Il nostro sguardo su Lieto Fine

Il Teatro Trastevere chiude la stagione con un testo di Franca De Angelis
Un finale di stagione davvero intrigante per il Teatro Trastevere: Lieto Fine, di Franca De Angelis con Patrizia Bernardini, Anna Cianca, Vittoria Vitiello in scena dal 7 al 10 maggio scorso, è stato il perfetto saluto e omaggio al mondo dell’arte e al pubblico che ancora crede nell’arte, che il teatro piò predisporre.
Lieto Fine è una commedia drammatica capace però di far ridere anche moltissimo e con arguzia. A tre ruoli chiave del mondo cinematografico (una famosa regista, una preziosa sceneggiatrice e una rampante stagista) viene affidato il compito di trovare una strategia per sanare un conflitto mondiale che imperversa da 60 anni. Loro sono definite Le creative, coloro che possono guardare le cose da una prospettiva altra e forse risolutiva.
Ma la missione è difficile, drammatica, comporta delle scelte atroci perché la guerra non è un film e la disperazione non è una finzione. Quando tutto sembra perduto c’è una sola soluzione, la più drastica, affidata al team delle tre donne: la bomba atomica. La bomba viene lanciata e quello che accade subito dopo sembra essere incredibile.
I governi siglano la pace, i popoli scendono in piazza ad abbracciarsi. Le creative escono dal bunker ma… a morire sono state loro oppure il mondo intorno a loro?
Ricominciamo da capo: La regista e la sceneggiatrice ingaggiate per il team, sono due sorelle antagoniste a causa di un malinteso professionale che le ha portate a rimanere lontano e chiuse in sé stesse per moltissimi anni. La stagista, rappresenta il futuro che si prepara nel presente con la sua sete di apprendimento e il taccuino sempre pronto. Il bunker è ormai la loro casa e, all’interno delle dinamiche che le dovrebbero portare a riscrivere la coscienza umana, si dipana la matassa delle loro incomprensioni e delle loro fragilità.
Sono chiamate a fare una scelta che mette a disagio anche il pubblico in sala: sacrificare 159 bambini e bambine per scuotere il mondo e far terminare il conflitto. Come team dei creativi esse sono sinceramente convinte che di fronte a una sciagura così immensa non si possa rimanere rigidamente all’interno di posizioni di dolore mondiale. Eppure qualcosa va storto, la reazione dei governi rinforza la guerra e non la spegne affatto. Questa provocazione è una intuizione drammaturgica di una potenza rivoluzionaria: inutile portare in scena il perbenismo. Siamo nell’orrore contemporaneo e come tale va denunciato e descritto. Un sacrificio che mette in scena l’ipocrisia della parzialità del sistema. Solo quando l’intero sistema rischia di andare in frantumi qualcosa sembra cambiare.
Il finale aperto dello spettacolo lascia lo spettatore solo con le proprie considerazioni. A me è arrivato il messaggio che racconta il momento esatto nel quale non ci sarà più speranza: il momento nel quale smetteremo di essere creativi e di credere nella bellezza dell’arte che sempre ci offre nuovi orizzonti di senso.
Se muore la creatività muore il mondo stesso.

Lieto Fine convince perché non c’è buonismo anche se la drammaturgia sa essere leggera e divertente in molte occasioni. Parla dell’importanza del cinema mettendo in scena il cinema a teatro: fantastico volo sulla trasversalità delle arti. Racconta il sacrificio, virtù della quale si sta dimenticando il senso reale.
Tutto questo grazie ad un lavoro di interpretazione convincente affidato alle tre protagoniste Patrizia Bernardini, Anna Cianca, Vittoria Vitiello, alla regia di Christian Angeli che ha cucito finemente un insieme di grande complessità scenica.
Ringraziamenti doverosi a tutto il team dei creativi coinvolti:
Disegno luci: Massimiliano Maggi
Progetto sonoro: Leonardo Califano e Matteo Chiccoli
Scenografia: Marco Cecchini
Costumi: Benedetta Nicoletti
Aiuto regia: Martina Sergi
Assistenti alla regia, tecnici luci: Leonardo Califano, Matteo Chiccoli
Assistente scenografo: Roberta Pizzulli
Locandina: Elena Bianco
Foto di scena: Leonardo Califano
In ultimo non possiamo che ringraziare anche per questo anno il Teatro Trastevere che ci accompagna con scelte di qualità stagione dopo stagione.





