Debutta Ipotesi di una Medea al Teatro Tor Bella Monaca

In scena lo spettacolo Ipotesi di una Medea, testo di Damiana Guerra e interpretazione e regia di Nogu Teatro

Al Teatro Tor Bella Monaca di Roma è andato in scena lo spettacolo “Ipotesi di una Medea” testo di Damiana Guerra, regia di Ilaria Manocchio con in scena, Agnese Lorenzini, Ilaria Manocchio, Valerio Riondino, con effetti sonori di Fabio Versaci, musiche originali Marco Abbondanzieri.

Ma chi è Medea? Quale strano destino o quale leggenda si muove attorno alla vita di quello che viene considerata da molti una donna coraggiosa, determinata e innamorata, oltre che infanticida e che alla fine si ritrova a vivere da straniera in un paese pronta a denigrarla? La leggenda di Medea la vede madre amorevole fino a quando, per vendicarsi di Giasone che l’abbandona, non uccide i propri figli. Leggenda che rispecchia la realtà? O Euripide ha inventato l’infanticidio per denigrare la donna straniera, che aveva osato sfidare la società del tempo e salvare i corinti dall’onta infanticida?

Ciò che appare certo è che il mito di Medea racconta di un amore grande, capace di portare una giovane a tradire la propria famiglia, per aiutare e in seguito seguire l’uomo che le aveva “rubato” il cuore, fino a vedersi ripudiata per un trono. Una storia che parla non solo di amore, ma che cerca di portare alla luce le difficoltà che esistevano già allora, nell’accogliere chi proveniva da paesi stranieri.

Il testo portato in scena è un insieme di emozioni e riflessioni che si avvicinano a questi temi, così cari a chi racconta storie e, nonostante il mito sia nato nell’antichità, ancora così attuali, tanto da porci domande su cosa sia cambiato oggi, dinanzi a questi problemi, a queste vicende.

La Medea dello spettacolo si ritrova in un mondo nuovo, in una società che, di per sé, ha lasciato già quel sentimento d’amore che portano l’una verso l’altro: i figli non vengono concepiti ma costruiti, perché sono automi e come tali vengono programmati secondo le esigenze del mondo. Eppure Medea, a capo dell’industria che costruisce e controlla i robot, li ama, in particolare due che “cresce” come figli. Li programma provando a renderli autonomi, capaci di provare emozioni che li avvicinino agli umani e si ribella a coloro che li vogliono diversi. Il suo risentimento è rivolto a chi, per seguire i suoi scopi, l’accusa di azioni che lei non ha fatto. E qui rientra nel testo la sua travagliata storia. Bello e intenso il monologo di Medea accasciata a terra mentre stringe a sé i suoi “figli”. Parole dure in cui la donna racconta il suo tormento da dannata a causa delle azioni degli altri. Anche i due robot si allenano a vivere con i sentimenti, che non sono mai sempre positivi, ma sono il turbinio di sensazioni che avvolgono l’anima, tra cui il dubbio.

“Ipotesi di una Medea” affronta tematiche contrastanti: potere e ricchezza, valori che, visti con sguardi diversi, hanno differenti valorizzazioni. Una visione della società che ci accompagna ancora oggi, e che rappresenta ciò che eravamo e che ancora siamo. Uomini e donne alla mercè della ricerca della loro affermazione personale.

Splendida la Medea in scena, con il suo fronteggiare il pubblico e la scena e rappresentare con determinazione il proprio mito. Brava Ilaria Manocchio che sul palco ha dato vita a un personaggio le cui vicissitudini sono ancora avvolte in un delicato mistero, ma che accompagnano la rappresentazione della figura femminile di allora come oggi. Mamma, donna, guerriera, le tre figure sono rappresentate sapientemente.

Divertenti e robotici anche Agnese Lorenzini e Valerio Riondino che nello svolgere il loro ruolo di umanoidi appaiono a loro agio. Bravi nei gesti e nei movimenti. I loro personaggi mostrano la differenza tra androide competente, ubbidiente o ribelle, un po’ come accade con i figli, nessuno è uguale all’altro: sarà così anche con le macchine?

Interessante la scelta dei costumi che premia Medea nel suo ruolo di capo indiscusso e i due androidi in quello di robot. 

Uno spettacolo bello, a cui serve un lavoro di scenografia più futuristico che accompagni testo e interpretazione.

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Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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