Esce Complicità di Marzio Italo

È stato pubblicato Complicità il primo singolo che precede l’uscita a settembre, dell’album di Marzio Italo

Complicità è il singolo di Marzio Italo che anticipa il disco “La vita è musica” in uscita a settembre. Un brano che il cantante e poeta, ha ripreso in età adulta, dopo aver passato la vita a dedicarsi all’insegnamento, alla comunicazione, alla creazione di magazine, passando per la Rai, per le università e per il lavoro autonomo, forse quello che lo ha reso famoso in tutto il mondo.

Incuriosita dalla formazione e dal proseguimento della vita personale e lavorativa di Marzio Italo, ho deciso di incontrarlo e qui sulle pagine di CulturSocialArt.

Benvenuto! Lei è considerato un precursore e un esperto di economia, basta nominare “human satisfaction” e, per chi è del settore, si aprono “autostrade” di conoscenze. Il suo è un metodo multidisciplinare per l’economia. Ma sarebbe applicabile anche alla musica?

Davvero troppo… troppo buona! Per una minima presentazione, rimando alla biografia che ho in Wikipedia, inserendo Marzio Bonferroni, dove c’è la mia storia in sintesi, abbastanza aggiornata, con anche i titoli dei libri che ho scritto negli anni. Inoltre per chi volesse approfondire, mettendo – human satisfaction – in Google ci sono referenze e informazioni. L’idea della human satisfaction la stavo “coltivando” anche prima, ma nel 2005 scrissi un libro per Franco Angeli in cui esponevo la necessità d passare dal vecchio e umanamente restrittivo ed egoistico modello economico di “consumatore”, a una concezione dell’essere umano sia esso cliente o collaboratore di un’impresa, che comprendesse gli elementi emozionali, razionali ed etici, questi ultimi considerati per la prima volta in sinergia con gli altri. Per realizzare proposte e progetti per le imprese, integrativi dove necessario delle loro strategie, ritengo sia oggi fondamentale iniziare da un attento e profondo “ascolto” delle necessità dei clienti e dei collaboratori, per capire quali possono essere i gap tra queste e le soluzioni proposte dall’impresa, per tendere ad eliminarli, incrementando fiducia, fedeltà, relazioni umane positive, desiderio d’acquisto, e di conseguenza sviluppo e profitto, inteso come fosse un “premio” che il pubblico offre all’impresa che sa ascoltare e risolvere le sue necessità.

Con Demoskopea e con Si-Pma, colleghi nelle aree ricerche e strategia, ho formato un gruppo multidisciplinare chiamato UniOne, dove Uni sta per unione appunto multidisciplinare e One sta per l’essere umano integrale.

Nel periodo da studente in cui nel tempo libero iniziavamo con validi musicisti a esibirci in locali estivi e invernali di ottimo livello, mi resi perfettamente conto che il pubblico era particolarmente interessato a canzoni con testi e parole che avessero un buon senso anche poetico, sentimentale e gioioso, mentre non gradiva soltanto arrangiamenti e melodie. L’importanza delle parole e di un testo accattivante e se possibile poetico, può nascere, come per i progetti per le imprese, dalla tendenza alla human satisfaction anche in musica. Notavo che in particolare le ragazze chiedevano i testi, dimostrando una particolare sensibilità e intuizione… femminile. I ragazzi solitamente erano attirati inizialmente dalla ritmica ma poi arrivavano anche ad apprezzare i testi.

Lei suonava, componeva, soprattutto al tempo degli studi universitari. Cosa l’attraeva di più della musica?

Fui molto attirato dalla musica per il senso di libertà che produceva e per la possibilità di realizzare felici relazioni e amicizie durature.

Cosa hanno in comune l’economia e la musica?

Entrambe, da vie diverse ma complementari, offrono a noi esseri umani la soddisfazione delle nostre necessità integrali che la visione e metodo human satisfaction prevede: emotive, ma anche razionali ed etiche tra di loro in sinergia, con l’accortezza di non prendere mai decisioni puramente emotive ma ben orientate alla nostra felicità integrando la ragione e l’etica.

Potrebbe esserci tra loro, in qualche senso, una specie di complicità?

Certamente… come può esserci complicità e collaborazione tra veri amici che sanno “ascoltare” e consigliare nel modo più giusto, ed anche attuale, innovativo e coinvolgente la nostra passione.

Passando proprio al suo brano, complicità, quando l’ha scritto?

Se non ricordo male circa quattro, cinque anni fa e come sempre messo da parte e poi progressivamente portato a termine, spero bene.

Ha rimesso mano a questo brano dopo anni, cosa è cambiato dal Marzio Italo dell’originale, al Marzio Italo di oggi?

