Coco Chanel: pioniera controcorrente

Oggi vi voglio parlare di un personaggio della moda a me cara, un personaggio che la Moda l’ha creata davvero. Tutto ciò che oggi si dà per scontato nell’abbigliamento femminile ha avuto una sua pioniera: Gabrielle Bonheur Chanel, per tutti Coco Chanel.  Pioniera e coraggiosa rivoluzionaria, donna  controcorrente e senza ‘regole’.

Quest’ultime le stavano strette come i vestiti  che usavano indossare le donne del suo tempo. Siamo nella Francia dei primi anni del 900. All’epoca le donne portavano ancora corsetti rigidi della Belle Époque, abiti drappeggiati ricchi di sottogonne, decori esotici, pizzi, merletti e trine, cappelli scomodi. Lei inizia proprio ‘distruggendo’ i copricapi femminili del tempo.

Nel 1908 Chanel realizza cappellini in paglia e nastri in raso, una novità a confronto dei copricapo sontuosi e ingombranti in voga in quegli anni, e apre i suoi primi negozi a Parigi, Deauville e Biarritz. Indossava lei in prima persona ciò che realizzava: le sue amiche, stanche e scomode, cominciano ad ordinare cappelli e ancora cappelli.

Aveva azzardato e il successo la ripaga del rischio. E questo atteggiamento controcorrente, di creare qualcosa che prima d’ora non si era mai visto, lo applica all’abbigliamento. Lei in prima persona indossa per la prima volta in assoluto i pantaloni, ruba la camicia bianca del suo uomo e la indossa sblusante dentro la cinta dei calzoni. Strappa le maniche dalle tuniche nere delle religiose e crea il ‘petite robe noir’, il tubino nero da indossare in versione elegante, per un cocktail.

Non contenta, crea le giacche destrutturate tipo cardigan, meglio, crea il cardigan (capo di abbigliamento indossato solo da uomini in versione ‘casalinga’)  fatto di filati di lana intrecciata, comodo con tasche,  perché le sue giacche dovevano avere le tasche per contenere sigarette, fazzoletti e perché no, infilare le mani a mo’ di comodità di appoggio.

Ruba il jersey ai marinai che lo utilizzavano per realizzare caldi e morbidi mutandoni o magliette ‘della salute’ e lo nobilita creando maglie, gonne morbide, abiti semplici ma molto femminili.

Abbina sapientemente i colori  blu scuro, il beige e il grigio, tipiche tinte maschili, apparentemente senza personalità, ma azzeccatissima scelta per valorizzare il suo stile minimalista e funzionale al tempo stesso.

Potrei continuare ancora per ore, parlarvi delle sue scarpe, appunto ‘chanel’, bicolori, punta che copre le dita, braccialetto che scopre il tallone, del suo profumo, i suoi tailleurs,  la borsetta 2,55 trapuntata con tracolla di catena d’ oro, ma di lei sappiamo già tutto, tutto potete consultare in libri, in rete.

Io la mia attenzione la pongo sul suo concetto di fare rivoluzione, di cambiare i luoghi comuni. Per la prima volta una donna ha voluto sfidare il mondo maschile, dimostrando che la donna non è da meno, ma anzi vale di più. Lei è la prima sarta, i nomi di sarti erano tutti maschili. Lei può essere imprenditrice, la più grande imprenditrice creando ricchezza, un impero e un marchio che ancora oggi vede utili consistenti e ha fama in tutto il mondo. Ha dimostrato che la donna non può vivere come ombra di un uomo. Ha amato tanto, ma non si è sposata mai e non sopportava di sottostare ad uomo. Ha vissuto libera e ha trasferito nei suoi abiti il concetto di libertà: nessuna costrizione ma abiti fluidi comodi.

Tutto ciò che abbiamo oggi nella moda lo dobbiamo a Coco. ‘Un uomo può indossare ciò che vuole. Resterà sempre un accessorio della donna’.

Arianna Alaimo

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