Pubblicato il: 12 Gennaio 2014

A Piacenza seminario su “Genitori reclusi, genitori comunque”

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A Piacenza il 10 dicembre 2013 si è tenuto un Seminario di studi sui genitori reclusi in cella e i loro figli, dal titolo “Genitori reclusi, genitori comunque”. Il seminario ha messo in evidenza, attraverso gli interventi di esperti e volontari del settore, le difficoltà di essere genitori stando all’interno del carcere, dove, in definitiva, le visite dei propri figli sono ridimensionate a 6 ore mensili.

Il genitore che sta in carcere, sia esso padre o madre, è comunque una figura che in casa manca. Questo spesso è causa di un rapporto difficile da gestire e mantenere saldo a causa proprio della sua assenza fisica.

L’associazione di volontariato “Oltre il muro”, insieme all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, ha realizzato un progetto che si chiama “Sala d’attesa” che comprende “Spazio giallo”, finanziato dal Fondo Speciale per il volontariato.

Nello “Spazio Giallo” il luogo più che fisico è mentale. È il posto dove i bambini possono trascorrere il tempo prima di poter incontrare i genitori. Spesso, infatti, le attese sono lunghe delle ore non solo per l’ingresso, per cui ci sono i momenti di controllo e perquisizione a cui vengono sottoposti tutti, anche i bambini, ma anche per l’attesa prima di poter vedere i genitori.

Nella stanza chiamata appunto “Spazio Giallo” i volontari cercano, con animazioni e giochi, di rendere meno penosa l’attesa dei familiari e rendere divertente per i bambini la fase della perquisizione. Per i bambini la cosa è molto semplice, perché basta un giochino o una canzoncina per rimettere un po’ di allegria, più difficile è il coinvolgimento dei più grandi.

Resta comunque un progetto innovativo e di grande utilità che serve a chi va a trovare i familiari in carcere e non è costretto ad attendere in una di quelle stanze scure e senza anima, ma si ritrova in una camera colorata e con delle persone qualificate a far loro compagnia.

Un impegno che i volontari hanno preso per rendere meno triste e pesante la lunga attesa degli incontri familiari con i detenuti.

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