La Bottega che Non c’è – Consumatori Geneticamente Modificati

foto di Manuela Ceresa

Dal Commercio Equo e Solidale a Progetti di Integrazione Sociale

Ci siamo abituati ad avere pomodori e fragole in tavola tutto l’anno, ai centri commerciali e negozi aperti la domenica, a ricevere i prodotti acquistati online in un giorno – a volte anche in poche ore.

Ci siamo abituati ad avere tutto a portata di un click, ma con quali conseguenze?

Ci si indigna per lo sfruttamento dei bikers della delivery o per i piccoli esercizi locali costretti a chiudere, ma non si è disposti a rinunciare alla pizza d’asporto o a fare la spesa al centro commerciale.

Il commercio equo e solidale nasce dall’idea di portare giustizia e solidarietà nei rapporti commerciali tra paesi occidentali e quelli in via di sviluppo. Nel tempo si è estesa l’attenzione ai piccoli produttori ed artigiani, anche locali, che faticano a sopravvivere alla concorrenza della grande distribuzione. Oggi il commercio equo e solidale si è spostato sotto il grande cappello del commercio sostenibile: non si pone più l’attenzione solo sulla giustizia degli scambi commerciali, ma anche temi quali salari dignitosi e tutele sociali per i lavoratori, emissioni di CO2 nella produzione e distribuzione dei prodotti, impatto ambientale nel reperimento di materie prime così come nello smaltimento dei prodotti a fine vita, e così via.  Si è ampliato forse lo spettro di attenzione, ma quello che rimane sempre valido è il concetto che “non ci può essere sostenibilità senza solidarietà”.

È questo lo spirito da cui è nata dieci anni fa “La Bottega che non c’è – Consumatori Geneticamente Modificati” – associazione di volontari che con passione promuove stili di vita sostenibili, con particolare attenzione al consumo critico e alla diminuzione dell’impatto ambientale. Con sede a Pessano con Bornago, alle porte di Milano, La Bottega che non c’è negli anni ha proposto diverse attività con un unico grande obiettivo: diffondere la conoscenza e la pratica del commercio equo e solidale, come strumento di giustizia, di condivisione della ricchezza e di scambio culturale tra i popoli. Promuove la diffusione dei prodotti a chilometro zero, a filiera corta, biologici e con metodi di produzione a basso impatto ambientale e sociale. Nel 2015 istituisce un Corso di Italiano per Migranti, nella convinzione che la conoscenza e la condivisione siano la migliore arma contro i pregiudizi razziali e le difficoltà di convivenza.

Foto di Manuela Ceresa

Le finalità della scuola sono innanzitutto facilitare l’integrazione di migranti attraverso incontri diretti all’apprendimento della lingua italiana, tenendo conto del livello delle loro competenze nel campo culturale e linguistico e delle loro esigenze di tipo lavorativo e familiare. Ma soprattutto accostare le varie comunità presenti sul territorio per favorire un inserimento nel tessuto sociale attraverso uno scambio culturale e di esperienze concrete, affiancando alla scuola altre attività, come per esempio: presentazione di libri; proiezioni di film con dibattiti; momenti di degustazione di cibi caratteristici delle diverse realtà presenti nella scuola; conoscenza del territorio.

In collaborazione con la Caritas e con le istituzioni locali La Bottega che non c’è negli anni ha accolto ed accompagnato in un percorso di integrazione nella comunità locale diverse decine di stranieri provenienti da paesi quali Albania, Bangladesh, Cina, Egitto, El Salvador, Gambia, Germania, Marocco, Romania, Russia, Santo Domingo, Tunisia e Ucraina.

Negli ultimi anni, anche grazie alla donazione di strumentazione digitale, i volontari dell’associazione hanno affiancato al corso di italiano anche un corso di alfabetizzazione digitale ed accesso ai servizi della pubblica amministrazione, primo tra tutti l’accesso tramite Spid, come le prenotazioni con il servizio sanitario, accesso al fascicolo sanitario, l’iscrizione scolastica, etc.

In rete con diverse altre associazioni del territorio La Bottega che non c’è ha organizzato con gli amici stranieri anche uscite culturali, corsi di yoga e giochi per bambini, banchetti solidali e incontri con la pediatra del paese e le mamme straniere per il loro benessere e per quello dei loro figli.

Un lavoro prezioso, dono gratuito di volontari che con dedizione e passione quotidianamente mettono a disposizione del prossimo tempo e competenze per creare un mondo migliore.

Chiara Spatti

Marketing & Communication Manager specializzata nel settore spettacolo. Da sempre appassionata d’arte in tutte le sue forme. Mamma di tre splendidi ragazzi. Amo viaggiare, la cucina giapponese, il profumo dei libri ed i colori dell’autunno.

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