“Livido” di Francesco Verso
“Livido” scritto da Francesco Verso, è un libro ricco di riflessioni non solo ambientali, ma soprattutto umane. Il luogo è la Terra del 2040, la società quella che si ripete di millennio in millennio: poveri, ricchi, potere e ingiustizie, ma anche tanto amore.
La storia ruota attorno alla vita di Peter Pains che per vivere fa il “transformer”, ovvero il ricercatore di oggetti di valore dentro le discariche della sua città. Il suo lavoro lo porta alla scoperta del corpo di Alba, la ragazza che ha seguito da lontano per anni, ma che scopre essere una nexumana, cioè una macchina che ha all’interno ricordi e vissuti di un essere umano.
Peter è un giovane che, nonostante provenga da una famiglia bistrattata, ha assimilato dei buoni sentimenti, molti dei quali li ha riversati su Alba, che segue costantemente e della quale ricerca i pezzi ritrovati dentro la discarica nella quale lavora e che non vuole abbandonare per ovvi motivi. La sua è una ricerca materiale per molti, ma realmente è una ricerca umana.
La storia ha un intreccio interessante ed è leggibile in modo fluido. Mente si sta per finire un capitolo, si prendono informazioni per il prossimo e la voglia di scoprire cosa accadrà ravviva l’attenzione del lettore.
Francesco Verso scrive davvero un ottimo libro, contornato da una serie di colpi di scena, di cambi di direzione, che tengono viva l’attenzione sul personaggio, Peter, che, parlando in prima persona, racconta la propria esperienza, la propria vita e il suo amore per Alba. Thriller perfetto per una storia che ci porta in un futuro non esattamente fantascientifico, ma molto vicino a quello che si vorrebbe creare.
Bello e intenso, da leggere, soprattutto per gli amanti del genere, non a caso è il vincitore del Premio Odissea 2013.







