Sculture per il post quarantena: Jago

Ph Carolina Taverna

La scultura de Il figlio velato di Jago esposta a Napoli

Prima dei grandi stravolgimenti del mese scorso, tra le ultime opere visitate ricordo Il figlio velato, una scultura in marmo esposta permanentemente nella cappella di San Severe fuori le mura, a Napoli, nel rione Sanità. Probabilmente, Napoli-Sansevero-velato sono una terna di parole che in prima battuta richiamano la celeberrima opera di Sanmartino Il Cristo velato, ed è proprio dalla voglia di raffrontarsi con questo capolavoro settecentesco che nasce l’opera del più giovane artista Jago (Frosinone, 1987), realizzata a New York ed inaugurata a Napoli alla fine del 2019.

L’opera è esattamente quello che il titolo già racconta: un bambino, vittima inconsapevole, coperto da un manto di marmo talmente ‘leggero’ da sembrare un velo, affascinante nell’ambiente in cui ha trovato posto: la cappella cinquecentesca della confraternita dei Bianchi, dove il figlio sembra riposare tranquillo tra tele e stucchi dei grandi maestri locali.

Nell’arco di tempo in cui è stata scolpita l’opera, Jago ha lasciato che gli occhi di tutti gli spettatori intervenissero, con curiosità sbirciandone la creazione tramite dirette social, e scoprendosi alla fine interprete: il figlio è vittima di un naufragio? E’ una giovane vita spezzata dalla camorra? E’ l’artista che si ritrae nell’innocenza pura e vera dell’infanzia? Nessuna etichetta o spiegazione, ognuno sarà libero di determinare solo in base a ciò che sentirà quando vi si troverà davanti.

https://jago.art/it/

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Carolina Taverna

Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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