I successi di Laura Branigan

È la versione di Gloria, cantata da Laura Branigan che ha portato al successo la squadra dei St. Louis Blues?

Negli ultimi anni la cantante Laura Branigan è ritornata in auge negli Stati Uniti grazie alla squadra professionista di hockey su ghiaccio dei St. Louis Blues che hanno adottato la canzone “Gloria” come la canzone delle loro vittorie. Da quando è accaduto la squadra ha iniziato a vincere fino ad arrivare al trionfo della stagione 2019. Beh, ora mi direte, cosa c’entra Laura Branigan con la canzone di Umberto Tozzi? La risposta è molto semplice! È lei che ne canta la versione inglese che ha avuto tanto successo negli anni Ottanta.

Di origini irlandesi e italiane la giovane Laura comincia la sua carriera da solista nel 1982 dopo aver fatto la corista per Leonard Cohen. Grazie alla sua voce con un’estensione di quattro ottave e alla sua passione per la musica, è subito apprezzata nel mondo della musica, tanto da collaborare con vari artisti non solo americani. In poco tempo diventa una delle icone musicali degli anni ’80. Il 1982 è l’anno in cui incide il suo primo album dove troviamo Gloria. La cover del successo di Umberto Tozzi scritta insieme a Giancarlo Bigazzi, da lei cantata in versione inglese, è un vero e proprio successo mondiale e resta nelle classifiche Billboard Hot 100 con un record di 36 settimane. Il brano le varrà anche una nomination ai Grammy.

Negli anni seguenti continua a pubblicare nuovi album che confermano il suo successo e il suo amore verso i cantanti italiani. Nel 1984 nel suo terzo album incide la cover in inglese di Ti Amo, ma la canzone che avrà più successo di questo album e la sua versione di Self Control, che è anche il titolo del suo album, di Raf. Il suo amore per l’Italia e la musica di quegli anni, la porterà spesso a visitare il nostro paese dove mostra sempre il suo carattere cordiale.

Questi sono gli anni di maggior successo per la cantante americana che incide un successo dopo l’altro, confermando cosi la sua fama scalando le charts mondiali e restando ai primi posti in tutti i paesi, dagli Stati Uniti, all’Europa, dall’Asia all’Africa.

Laura ha girato il mondo diverse volte con i suoi concerti, e come affermava lei il brivido di esibirsi dal vivo non le manca mai: “Quando sei sul palco il pubblico diventa la tua altra metà. È il massimo che puoi raggiungere come musicista, una sensazione incredibile. E non importa dove mi trovi, è lo stesso; c’è un motivo per cui chiamiamo la musica il linguaggio universale”. Cantare dal vivo, essere vicina ai suoi fan, farsi accompagnare da una band con la quale prova grande affetto, sono le principali caratteristiche di questa cantante.

Negli anni Novanta la sua stella è in declino, anche se non mancano partecipazioni a programmi televisivi. In Italia ricordiamo la sua partecipazione a Sanremo nel 1991 quando canta in coppia con Fiordaliso il brano Il mare più grande che c’è, arrangiata in inglese con il titolo Don’t Walk Away.

La sua sensibilità viene intaccata dalla scomparsa del marito, morto a causa di un tumore e per questo si allontana dalle scene dal 1996 al 2000. Il suo rientro sule scene avviene nel 2001 con l’interpretazione di Janis Joplin in un musical per Broadway intitolato Love Janis ricevendo dalla critica ottime recensioni. Decisa a riprendere in mano la sua carriera artistica si dedica ad un nuovo progetto discografico, che sarà anche il suo ultimo album, perché, purtroppo, muore a causa di un aneurisma il 24 agosto del 2004.

Negli anni successivi alla morte, la Branigan è stata protagonista di un giallo risoltosi nel 2016. Secondo le indagini, in questo caso di uno dei suoi fan, la cantante aveva mentito sulla sua data di nascita, come del resto avviene per molte altre artiste. Il suo anno di nascita non era il 1957, ma il 1952.

Di lei restano le sue canzoni, la sua voce, grazie anche alle sue molteplici partecipazione in colonne sonore di film cinematografici come Flashdance, Ghostbusters, Body Roc, alla sua partecipazione in serie tv come Automan e Chips. Insieme ai suoi brani restano anche i tanti ricordi delle persone che le sono state vicine o che hanno collaborato con lei e che ricordano la sua sensibilità, fragilità e disponibilità, come il suo amore per la musica e il suo lavoro. Tutto ciò si evidenzia, ancora oggi, nelle sue canzoni che risvegliano ricordi ed emozioni in chiunque ascolti la sua bellissima voce.

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Edgar

Edgar

Paolo Grassi diceva “Il teatro per la sua intrinseca sostanza è fra le arti la più idonea a parlare direttamente al cuore”. Se volete vedere delle belle immagini vi consiglio i musei. In scena abbiamo bisogno di attori che sappiano emozionare.

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