Difficile rispondere a questa domanda dato che è quasi impossibile essere obiettivi con noi stessi. C’è sempre bisogno di qualcuno che ci faccia da specchio. Meglio se è il proprio o la propria partner. Da quello che…. mi dicono, probabilmente con gli anni cresce fortunatamente un po’ di saggezza e si evitano decisioni affrettate. La vita, con i suoi risvolti belli ma anche talvolta molto dolorosi, insegna che ogni giorno quando ci svegliamo dovremmo sempre prima di tutto ringraziare chi ha inventato la vita, il mondo e l’universo, che non possono certamente essere nati dal caso o dal nulla. 

A chi era dedicata la canzone allora e a chi la dedica oggi?

Non svelo nessun segreto nel dire che la canzone è dedicata a Xenia, la mia adorabile e adorata moglie, che in questi trenta e passa anni di matrimonio ha condiviso con complicità gioie e dolori. Vorrei se fosse possibile dedicarla a chi veramente si ama, con la certezza che la complicità e l’amicizia sono la base di un amore che non potrà mai finire. Lei cita Elisa, che è stata per me una recente piacevolissima “scoperta” per il valore e la bellezza dell’arpa, suo meraviglioso strumento.

Lei sta lavorando al nuovo album con altri artisti della musica. Come si è formato questo gruppo di talenti e come lavorate insieme?

Ho avuto la fortuna un giorno di molti anni fa di incontrare in metropolitana il mitico Franco Cerri, chitarrista jazz conosciuto in tutto il mondo, che si ricordava di avermi conosciuto. Parlammo affettuosamente e mi invitò alla sua scuola di musica, la Civica. Volle ascoltare qualche mio testo e melodie e mi propose di parlarne con i suoi migliori docenti: Riccardo Bianchi, arrangiatore e chitarrista che Cerri considerava “il chitarrista perfetto” e Giulio Visibelli, che per il sax e il flauto, oltre ad essere docente, è considerato come Riccardo ai più alti livelli. Per il CD che uscirà a settembre, è venuta l’idea di dare spazio all’arpa di Elisa Sargenti, strumento davvero meraviglioso e da valorizzare non solo nella musica classica.  Elisa è docente a Lugano, ed anche lei molto nota, come anche Pacho Rossy, percussionista e Giacomo Lampugnani, contrabbassista, anche loro docenti. Il gruppo si completa con due ottimi cantanti, Nicola delle Foglie e Cecilia di Lazzaro, che nel CD eseguono i cori in alcuni pezzi. Tullia Masinari, ottima disegnatrice che per ogni pezzo, come per Complicità, ha realizzato disegni simbolici e davvero toccanti.

State riproponendo tanti brani che lei ha scritto, come abbiamo citato prima, negli anni della gioventù: com’è cambiata la musica da allora e quali sono gli accorgimenti e i sound che sta utilizzando ora per i suoi brani?

Alcuni brani sono di anni fa ed altri recenti. La musica leggera soprattutto per le giovani generazioni si è molto spostata sulla ritmica e sulla ripetizione di poche frasi musicali incisive e adatte soprattutto per il ballo, grande passione giovanile e non solo. Io ho cercato di essere nella modernità con dei sound anche molto particolari e di buon effetto, ma cercando di far riscoprire l’importanza delle parole e dei contenuti e non soltanto degli effetti che come fuochi d’artificio esplodono, entusiasmano, e poi spariscono e si dimenticano. Tanti nostri grandi cantautori hanno dimostrato che le parole e i contenuti hanno una grande importanza. Mi chiamano cantapoeta e per quanto potrò fare, mi piacerebbe far considerare come questi elementi siano molto più importanti degli effetti e delle ritmiche a volte ossessive. Senza parlare ovviamente di pezzi con testi che invitano alla violenza e alla volgarità. Credo proprio che si debba trovare un’evoluzione positiva come “nutrimento” allo spirito e sono soltanto alle pure emozioni, che passano rapidamente.

C’è qualcuno o qualcosa che deve ringraziare per aver ripreso in mano la sua musica e averla riportata all’attenzione del mondo musicale?

Mi sento al volo di ringraziare lei per avermi dato la possibilità di rispondere alle sue domande, e i musicisti del gruppo che sopra ho citato, che hanno avuto la capacità come Riccardo Bianchi di generare ottimi arrangiamenti, e di eseguire in modo altamente professionale le partiture e quanto è stato necessario in sala d’incisione.

Cosa le piacerebbe augurare alla musica e ai giovani musicisti di oggi?

Auguro di trovare nella Dea Musica un grande riferimento e una grande passione, ricordandosi però che come diceva qualcuno… è una Dea molto esigente, non ama la superficialità, e invita a studiare bene tutto quello che è necessario dal solfeggio, allo studio dell’armonia, allo studio del canto, alla dedizione per ogni dettaglio che permetta di conoscere bene il proprio strumento, con amore e con… complicità.

Sono arrivato a un’età “matura” e vorrei con questo CD e con altre eventuali esperienze, contribuire a generare una sorta di “laboratorio” dal titolo evoluzione musica

Grazie per essere stato con noi e in bocca al lupo!

Sono io che ringrazio di cuore per l’attenzione e per il tempo che mi ha dedicato.

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Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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