Quando fare ‘Pettegolezzi ‘ diventa Arte

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Il testo – che dire? – accattivante, moderno

Al Teatro Marconi, ormai quasi al traguardo della rassegna Roma Comic Off, giovedì 26 e venerdì 27, è andato in scena un classico del grande drammaturgo newyorkese Neil Simon “Rumors”.

Di “pettegolezzi” a onor del vero, se ne sono sentiti solo in scena, la platea era tutta concentrata nell’ascolto, molto piacevole, (a parte una voce un po’ meno chiara ed udibile), degli attori.

Il testo – che dire? – accattivante, moderno, seziona come un bisturi le problematiche discutibili di una borghesia ormai caduta in disuso attraverso piccole bugie, falsità, pettegolezzi appunto e abbagli.

Credo sia un’ingenuità pensare che possa bastare un testo ormai collaudato e sicuro, per decretare il successo di una messa in scena, al contrario, i rischi di incappare in critiche “feroci” sono maggiori, ma questo non riguarda l’Accademia Bordeaux e Fonderia 900, che ha preparato al meglio i propri allievi per affrontarlo.

Partiamo dalla scenografia. Un vero interno, ricco di particolari ed elegante, perfettamente calzante.

Gli abiti, in particolare ovviamente, quelli delle attrici, molto curati, ricchi, e in perfetta armonia con la scena, (un po’ meno forse quello di Cassie), mi piacerebbe citare la costumista ma non ricordo il nome, vanno a lei comunque i miei complimenti.

Credo sia stata una scelta registica, – e mi piacerebbe saperlo – l’azzardo liberatorio (assolutamente non scaramantico) di far indossare a Cocca (Annalisa Marmo), sul palco, un abito viola.

Ed è senza dubbio una trovata singolare e azzeccatissima, lo sdoppiamento reale del narcisistico Glenn (Davide Lo Grieco e Fabio Bisceglie). I due attori entrano in scena sembrando gemelli siamesi, un effetto sorpresa che si svela lasciando lo spettatore un po’ incredulo e poi piacevolmente stupito.

Altro momento sorpresa, peraltro piacevolissimo e inaspettato è il ballo (del resto la scelta delle musiche era perfetta): bravi, coinvolgenti, suscitano il plauso e quella specie di allegra partecipazione che fa agitare i piedi per il desiderio di imitarli e ti spinge a muovere le mani per un applauso spontaneo e meritatissimo.

Una preparazione accurata, una regia quella di Cristiana Vaccaro studiata in ogni dettaglio e allo stesso tempo fantasiosa e creativa.

Un accenno al personaggio di Cassie (Miriam Cagino): nevrotica, paranoica, gelosissima, perfetta nella gestualità faticosa e continua.

Tutti davvero molto bravi, tutti in movimento, tutti indipendenti, mentre l’insieme dava l’idea di un’armonia rotante facile da apprezzare in platea, un gioco semplice, certamente molto impegnativo da costruire e da gestire, poi, in scena.

Ken (Marco Mancini), un bravissimo interprete.

 

Regia di Cristiana Vaccaro

Gli attori: Guia Scognamiglio, Marco Mancini, Claudia Marchiori, Pierciro Dequarto, Gabriele Passaro, Annalisa Marmo, Davide Logrieco, Fabio Bisceglie, Miriam Gagino, Francesco La Ferla

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