Intervista a Gianlorenzo Franzì direttore del LIFF

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il web è come la tv tanti anni fa

Ormai siamo in dirittura d’arrivo alla sesta edizione del Lamezia International Film Fest, diretto da Gianlorenzo Franzì e che si svolgerà dal 12 al 16 novembre proprio a Lamezia Terme. Edizione dopo edizione il festival ha continuato la sua crescita, diventando un importante appuntamento non solo italiano, ma internazionale. Insieme a questo, ha continuato a crescere anche nella visione delle nuove realtà cinematografiche e nelle sperimentazioni dei giovani, affacciandosi anche al web. Ne abbiamo parlato insieme al direttore artistico del LIFF Gianlorenzo Franzì.

Sesta edizione del Lamezia International Film Fest, un buon risultato che fa ben sperare nel futuro. Intanto quali sono le novità di questa edizione?

Sicuramente l’istituzione del Premio Carl Theodor Dreyer, in collaborazione con la Diocesi di Lamezia Terme. Il leggendario Jean Jacques Annaud riceverà il premio, creato come tutti gli altri dal nostro prezioso artista Antonio Pujia Veneziano, direttamente dal nostro vescovo, Mons. Giuseppe Schillaci: ed è per noi una grande emozione poter allargare il nostro campo d’azione sposando tutte le realtà del luogo e soprattutto incentivare un mutuo scambio di aiuti per chi vuole promuovere la cultura, per chi è vicino alla sua diffusione. Il Premio Dreyer, il primo intitolato al regista di Copenaghen, vuole sottolineare il lavoro di quegli autori che mettono in primo piano alcuni valori spirituali, che evidenziano il rapporto, a volte difficile e contrastato, tra l’uomo e la spiritualità indagandone gli abissi infiniti. Un premio che si affianca al Premio Paolo Villaggio, che dallo scorso anno lega la famiglia dello scomparso genio genovese al LIFF, e che non può che renderci orgogliosi.

Quali sono le caratteristiche di questo Festival che lo contraddistinguono dagli altri?

Prima di tutto il rapporto tra il Festival e il suo pubblico. Che per fortuna è sempre più numeroso, sia nelle giornate dell’evento sia attraverso il web: il LIFF fin dall’inizio si è posto senza barriere, senza filtri nell’avvicinare i grandi artisti del cinema con chi li vuole conoscere, con chi vuole ascoltare di persona i loro pensieri, i processi creativi, cosa c’è dietro l’immagine a volte patinata delle riviste e della pellicola. Gli incontri, che sono il punto focale di ogni giornata del Festival, vestono la forma di un talk assolutamente informale, con pochi centimetri letteralmente che separano lo spazio di chi interviene con i talent presenti. C’è poi un altro aspetto che mi piace pensare differenzi il LIFF da altri festival, ovvero il fatto che pur pescando a piene mani dall’immaginario audiovisivo pop contemporaneo (e non), il LIFF cerchi sempre di contestualizzare i film che presenta, dimostrando che c’è un fortissimo legame tra l’opera e il suo tempo, e che quindi consequenzialmente il cinema è lo zeitgeist dei tempi, il suo specchio più fedele anche se a volte oscuro, purtroppo. Sono caratteristiche che suppongo abbiano spinto sempre più sponsor ad aiutarci, nel tempo: e quest’anno sono fiero di portar a supporto del mio percorso, tra gli altri, la Patata Della Sila IGP, nostro main sponsor nonchè marchio internazionale che esporta le eccellenze della mia Calabria.

Un festival che pone molta attenzione agli esordi. Non a caso il Premio LIGEIA Esordi D’Autore, dedicato appunto agli esordi del cinema italiano e internazionale, ha un’importanza rilevante. Com’è stata la scelta quest’anno? Cosa vi ha colpiti del vincitore Martone?

Non fermandoci agli esordi degli anni immediatamente precedenti, possiamo liberamente scorazzare nella storia del cinema: ma dallo scorso anno, con la creazione del premio Ligeia Web (assegnato a Casa Surace nel 2018, quest’anno a Le Coliche), vogliamo rappresentare non tanto il cinema propriamente della sala -con tutto il codazzo di polemiche che questa definizione propone, oggi più che mai…-, ma la forma dell’audiovisivo e il suo sviluppo. E questo spiega la presenza di artisti come Cristina Donadio, premiata martedì 12 novembre, che presenta tutta la forza dirompente come un serial televisivo come Gomorra, o Le Coliche già citate, spinta propulsiva che dal web arriva sul piccolo e sul grande schermo, o anche Giorgio Tirabassi e Isabella Ferrari, che con immutata qualità interpretativa spaziano dal cinema alla tv, rendendo preziosi progetti come Distretto Di Polizia ugualmente a film di Ozpetek, per dire. Mario Martone: come è possibile prescindere dalla sua figura di autore? È uno dei registi italiani più importanti e influenti, ma quello che mi stupisce è la potenza del suo sguardo, la sua profonda cultura (che viene sicuramente anche dalle sceneggiature create con Ippolita Di Majo, anche lei presente al LIFF6) e una capacità affabulatrice unica: basti pensare a cosa è riuscito a fare con un personaggio celebre ma profondamente ostico come Giacomo Leopardi nel suo Giovane Favoloso. Chi avrebbe mai pensato, prima di Martone, che l’autore della Ginestra sarebbe diventato protagonista di un film acclamato a Venezia e in sala?

Grandi nomi tra gli ospiti anche quest’anno, Jean Jacques Annaud, Isabella Ferrari, per citarne solo qualcuno, ma c’è il desiderio di portare qualcuno in particolare che per alcuni motivi non è ancora passato per Lamezia Terme?

Si: tutti quelli che non sono venuti! Scherzi a parte, ci sono tantissimi nomi che sono nella mia wishlist. Ma non li faccio solo perché sono nomi già contattati che, e questo non può che rendermi felice e orgoglioso, non sono ancora venuti solo per motivi di incompatibilità con la programmazione del lavoro sul set, perché tutti quelli contattati hanno felicemente sposato l’idea artistica dietro il LIFF e il Premio Ligeia Esordi D’Autore, e hanno promesso che verranno. Prima o poi… 

Si pone attenzione anche al web, quest’anno dopo Casa Surace, un fenomeno del web, si è passati a premiare Le Coliche. Quanto incidono il web attraverso YouTube e i social all’interno del nuovo cinema italiano e internazionale?

Incidono sicuramente molto. Già lo accennavo sopra: il web è come la tv tanti anni fa, una factory dalla quale il cinema pesca in continuazione. Perché youtube ha ovviamente un legame più immediato con il suo pubblico, e si ha subito la contezza del favore o meno riscontrato da un artista. e per quanto questa possa essere un’arma a doppio taglio (quello che piace alla massa oggi non è detto che piaccia domani) è fondamentale tenere conto di tutto quello che straborda dalla rete.

Come sta il cinema italiano?

È la domanda che -mi- pongo sempre io come critico… e la risposta di oggi non può essere uguale a quella di ieri e a quella di domani. Il problema credo non sia tanto negli artisti (il cinema italiano è colmo di grandissimi autori, uno per tutti il Martone che arriva sabato 16 novembre al LIFF, ma anche ottimi sceneggiatori, bravissimi interpreti…) quanto nel sistema produttivo e distributivo, che è pieno di falle e di problemi.

Ci lascia con augurio che fa al Lamezia International Film Fest?

Di arrivare così tanto lontano nel tempo da sopravvivere al suo stesso ideatore!

Grazie per la sua disponibilità e buon lavoro

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