Ramona Tiberia Angelucci racconta Tutti giù per terra

Al Teatro Anfitrione lo spettacolo di Gianni Quinto per sostenere l’associazione L’Abbraccio di Edo

Sarà in scena al Teatro Anfitrione di Roma, lo spettacolo organizzato da Ramona Tiberia Angelucci per l’associazione L’abbraccio di Edo, Tutti giù per terra, scritto e diretto da Gianni Quinto. In scena dal 4 al 7 aprile, Federica Calderoni, Serena Zamboni, Simone Gallo, Stefano Antonucci, Lucilla Muciaccia con la partecipazione straordinaria di Lillo Petrolo nella voce del “carillon”.

Lo spettacolo vuole trasportare gli spettatori in un viaggio attraverso personaggi straordinari e situazioni ispirate alla storia del piccolo Edo, i cui genitori, parenti e amici, hanno costituito l’associazione con finalità di solidarietà. A parlare di tutto ciò Ramona Tiberia Angelucci a cui diamo il benvenuto sulle pagine di CulturSocialArt.

Salve e benvenuta. Nelle iniziative dell’Associazione L’abbraccio di Edo, è presente lo spettacolo Tutti giù per terra, scritto da Gianni Quinto. Com’è nata la vostra collaborazione?

Un anno fa ho avuto il privilegio di incontrare il talentuoso regista e autore Gianni Quinto durante lo spettacolo Meravigliosamente da lui scritto, che trattava il tema dell’Alzheimer, ma in maniera leggera e ironica. In quello spettacolo la produzione aveva deciso di devolvere metà del ricavato degli incassi alla nostra associazione. Durante quell’incontro, Gianni è rimasto colpito dalla storia di Edoardo ed ha proposto di scrivere una commedia basata sulla sua vita. Da quel momento, si è instaurata una proficua collaborazione fatta di numerosi incontri in cui abbiamo condiviso aneddoti ed esperienze legate a Edo e a noi.

Gianni si è rivelato non solo un professionista di grande sensibilità e genialità ma anche un amico sincero. Il suo approccio ai temi seri e dolorosi è unico: riesce a trattarli in chiave ironica e leggera, regalando risate ma anche spunti di riflessione ed emozioni profonde. Grazie alla sua maestria, siamo riusciti a trasformare questa storia tragica in momenti d’ispirazione.

Questa collaborazione non solo ha dato vita ad uno spettacolo straordinario ma ha anche cementato una solida amicizia basata sulla stima reciproca. Con Gianni al nostro fianco ho imparato che l’arte, in questo caso il teatro, può essere un potente mezzo per far sorridere, pensare e commuovere il pubblico e avvicinarlo sempre più alla consapevolezza di storie reali e dolorose come la nostra.

Cosa racconta lo spettacolo Tutti giù per terra?

In Tutti Giù per Terra, il sipario si apre su una stanza che un tempo era piena di gioia e risate, ma che ora giace in silenzio. Cinque giocattoli si trovano improvvisamente soli e confusi. Il loro mondo era sempre stato quello di Edoardo, un bambino pieno di energia e fantasia, ora misteriosamente assente.

Tutti Giù per Terra è più di una storia di giocattoli; è un viaggio emotivo sul lasciar andare, sul trovare nuove ragioni per esistere, e sull’eterno impatto che ogni vita, per quanto breve, lascia intorno a sé. È una favola moderna, che nasce da una tragedia, il più innaturale lutto che un essere umano può essere costretto ad affrontare.

È un lavoro che nasce dal desiderio di esplorare il tema del lutto e della perdita attraverso un’ottica delicata ma profondamente toccante.

La scelta di narrare questa storia attraverso gli occhi di giocattoli dimenticati non è casuale. Questi oggetti, simboli di innocenza e di un amore puro, rappresentano la voce silenziosa ma potente di chi resta a fare i conti con l’assenza.

