ma in questa trasformazione cosa hanno perso? Cosa hanno guadagnato?

Alle compagnie che si apprestano a mandare i loro lavori, si richiede di “affrontare il rapporto tra le diverse generazioni, analizzando le abitudini, i conflitti, i sentimenti, le emozioni che le separano e le uniscono, creando un ponte immaginario tra modernità e tradizione”, quanta importanza ha un ponte del genere?

Alla fine il ponte del confronto tra generazioni, c’è sempre stato; la ribellione contro lo status quo, la difficoltà e il contrasto rispetto al cambiamento è sempre stato presente nella vita di tutti i giorni e nella drammaturgia teatrale che l’ha raccontata questa vita. Il concorso vuole rendere gli autori e le compagnie più consapevoli su questo tema, più centrati per fornire il loro contributo a registrare, a mostrare detto cambiamento con la sensibilità artistica che li caratterizza.

È la seconda edizione, cosa è cambiato dalla prima?

Nella prima c’era la sezione dei monologhi che non è stata inserita in questa edizione, ma il cambiamento più importante è che, oltre a testi mai rappresentati (in gara per il concorso di drammaturgia), si è deciso di aprire le porte a testi già rappresentati, nascosti e poco conosciuti, o, addirittura, a testi classici che con una rinnovata regia e con allestimenti scenici innovativi, possono fornire anch’essi un arricchimento contenutistico al tema prescelto per la seconda edizione.

Ci troviamo dinanzi a un cambiamento epocale dove il passato ci appare totalmente diverso dal presente e il futuro comincia ad avere le tinte dei libri fantascientifici degli anni ’50, ’60, ecc. ci troviamo dinanzi a qualcosa continuamente mutevole. Come affrontarlo?

Il vero punto è la tecnologia che evolve e che ha due facce: la prima è la faccia immediata che ci fa risparmiare tempo, soldi, risorse ed è quella sfruttata all’inizio della introduzione di una tecnologia nuova nella vita quotidiana. Poi c’è l’altra che ci fa essere dipendenti di una comunicazione mediata e non più diretta. Se non siamo in grado di gestire la tecnologia, di inserirla in nuove regole che superino le vecchie, questa si rovescerà contro di noi, manifestando paure ancestrali che non avrebbero senso se si pensa alla storia dell’uomo.

Tornando al concorso, come avverrà la selezione? Chi si occuperà di scegliere chi supererà la selezione?

Una apposita giuria selezionerà i testi che arrivano. sia quelli mai rappresentati che quelli rappresentati, alla fine arriveranno 6 testi che saranno rappresentati dal 17 al 22 di ottobre al Teatro degli Eroi. Quindi un premio al miglior testo e un premio alla migliore rappresentazione, più alcuni premi minori.

Nel programma non c’è solo il concorso, ma anche una serie di iniziative e incontri di approfondimento sul tema e obiettivi del progetto, come si affronteranno queste tematiche?

Stiamo organizzando incontri per affrontare i due pilastri su cui si poggia il bando: da una parte il rapporto tra autori e compagnie e come si fa ad arrangiare un testo. Il 6 maggio ci sarà un primo seminario organizzato in collaborazione con la FUIS. Dall’altra il rapporto tra le generazioni sui quali abbiamo organizzato, in collaborazione con l’associazione “Assemblabili Globali” e la “Caffetteria Splash”, 4 mini-tavole rotonde con 4 persone di età diverse che si confrontano su alcuni aspetti evidenti di quei cambiamenti di cui parlavamo prima e che viviamo tutti i giorni: veloce vs lento, fluido vs solido, eterno vs provvisorio, visibile vs invisibile. Poi stiamo anche pensando ad un intervento nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi sul fare teatro e sui temi della Rassegna.

Grazie per essere stato con noi!

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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