Eva Hesse: arte, corpo, materia

immagine da web

Hesse è disegnatrice post moderna, formatasi in arte e design

Nasceva l’11 gennaio di 86 anni fa a Düsseldorf, Eva Hesse, artista di origine tedesca naturalizzata americana. Il legame con la terra di origine si interrompe precocemente a causa dell’olocausto: nata in una famiglia di ebrei praticanti, verrà portata fuori dalla Germania tramite un Kindertransport nel 1938. Rincongiuntasi con la famiglia, si trasferirà poi in America l’anno successivo.

La vita di Eva Hesse è presto stroncata da una grave malattia, che ne causerà la morte nel 1970, a soli 34 anni. La carriera artistica, seppur breve, resta però un precoce esempio dei cambiamenti che negli anni 60 hanno portato l’arte a modificare la sua rotta. In America imperava il modernismo minimalista, una riduzione al grado 0 delle forme ormai intese come volumi geometrici nello spazio, che lo spettatore attiva tramite lo sguardo: un esempio sono i grandi moduli ad L di Robert Morris, privi di segni visibili di lavorazione, superfici lisce di lavorazione industriali che colmavano gli spazi espositivi. In questo contesto Eva Hesse inizia a ragionare su nuove ricerche, dove la materia inizia a corrompersi, si ammorbidisce per prendere forme simili a quelle della natura umana, biomorfe, a volte falliche, oggettivizzando un corpo che non era più solo quello dello spettatore generico che camminava tra le sculture. L’uso dei nuovi materiali in queste opere é legato al lattice, alla fibra di vetro e non meno alla gomma e alla plastica. Nella New York in cui studia, Eva Hesse é amica di Sol LeWitt e di altri artisti che segneranno proficuamente il panorama
artistico a venire, con ricerche che infine lasceranno la materia per uno sviluppo concettuale.

La produzione iniziale dell’artista è disegnatrice post moderna, formatasi in arte e design, prenderà corpo scultoreo dopo un periodo in Germania, vissuto successivamente al matrimonio con lo scultore Tom Doyle, nel 1965: all’interno di una ex fabbrica tessile, inizierà ad utilizzare i materiali lì trovati, iniziando la creazione di queste prime sculture sperimentali, una ricerca che diventerà per lei centrale nel successivo periodo di rientro a New York.

Tra le varie mostre a cui partecipò, da ricordare sicuramente quella del 1966 Eccentric Abstraction, curata da Lucy Lippard presso la Fish Back Gallery di New York: una mostra storica che segna l’inizio del cambiamento, del post minimalismo, della nuove ricerche che sviluppano tanto la materia che la presenza del corpo in arte, tramite forme biomorfiche.

Insieme alle sculture di Hesse, la mostra includeva anche le opere di Alice Adams, e di un’altra importante artista di origine europea, Louise Bourgeois. Non solo presenza femminile, ma anche ricerche innovative, secondo una selezione in cui Lucy Lippard colse una nuovo tendenza, un tipo di astrazione divenuflta eccentrica in quanto lontana dalle geometrie minimaliste, qualcosa che in futuro sarebbe stato associato alle ricerche su antiform e processuale.

Le opere di Eva Hesse, composte spesso da materiale filamentoso che esce dallo spazio della parete e dalla bidimensionalità del piano incorniciato per intromettersi nel campo-vita circostante, seguono forme più simili alla natura che alla geometria: sono forme curve, realizzate con materiali comuni, spesso facilmente deteriorabili, tanto da rendere all’oggi non esponibili alcune di queste.

La critica successiva vedrà in queste nuove linee e nuovi materiali riconducibili all’organico e al biomorfico, un precoce esempio di affermazione femminista, per quanto l’opera dell’artista non fu mai politicizzata, sostenendo piuttosto che il talento non ha distinzione di sesso. Una buona selezione di ben 20 opere di Eva Hesse sono esposte al MoMa di New York, mentre altre importanti collezioni sono al Museum Wiesbaden in Germania e in altri importanti centri di arte contemporanea.

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Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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