Palazzo Farnese: rinascimento e contemporaneo

Photo di @ Carolina Taverna

L’opera dello Street artist francese, che illusionisticamente apre monumenti e sedi storiche

Palazzo Farnese é uno dei simboli della rinascita di Roma nel ‘500. Mentre Firenze cambiava già a inizio ‘400 sotto la spinta di un rinnovato gusto per l’antico che porterà grandi artisti all’elaborazione di una nuova sintassi visiva, Roma conoscerà il rinnovamento solo più tardi. I palazzi costruiti secondo la nuova maniera, affacciano sulle prime vie moderne, aperte a Roma per sistemare l’assetto viario della città medievale: la via Alessandrina nel rione Borgo é la prima, seguita poi da via Giulia e via della Lungara. Proprio nella zona inclusa tra queste due, spicca l’opera di Sangallo, l’enorme palazzo Farnese rinnovato per il cardinale Alessandro a partire dal 1514, che affaccia sul l’omonima grande piazza.

L’opera magistralmente realizzata anche nel cortile, negli arredi e nella decorazione interna, é inoltre dal 1936 sede dell’ambasciata francese. Dunque mentre il cuore di Roma vedeva cambiare il proprio aspetto, il cardinale Farnese, futuro papà Paolo III, commissiona ad Antonio da Sangallo la progettazione del nuovo palazzo che assumerà poi una maestosità papale grazie all’opera dei vari artisti che si susseguirono alla direzione del cantiere durante tutto il 500. Ricco di elementi architettonici che rimandano all’antico, il palazzo é concepito come un blocco rettangolare, libero su tutti i lati e con un cortile quadrato. Il terzo piano lasciato incompiuto da Sangallo viene concluso da Michelangelo, che ne amplia l’aspetto monumentale aumentandone l’altezza e terminandolo con una cornice molto aggettante, e modificando l’assetto centrale della facciata per introdurvi lo stemma Farnese. Ulteriori lavori verranno poi effettuati dal Vignola e in fine da Giacomo Della Porta, che in ultimo si occuperà della parte posteriore in affaccio verso il Tevere. Attualmente per chi a Roma capitasse in questo piazza rinascimentalmente moderna, potrà ammirarla unitamente ad un piglio contemporaneo grazie all’opera di JR: con una sorta di quinta temporanea che ricorda una scenografia teatrale, viene ricreato dall’artista uno squarcio che supera la cortina muraria della facciata, mostrando l’interno antico del Palazzo: tra la raffigurazione delle arcate classiche spicca la sagoma dell’Ercole Farnese, statua datata al III secolo dopo Cristo e rinvenuta nel corso del ‘500 scavando la zona delle terme di Caracalla, e successivamente entrata in collezione Farnese.

Photo di @ Carolina Taverna

L’opera dello Street artist francese, che illusionisticamente apre monumenti e sedi storiche a tutti i passanti (stesso lavoro era già stato realizzato per Palazzo Strozzi a Firenze), stimola ad approfondire la conoscenza del sito, guidati dalla curiosità di poterne ora sbirciare l’interno. Anche se così non dovesse essere, é sicuramente una buona e coinvolgente inclusione di arte contemporanea all’interno di un contesto storicizzato come quello del centro urbano di Roma. Inoltre ‘lo squarcio’ é indubbiamente più accattivante delle impalcature che in questo momento coprono in parte la facciata del palazzo: il restauro corposo della stessa e del tetto, iniziato lo scorso marzo, avrà una durata di 4 anni e, preventivandone la fine nel 2025, é l’ambasciata francese stessa ad aver invitato JR, come altri artisti contemporanei, ad intervenire con opere in situ: direttamente realizzate sulle palizzate dei lavori, l’idea è quella di rendere l’ambasciata ugualmente apprezzabile sotto una nuova veste contemporanea, in attesa di recuperarne la magnificenza moderna.

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Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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