Pubblicato il: 1 Febbraio 2020

La “Sete” dell’uomo in scena all’Altrove Teatro Studio

In Recensioni
Foto Alessio Quaranta

Premio Speciale” nell’ultima edizione del “Premio Giovani Realtà del Teatro Nico Pepe” e la “Residenza alle Periferie Artistiche” della Regione Lazio

Sete è un racconto umano di vita. Osservando lo spettacolo e la scena, appare naturale porsi una domanda precisa: “di cosa ha sete realmente l’uomo? Cosa lo spinge a ricercare “l’acqua” che lo disseterà”? E mentre nella testa delle persone si affacciano queste domande, ci si ritrova ad ascoltare il racconto attraverso i versi della Bibbia, quelli che raccontano la nascita del mondo e che parlano di acque. Non è quindi un caso che l’inizio dello spettacolo, al buio, racconti i primi passi della Genesi. Da una parte il buio e Dio, dall’altra le acque e… l’uomo.

Il sentimento primordiale è quello della sete fisica: si ha sete d’acqua come ne hanno gli esseri viventi. Fino ad un cambiamento repentino, perché poi arriva l’uomo con la sua folle sete del potere, del successo, della notorietà, della ricchezza e tutto cambia. Il testo fa riflettere su questa scelta dell’uomo, sulla sua ricerca di dissetarsi ad acque diverse.

Lo spettacolo, andato in scena all’Altrove Teatro Studio di Roma, scritto da Walter Prete, per la regia di Lorenzo Parrotto, è stato interpretato da Giorgio Sales, giovane attore capace di tenere i ritmi alti di un monologo che non si risparmia e che chiede altrettanto al suo interprete. È particolarmente riuscita anche la scelta dei personaggi portati in scena: il ristoratore, l’imprenditore, l’influencer, il trader finanziario, il critico d’arte, figure che rispecchiano la corsa all’accaparrarsi un bene primario per renderlo più che redditizio.

Sales ha saputo dare ai suoi personaggi quei momenti di ironia e concretezza che vengono richiesti da un pubblico attento. Appare dinamico nei tempi e nel racconto. Bravo nella sua interpretazione e convincente, fino alla fine, quando la scena finale (che non sveleremo) si riflette nello sguardo dei presenti. 

Sul palco pochi essenziali elementi che servono da contorno alle scene, utilizzati con attenzione. Non c’è un tempo, nemmeno un luogo perché ciò che viene rappresentato poteva essere ieri, può essere oggi, potrebbe essere domani.

Un testo riflessivo, attento, ben interpretato e diretto. 

Condividi i nostri articoli sui tuoi social

You may also read!

Dodi Battaglia infiamma il teatro Italia di Roma

Il chitarrista dei Pooh Un regalo davvero bellissimo quello che Dodi Battaglia ha fatto a San Valentino a Roma: un

Read More...

Blas Boca Rey in scena con la storia di Vincent Van Gogh

operazione di ciclopica difficoltà e titanica arditezza Dal 13 al 25 febbraio, a Teatro Brancaccino di Roma, è in scena

Read More...

Al Liceo Eliano Luzzatti nasce DIEM

  i giovani studenti si cimentano in una rivista cartacea Ai più il nome di Mario Savio, non dirà nulla. Eppure

Read More...

Mobile Sliding Menu