L’acclamato regista David Lynch e la sua quarantena

Immagine da web

un “mostro sacro” del cinema internazionale

È forse pretestuoso fare finta che tutto sia normale in questa situazione di emergenza, che ha radicalmente cambiato gli stili di vita di noi tutti. Può essere stimolante, però, accogliere dei consigli da parte anche di personalità notevoli nel campo dell’arte; ad esempio da David Lynch, il quale, in un’intervista a VICE, non risparmia considerazioni molto ottimistiche su come il mondo possa diventare un posto migliore.

David Lynch non ha bisogno di presentazioni, essendo quello che a buon diritto può essere definito un “mostro sacro” del cinema internazionale. Americano, ideatore e regista di film sperimentali, talvolta “incomprensibilmente grotteschi”, al limite del nonsense (si pensi solo a Eraserhead), ma anche della serie cult The Twin Peaks, come di libri e opere d’arte varie, David Lynch ha pure creato la David Lynch Foundation, un’associazione volta a promuovere la meditazione trascendentale. Come Lynch ribadisce nell’intervista a VICE, la meditazione trascendentale può sprigionare forze positive e liberare la creatività che alberga in ognuno di noi. Tanto più in questo periodo di isolamento, questa tecnica può notevolmente aiutare a evitare la negatività e a rendere il mondo più “spirituale”.

Lynch, il quale durante la suddetta intervista stava costruendo due lampade, suggerisce infatti che il mondo possa uscirne rinvigorito da questa pandemia, più positivo, più creativo.Certamente, il genio di David Lynch lo aiuta a superare le difficoltà dell’isolamento perché egli può lavorare a diversi progetti artistici. Eppure, se è vero che non tutte le persone sono artisti, è altresì vero – sostiene Lynch – che in ognuno di noi albergano potenzialità positive e creative che non devono essere messe tra parentesi dalla negatività che è sempre dietro l’angolo. Attendiamo allora la fine dell’isolamento per essere più creativi, e anche per vedere i nuovi film di David Lynch.

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Antonio Sanges

Antonio Sanges

Mi chiamo Antonio Sanges, ho 28 anni e attualmente vivo a Roma. Ho studiato e vissuto tra Perugia, Roma, Parigi, Londra, e amo la lettura, la musica, il teatro, gli animali. Ho scritto due libri, che sono stati pubblicati: Penne d’oca e Poesie in itinere.

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