New York is calling: La strana coppia al Teatro Quirino

La celebre commedia di Neil Simon a Roma

La strana coppia è andata in scena al Teatro Quirino di Roma, formata da Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia, che costituiscono invero una coppia affiatatissima e ben rodata, reduce ormai da numerosissime repliche dello spettacolo in tutta Italia. Sono ormai passati sessant’anni dalla premiere a Broadway del play di Neil Simon che vinse il Tony Award nel 1965. E quasi altrettanti ne sono passati dalla versione cinematografica in cui i due componenti della strana coppia erano i leggendari Jack Lemmon e Walter Matthau.

Si tratta di una commedia fresca, che agli europei potrebbe quasi sembrare superficiale. C’era bisogno di una versione teatrale di questa commedia adesso? La risposta è indubbiamente: assolutamente sì. Non si può anzi non cogliere l’occasione per asserire che questo tipo di spettacoli sono esattamente l’antidoto al lugubre stato del teatro italiano. Da anni, infatti, circola qui l’imbarazzantissimo malinteso dell’esistenza di una coincindenza tra la seriosità e l’incomprensibilità, la noia dello spettacolo e il suo valore artistico.

Si creano dunque improvvisate categorie estetiche ad hoc: chi fa teatro è convinto di non necessitare del pubblico, fa una ricerca tinta di meditazioni filosofiche, si badi bene, rigorosamente solo accennate e mai approfondite in maniera seria, e si presenta al pubblico uno spettacolo sperimentale, laddove il pubblico ha due alternative: fingersi colto e fare finta di capire ciò che vede, ché, se è veramente colto non lo capisce; oppure annoiarsi.

Già Wittgenstein diceva che si poteva a volte apprendere di più da un banale film americano che da un sofisticato film britannico. Ma il punto è che nel teatro italiano, e il discorso si potrebbe ampliare a tutto il mondo della cultura, la sofisticazione verso cui si tende non è accompagnata né da una risposta di mercato, né da una reale cultura di chi propone opere sperimentali. La conseguenza è la mortificazione del pubblico e la creazione di un ambiente inutile dal punto di vista politico, economico, estetico e artistico.

Chapeau dunque a Gianluca Guidi, che porta in scena una commedia fresca, in cui si ride e in cui gli stessi attori si divertono in scena. Guidi, che è il regista dello spettacolo, interpreta Oscar, un disordinato e spendaccione giornalista sportivo. La scena si apre con lui che gioca nel suo appartamento gigantesco a New York, città-mondo, protagonista della commedia moderna come poteva esserla la Parigi di Molière.

La scena del poker è interrotta dall’entrata in scena di Felix, un fastidioso e pignolo giornalista, interpretato da un Giampiero Ingrassia in gran forma. Quest’ultimo è stato cacciato di casa dalla moglie ed è nel mezzo del suo divorzio. Oscar è già divorziato; così, i due uomini decidono di vivere insieme. La convivenza tra i due, così tanto diversi tra di loro, si rivelerà ben presto difficile, a beneficio del pubblico che ride della situazione. Lo scioglimento finale vede i due protagonisti che hanno un lapsus freudiano, perché si chiamano a vicenda con i nomi delle proprie mogli.

Il tema del divorzio è forse più attuale oggi rispetto ai tempi in cui fu scritta la commedia, che trova uno dei punti di forza proprio nel bilanciamento tra elementi tragici e comici, come nella migliore tradizione della commedia, che affonda le radici in Europa. Ma Simon è nutrito soprattutto di America, anzi, di New York, di teatro e cinema e televisione e il risultato è quasi sempre quello di commedie fresche.

Lo sguardo, poi, è forse old-fashioned: il divorzio non è mai positivo; in un certo senso, forse Simon non è mai stato un dissacratore dei valori condivisi, vuoi per fare ritrovare il pubblico nelle proprie convinzioni, vuoi, per ragioni estetiche. Ma, sottilmente si ritorna al discorso di prima, esiste davvero una differenza tra le due cose? Agli sperimentali…

Questa versione dello spettacolo rispetta il play originale, ed è dotata di grande spirito comico e di linfa vitale.

Antonio Sanges

Dopo avere vissuto in diverse città in Italia e in Europa, è tornato a Roma. Ha pubblicato libri di poesie e s'interessa di letteratura e teatro.

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