Quanto è importante la magia nel mondo dei bambini? E nel mondo degli adulti?

Nei bambini, la magia rappresenta spesso un mondo incantato e fantastico, dove le cose impossibili diventano realtà. Può rappresentare la capacità di credere nell’impossibile, dove la fantasia accompagna i giochi. Negli adulti, la magia può assumere significati più simbolici e figurati, usata il più delle volte per non perdere la speranza di fronte alle avversità. Può rappresentare anche un modo per ritrovare la sorpresa e la bellezza delle cose.

In entrambi i casi, la magia porta con sé l’idea di qualcosa di straordinario che va al di là della razionalità. È un concetto che insegna ai bambini a sognare e agli adulti a mantenere viva la fiamma della speranza.

Cosa sperate che arrivi al pubblico dallo spettacolo?

In Tutti Giù per Terra, il pubblico affronta, come dicevo prima, un viaggio emotivo, dove il dolore e la speranza coesistono insieme al gioco, dove la memoria e l’amore superano il confine della vita e della morte.

Questo spettacolo è un omaggio a tutti i piccoli coraggiosi Edoardo, ma anche ai loro genitori, i quali per un assurdo vuoto istituzionale si ritrovano a vivere questa innaturale tragedia senza nessun tipo di supporto offerto dalle Istituzioni.

Ci auspichiamo che il messaggio fondamentale che pervenga al pubblico sia quello di solidarietà verso le famiglie che, come la nostra, hanno vissuto la perdita di un figlio. Dobbiamo cercare di sensibilizzare la comunità e le istituzioni riguardo al supporto e all’aiuto di cui queste famiglie necessitano.

Desideriamo che il pubblico possa godersi lo spettacolo, sorridere e divertirsi, ma allo stesso tempo commuoversi e riflettere su questo tipo di realtà, spesso silenziose e ignorate.

Lo spettacolo è stato organizzato come raccolta fondi per l’Associazione L’abbraccio di Edo. Chi era Edo?

Edoardo era mio figlio, che ci ha lasciati troppo presto, a soli 10 anni, a causa di un tumore celebrale, il Glioblastoma, apparso improvvisamente quando lui aveva 9 anni. La sua breve vita è stata caratterizzata da coraggio, generosità e passione per la vita.

Appassionato di arte, musica e sport, amava vivere pienamente ogni istante. Edo combatteva la sua battaglia contro la malattia, con una determinazione da vero eroe, senza mai lamentarsi. Ha affrontato due interventi chirurgici, la chemio e la radioterapia, con speranza e fiducia, seguendo sempre con costanza le indicazioni dei medici nella sua ricerca della guarigione.

Era curioso e buono, desideroso di condividere momenti con gli amici, Edoardo incarnava lo spirito genuino di ogni bambino che ama il mondo che lo circonda.

La sua luce continuerà a brillare nei cuori di tutti coloro che lo hanno conosciuto, lasciandoci un insegnamento prezioso sull’importanza di affrontare le sfide con coraggio, amore e speranza.

Per me che sono la sua mamma, Edo lascia un vuoto profondo e irrimediabile nel cuore. Ogni giorno affronto il dolore lancinante di una perdita che non conosce tregua, un dolore che si fa strada nel profondo dell’anima con una intensità inimmaginabile. In questa sofferenza però l’amore sopravvive alla morte che mi porta a continuare a “sopravvivere” e cercare di aiutare tutti quelli che ne hanno bisogno.

Di cosa si occupa l’associazione?

L’Associazione L’abbraccio di Edo nasce ad un anno esatto dalla scomparsa di mio figlio. L’idea dell’Associazione nasce grazie alla concretezza di amici e parenti per non dimenticare il grande valore e insegnamento che il piccolo Edo ha donato ad ogni persona che lo ha conosciuto.

Siamo un’Organizzazione Di Volontariato che persegue esclusivamente finalità di solidarietà senza scopo di lucro, per una costante e universale promozione del bene e della pace.

