Il romantico film natalizio Last Christmas

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Emilia Clark e Henry Golding nella commedia romantica in stile british Last Christmas

Last Christmas è il film di Natale che vede protagonista Kate (Emilia Clark), giovane donna inglese, alle prese con la propria vita. Senza uno scopo ben preciso, tranne quello di diventare una cantante, salta da un divano all’altro evitando di tornare a casa dei suoi genitori originari della Croazia, che vivono anche loro a Londra, per non ammettere una sconfitta dolorosa, quella di non essere riuscita lì dove ogni giovane vuole arrivare: farsi una vita propria.

Ma è difficile farlo, soprattutto dopo aver passato una malattia molto dura che Kate ha superato da poco e che la pone, ogni volta, a confrontarsi con la vita, desiderosa di cavalcarla, vivendo ogni giorno come se fosse l’ultimo, senza un domani (sarà per la sua esperienza personale?). È proprio questo stile di vita che impedisce a Kate di programmare il proprio futuro, di non accorgersi di quello che le accade intorno. Così facendo, però, perde lentamente il rispetto e l’attenzione che amici e parenti avevano per lei. Per fortuna mantiene un lavoro come elfo di Babbo Natale presso Santa (Michelle Yeoh) che le vuol bene e cerca di aiutarla e le perdona le manchevolezze che compie.

Tutto potrebbe peggiorare, ma un giorno Kate incontra il giovane Tom (Henry Golding), che la spinge a guardarsi attorno e contemporaneamente a guardarsi dentro. Attorno a lei ci sono persone che hanno tanto bisogno e che sono meno fortunate di lei, per molti motivi, ed in particolare c’è lei stessa, che deve cominciare a comprendere che cosa vuole, cosa l’aspetta dal futuro. La conoscenza tra i due si trasforma in qualcosa di più, accompagnata dalla musica di George Michael, in una storia d’amore natalizia dal gusto dolce amaro, decisamente molto inglese. Perché si sa, gli inglesi hanno un modo particolare di condire storie le storie d’amore, un humor tutto loro, che qui si intreccia con il senso di inadeguatezza di Kate, la nostalgia della madre (una splendida Emma Thompson), una fiducia assoluta negli altri e nell’amore del giovane Tom, il non arrendersi alla vita di Santa, il sentimento di affetto-avversione della sorella, l’amore incondizionato del padre. Questi sono solo alcuni aspetti che traspaiono dal racconto, oltre, naturalmente, al pessimo gusto per l’abbigliamento che sfoggia Kate, decisamente kitsch.

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Ogni più piccola azione quotidiana forma o deforma il proprio carattere”, le spiegherà Tom, centrando il senso di condivisione del Natale, ma anche la consapevolezza che questo non duri un solo giorno l’anno, ma possa essere un momento quotidiano. Così Kate comincia a rielaborare il rapporto con la famiglia, con la mamma che l’ha sempre incoraggiata al canto, con la sorella che non le perdona il suo modo di essere, ma anche con gli amici ai quali, per motivi di distrazione continua, ha causato vari danni. E Kate lentamente, prova a ritrovare Kate.

Favola natalizia, certo, che vede protagonista Emilia Clarke, non nuova a film che mettono in evidenza un senso di morale e una storia intensa. Il suo curriculum professionale l’ha vista interpretare ruoli molto diversi tra loro, come la seducente e combattiva Daenerys de Il trono di spade, l’imbattibile Sarah Connor di Terminator Genisys o la Qi’ra protagonista femminile della saga di Guerre Stellari nell’episodio Solo: A Star Wars Story, senza disdegnare ruoli molto più dolci come quello di Lou Clark in Io prima di te e ora di Kate in Last Christmas. In ognuno dei ruoli affidatele la giovane attrice esprime un talento naturale, una freschezza che dona al personaggio e l’intensità richiesta.

Qui riesce ad amalgamare la giovane donna solitaria e triste con l’avvenente giovane provocatoria e decisa, entrambe alla ricerca dell’amore che non sempre si manifesta come la realizzazione di un incontro a due, ma che spesso regala il coronamento di un sentimento molto più ampio, che abbraccia più persone. Vederla indossare per buona parte del film un vestitino verde da elfo la rende simpatica, sì, ma non meno interessante di quanto si aggira per la città con un cappotto maculato, pronta, perché no, ad aggredire il mondo.

Nel film anche Emma Tompson, attrice inglese, che qui interpreta la madre di Kate, donna immigrata in Inghilterra con le figlie piccole, dal carattere sincero, a volte fin troppo. Qui l’attrice già premio Oscar, è anche sceneggiatrice della commedia romantica.

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Del film si possono notare le ambientazioni molto kisht del negozio all’interno del quale lavora la giovane Kate, oppure la piazza dove ha sede un ricovero per senzatetto, ma colpisce anche il piccolo giardino (qui fa un po’ Notting Hill a cui gli inglesi sono molto legati, visto il grande successo planetario) con panchine in legno, e su quella preferita dalla giovane, la dedica che l’accompagnerà fino alla fine del film. È una Londra che si riscopre sempre più romantica, che non nega il suo senso di appartenenza all’umanità e che, nonostante i contrasti interni, generazionali e culturali, decide di aprire le braccia all’Amore, quel sentimento con la A maiuscola.

Accompagna il tutto una splendida colonna sonora, quella che ci regala George Michael, i cui brani attraversano la vita di Kate e la nostra, facendoci assaporare le emozioni del film e regalando anche il titolo dello stesso. Non solo Last Christmas che dà anche il titolo al film, ma anche Wake Me Up Before You Go-Go, Faith, Fastlove solo per citare alcuni dei brani, dell’artista inglese che ha fatto la storia della musica internazionale. Finale non proprio a sorpresa, ma la trama non è niente male.

Titolo: Last Christmas

Paese: Regno Unito, USA

Anno: 2019

Genere: commedia, sentimentale

Regista: Paul Feig

Attori: Emilia Clarke (Katarina “Kate” Andrich), Henry Golding (Tom Webster), Michelle Yeoh (Huang Qing Shin/Santa), Emma Thompson (Petra Andrich, la mamma), Lydia Leonard (Marta Andrich, la sorella), Boris Isaković (Ivan Andrich, il papà), Rebecca Root (dott.ssa Addis),

Patti LuPone (Joyce)

Sceneggiatura: Bryony Kimmings, Emma Thompson

Fotografia: John Schwartzman

Montaggio: Brent White

Scenografia: Gary Freeman

Costumi: Renee Ehrlich Kalfus

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Sissi Corrado

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