Lina Sastri, ammaliatrice di “Appunti di viaggio”

Lina Sastri. Basta pronunciare il suo nome per entrare nel mondo degli Artisti, quelli con la A maiuscola, quelli che di lavoro, impegno, studio, capacità, ne hanno dimostrato per anni, calcando le tavole di un palcoscenico, non disdegnando il cinema e accarezzandoci con voce e movenze, ammaliatrice con la sua sola presenza.

Il suo ritorno a Roma con lo spettacolo “Appunti di viaggio biografia in musica” in scena al Teatro Sala Umberto di Roma, è un regalo che l’artista fa ai suoi numerosi ammiratori ed estimatori. Accompagnata sul palco da un ottimo gruppo di musicisti: Filippo D’Allio alla chitarra, Gennaro Desiderio al violino, Salvatore Minale alle percussioni, Gianni Minale ai fiati, Salvatore Piedepalumbo alla fisarmonica e tastiere, Luigi Sigillo al contrabbasso.

Lo spettacolo è un insieme di musica, parole, danza, tutto ciò che ha reso la Sastri così famosa e ammirata, ma soprattutto è uno spettacolo che rispecchia l’artista stessa, poiché racconta del suo percorso artistico, dei suoi inizi, quando diciassettenne scappò da casa per poter inseguire un sogno che non comprendeva ancora bene. Parla dei suoi incontri con i grandi del teatro, Eduardo De Filippo, suo figlio Luca con il quale interpreterà Filumena Marturano, un classico del teatro napoletano. Non parla solo, ma recita spezzoni di scene che l’hanno vista protagonista in questi anni.

dig

La Sastri parla dei casi della vita, di quelli che le sono capitati e che le hanno permesso di incrementare la propria carriera: la sostituzione in uno spettacolo di Eduardo, fino alla sostituzione per uno spettacolo a Cinecittà sulla Magnani e le canzoni napoletane prima tralasciate e poi amate (una realtà che è capitata a tanti giovani napoletani), poi i premi, i successi, la vita da artista e quell’amore per il palco.

Sì, Lina Sastri canta per amore, amore, come ha detto lei stessa sul palco, per un figlio, per una mamma, per un padre, per un amante, per un marito, per il mondo, per la vita, mentre la musica con i suoi generi, con le sue sonorità attraverso il palco regalando i brividi di testi come “Maruzzella”, “Reginella”, Malafemmena”, “Gracias a la vida”, tammmurriate, ma anche Pino Daniele “Assaje” con i suoi ritmi e sonorità.

Il suo è uno spettacolo di amore per la sua arte, per le persone con cui ha lavorato, ma anche di ringraziamento per chi le ha dato l’occasione per emergere, per chi ha creduto in lei, per chi ha lavorato con e per lei, mentre dal palco monopolizza l’attenzione con un gesto, una parola, un movimento.

Entra in scena a piedi nudi, in un abito rosso che la rende libera. Canta, balla con la grazia che le è propria, una sicurezza che non lascia dubbi, in un trionfo di applausi che le regala anche un omaggio incantevole nel finale: il lancio di fiori sul palco, omaggio alla grande artista. Sul palco anche una coppia di scarpe rosse, lasciate lì, a presiedere.

Assistere dal vivo ad uno spettacolo della Sastri, per ogni attore, regista, per chi si occupa di spettacolo e cultura, è come aprire una porta che permette l’accesso all’arte, una di quelle cose che vanno fatte almeno una volta nella vita. Lei è immensa, piena di grazia, ammaliatrice, spettacolare, unica nella sua arte e unica nel suo genere.

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

Leggi anche