L’obiettivo dell’Associazione è portare contributo nel sociale commemorando la vita di Edoardo.

Operiamo sul territorio azioni in grado di intervenire direttamente nelle situazioni di reale bisogno e promuoviamo progetti di solidarietà con amore e rispetto per il prossimo così come lui avrebbe voluto.

Quali sono le vostre iniziative?

Sono quattro le tematiche sulle quali l’Associazione è impegnata con le proprie iniziative.

Territorio e famiglia: Aiutiamo concretamente, sostenendo le famiglie colpite dalla perdita di un figlio, istituendo la Casa dell’Abbraccio che promuove gruppi di auto aiuto tra genitori e esperti volontari, per parlare, ascoltare, condividere e scambiarsi supporto emotivo dopo la devastante scomparsa di un bambino.

Cultura: avvicinare giovani e bambini all’amore per la cultura (arte, musica, sport) promuovendo durante l’anno iniziative volte a incoraggiare situazioni aggreganti e di arricchimento, assegnando premi a bambini/ragazzi partecipanti e vincitori.

Ricerca: sostenere la ricerca e la conoscenza nell’ambito dei tumori infantili, attraverso l’attuazione di iniziative volte alla condivisione di informazioni mediche e raccolte fondi (abbiamo sostenuto l’Università La Sapienza nel Progetto internazionale per la lotta contro i tumori celebrali nei bambini)

Ambiente: Realizzare il Progetto Seminiamo il futuro piantando alberi di ulivo sul territorio, in particolare nelle aree abbandonate, in modo da recuperarle e non lasciarle in balia del degrado ambientale.

Tra tutte queste iniziative, c’è la Casa dell’abbraccio, un posto particolare. Ci spiega meglio cos’è?

Quando un bambino muore, la famiglia soffre un dolore intenso e può sentirsi senza speranza e isolata. L’obiettivo della Casa dell’Abbraccio è quello di offrire un luogo di conforto, speranza e sostegno ad ogni famiglia che subisce la perdita di un figlio.

L’idea del Progetto nasce dall’esperienza mia e di mio marito Federico, papà di Edo, perché ci siamo resi conto che dopo la scomparsa di un figlio, si rimane soli. In particolare abbiamo capito che il sostegno scambiato con altre persone colpite dallo stesso lutto è il supporto migliore.

Quindi il nostro obiettivo è fondare un gruppo di mutuo aiuto con sede stabile. I partecipanti si incontrano regolarmente per offrire sostegno e conforto reciproco. Vorremmo sponsorizzare eventi, seminari informativi e conferenze annuali che includano relatori stimolanti.

Cercheremo di promuovere un approccio al dolore basato sulla comunità, con ritiri e attività culturali, pratiche di consapevolezza, yoga e meditazione. Ci auguriamo di creare reti di sostegno in tutto il Paese, che promuovano la solidarietà e l’amore.

Cosa augura al regista e agli attori che prenderanno parte allo spettacolo?

Al regista e agli attori riconosco un grande impegno artistico ed emozionale. Oltre alla loro arte devono esprimere agli altri quei sentimenti che solitamente davanti al grande dolore teniamo nascosti. Sono professionisti affermati che hanno guadagnato nel loro percorso artistico tanti riconoscimenti importanti e auguro loro che questa piccola esperienza con L’Abbraccio di Edo sia il superamento di un ulteriore ostacolo verso il successo che meritano.

Grazie e, come si dice a teatro, in bocca al lupo!

Grazie a voi che mi avete coinvolta per parlare dello spettacolo e della nostra associazione. Mi raccomando venite numerosi allo spettacolo e per ogni informazione e per le prenotazioni www.labbracciodiedo.org

Gli articoli pubblicati sul Blog sono scritti dai Soci dell’Associazione in maniera volontaria e non retribuita. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright CulturSocialArt

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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