Il servo Trappola la fa da padrone

I personaggi sono colorati e popolari

È andata in scena al Teatro Arcobaleno e ci sarà fino al 19 gennaio, Mostellaria (La commedia del fantasma)”. Mostellaria è una commedia di T. M. Plauto, commediografo romano, vissuto tra il 250 e il 187 a.C.

La commedia è stata riadattata da Vincenzo Zingaro che ne cura anche la regia. Gli attori: Ugo Cardinali, Piero Sarpa, Rocco Militano, Fabrizio Passerini, Riccardo Graziosi, Annalena Lombardi, Laura de Angelis, sono della compagnia teatrale Castalia, fondata e diretta dallo stesso Zingaro, che ha ricevuto importanti riconoscimenti e collabora attivamente alla divulgazione del teatro classico.

La storia di Mostellaria è semplice: per coprire gli amori e lo sperpero di denaro del giovane padroncino di cui però, ha giovato anche lui, il servo Trappola, fa credere al padrone, appena tornato, dopo due anni in Egitto, che la sua casa è infestata da un fantasma. Per far si che questa bugia sia reale, ovviamente le menzogne raddoppiano e diventano sempre più complicate ed esilaranti, coinvolgendo anche i vicini, per poi arrivare alla resa finale, dove, ancora una volta il fedele servo, grazie alla sua astuzia, riesce a farla franca.

I personaggi sono caratteristici delle commedie plautine, colorati e popolari, in particolare il servus callidus, ossia il servo astuto, che inventa di tutto, di solito per lavorare meno possibile.

Lo spettacolo è come dicevamo, molto divertente. Come recita la brochure, è uno spettacolo per tutta la famiglia. E proprio per questo, potrebbe essere un ottimo inizio per instradare i ragazzi al teatro in generale e a quello classico in particolare. Non c’è noia, non si può dire che sia una cosa vecchia.

I temi trattati, il divertimento, la voglia di non far nulla, il fatto di pensarsi furbi, ma anche l’amore e l’amicizia, sono argomenti sempre attuali. E le trovate del servo Trappola, sono oltremodo divertenti.

Gli attori sono stati tutti molto bravi, la commedia è molto dinamica e, per quanto la scenografia sia stabile, due porte una di fronte all’altra con al centro uno spiazzo, la bravura e la dinamicità fanno si che questo spiazzo, diventi casa, bordello, festa, piazza. In più alcuni degli attori, recitano in più parti. E qui va fatto un elogio ai costumi di Emiliana Di Rubbo, ma anche agli attori che riescono a “sgangiare” il personaggio principale per entrare nelle vesti di un altro che ha delle caratteristiche specifiche: per esempio, Fabrizio Passerini è l’amico del padroncino Fiordamore ma è anche l’usuraio Schifaquattrini. Personaggio divertentissimo, che ha coinvolto il pubblico con i suoi tic sonori. Oppure Fiordamore, Riccardo Graziosi, che diventa Fiaccola, un altro servo, che cerca l’approvazione e la complicità del pubblico.

Questo rivolgersi al pubblico, resta una caratteristica del teatro di Plauto e sembra voler affermare che il tutto è una finzione. Forse perché si assiste ad un ribaltamento della struttura sociale, dove il servo, la fa da padrone (è il caso di dirlo) e il padrone, si lascia abbindolare. Anche se poi, in realtà, tutto torna al suo posto.

Unico piccolo neo della serata, all’inizio dello spettacolo, una voce fuori campo, recita in latino dei versi che non vengono tradotti. Penso sia un peccato, perché si rimane con il dubbio di ciò che si è sentito.

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Raffaella Monti

Raffaella Monti

48 anni, una vita con i bambini ... degli altri, a raccontare favole e a gustarmi film e letture. E se c'è il lieto fine ... meglio!

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