L’altra madre in scena al teatro Lo Spazio

Immagine da web
Immagine da web

Debutto al teatro Lo Spazio per la pièce “L’altra madre Voci per la scena Madri assassine tra cronaca e mito“, scritto e diretto da Giuseppe Argirò con Mascia Musy e Maria Letizia Gorga, presentato in prima nazionale a Roma.

Il racconto è quello delle madri assassine che nella mitologia sono rappresentate da Medea e Agave, infanticide di un passato molto lontano. L’infanticidio, però, è un argomento che in questi anni, sta riempiendo le cronache dei nostri giornali. Un evento passato che si rispecchia, immutabile nel presente. Così, le due attrici portano sulla scena i loro personaggi mitologici, alternandoli a quelli delle cronache moderne e soprattutto ispirandosi a storie vere, tra flashback, analogie e sequenze narrative.

Il testo non vuole rappresentare una condanna per queste madri, ma la volontà di comprendere il disagio umano e profondo che colpisce queste donne che confessano il loro crimine. Esse, infatti, raccontano le proprie azioni, le aprono alla pubblica piazza, esprimendo il loro disagio, la loro ricerca di una vita che le ricollochi al centro dell’interesse proprio e altrui.

Nel racconto, non si cerca per loro giustificazione o condanna, si affronta, invece, il disagio, il malessere sociale e psichico che le ha portate verso l’infanticidio. Loro, le madri appaiono allo stesso tempo colpevoli e innocenti, mentre raccontano con coscienza sincera ma in modo spietato, il loro essere. Un atto che le porta a rivendicare un ruolo difficile, quello di madre, narrato con maestria dalla penna di un uomo.

In scena solo le due attrici e uno schermo, sul quale si proiettano immagini che seguono l’andamento delle interpretazioni, aiutate da un sottofondo musicale che segue il passaggio dei racconti, che possono apparire diversi, ma sono molto simili tra loro.

Interpretazione sentita, quella delle due attrici, che rappresentano sulla scena, il profilo dello spettacolo, così diverse e lontane quanto simili, non solo nell’aspetto fisico, ma anche nella voce, l’una più lieve e l’altra più corposa, come nell’interpretazione, una appare volitiva, l’altra più docile e indifesa.

Un testo da guardare con attenzione, acuto, forse un po’ troppo lungo, ma che esprime, con decisione, il sentimento di donne che si lasciano trasportare da sentimenti così opposti al loro ruolo.

Print Friendly, PDF & Email

Se il nostro servizio ti piace sostienici con una donazione PAYPAL

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

Leggi anche