Lucio incontra Lucio, al Ghione

Un’ora e mezza circa di confronto non confronto tra due personalità, diverse tra loro, eppure simili

Al Teatro Ghione, a gran richiesta e con repliche fino a domenica, c’è “LUCIO INCONTRA LUCIO”, uno spettacolo scritto da Liberato Santirpino, per la regia di Sebastiano Somma. Orchestra dal vivo con: Sandro Deidda al sax, Guglielmo Guglielmi al pianoforte, Lorenzo Guastaferro al vibrafono, Aldo Vigorito al contrabbasso e Giuseppe La Pusata alla batteria. Le canzoni dei due cantautori sono riproposte da: Francesco Curcio.

L’autore, Santirpino, immagina Zeus, a cui Sebastiano Somma presta corpo e voce, che, vedendo la brutta situazione dell’Italia e del mondo, siamo nel 1943, in piena guerra, chiede ai suoi dei, un regalo, qualcosa per alleviare il dolore e la sofferenza degli italiani. Accetterà l’incarico Apollo, decidendo di far nascere due Lucio, due portatori di luce, a distanza di 12 ore: 4 marzo 1943 Lucio Dalla, 5 marzo 1943, Lucio Battisti. A loro il compito di portare conforto all’Italia.

Da qui si sviluppa lo spettacolo, pensato come un possibile incontro sonoro tra i due grandi artisti. Un’ora e mezza circa di confronto non confronto tra due personalità, diverse tra loro, eppure simili: uno schivo, l’altro socievole, uno alto, l’altro basso, uno emiliano, bolognese e l’altro laziale, di Poggio Bustone.

Tutti e due creano sodalizi eccezionali e duraturi: Dalla con Ron e Battisti con Mogol. Tutti e due amanti del mare. Hanno cambiato il modo di fare musica e lasciato canzoni che sono passate alla storia: 4 marzo 1943, Pensieri e parole, Mi ritorni in mente, La casa in riva al mare, Il mio canto libero, Il gigante e la bambina, Acqua azzurra acqua chiara, Piazza Grande, Emozioni, Come è profondo il mare, La canzone del sole, L’anno che verrà, Amarsi un po’, Futura, Con il nastro rosa, Caruso, L’arcobaleno.

Queste vengono, come già detto, interpretate magistralmente dalle voci di Elsa Baldini, Alfina Scorza, Paola Forleo e Francesco Curcio. Ovviamente i brani sono stati arrangiati per lo spettacolo, e per le voci, in maggior parte femminili. Questo, sentiti i commenti in sala, non è piaciuto a tutti. Fermo restando la bravura e l’emozione data dalle sonorità delle voci dei vocalist, che strizzano l’occhio al jazz, c’è chi, affezionato alle melodie e ai suoni della musica dei due cantautori, non gradisce, tanto da arrivare a guardare lo spettacolo come una violazione della memoria dei due. E chi, di contro sostiene invece che questo arrangiamento sia, un arricchimento per una musica, già di per se immortale.

Sebastiano Somma, è il filo conduttore della vita dei due talenti; ci porta a spasso nelle loro storie, svelando piccoli aneddoti e prestando la voce per riproporre i loro pensieri. Anche lui, verso la fine dello spettacolo canterà una canzone, stupendo il pubblico,per l’interpretazione.

La scenografia, ad opera di Luigi Ferrigno vede l’orchestra sul palco, con il coro, insieme a Sebastiano Somma e dietro, quattro grossi schermi che proiettano foto e immagini riguardanti Dalla e Battisti, grazie a Mariano Soria, mentre i disegni sono di Irene Servillo. Lo spettacolo è in scena dal 2016, e torna sempre a richiesta. Un grande omaggio per due artisti speciali, creato da chi li ha amati e cantati.

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Raffaella Monti

Raffaella Monti

48 anni, una vita con i bambini ... degli altri, a raccontare favole e a gustarmi film e letture. E se c'è il lieto fine ... meglio!

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