Pubblicato il: 7 Dicembre 2019

Successo per “gli orrori” alla Sala Umberto

In Recensioni

rinunciare al proprio modo di essere per apparire

Al teatro Sala Umberto, in scena “La piccola bottega degli orrori”, per la regia di Piero Di Blasio, musiche di Alain Menken testi e libretto di Howard Ashman con Giampiero Ingrassia, Fabio Canino e Belia Martin. Lo spettacolo nasce da un film americano del 1960, convertito in musical sempre nello stesso anno. E da lì, non si è più fermato. Si dice che sia il musical più replicato di tutti. Nel 1986 approda in Italia, grazie alla Compagnia della Rancia.

La storia racconta di un piccolo negozio di fiori che sorge in una zona dove la gente non sembra molto interessata all’acquisto degli stessi. Vi lavorano Seymur, un uomo goffo e timido, esperto di piante e una bella ragazza, Audrey, brava e buona ma con un fidanzato un po’ violento. Seymur è segretamente innamorato di lei, ma non ha coraggio di dirle nulla. Anche lei nutre dell’affetto per lui, ma è terrorizzata dal suo fidanzato. Il padrone del negozio Mushnick, burbero e brontolone, decide di chiudere l’attività per mancanza di clienti. I due commessi provano a fargli cambiare idea, dicendogli di puntare su una piantina molto particolare, che Seymur ha comprato da un cinese durante un eclissi. Effettivamente esporre la pianta, porta al negozio clienti e successo. Ma, succede un fatto particolare; Seymur si accorge che la sua pianta si nutre di sangue umano. Cerca allora di “spremersi” lui stesso; il successo del negozio fa bene anche a lui, però, il suo sangue non basterà.

Una sera, la pianta comincia a parlargli e gli chiede molto di più: sangue e carne. In cambio però, offre fama, successo e quell’amore a cui tanto aspira. Nasce da qui una serie di fatti esilaranti, grotteschi e anche tristi, che portano ad un finale diverso ed accattivante!

Il tutto è incorniciato da canzoni e balli. Tutti gli attori e i ballerini sono bravissimi. I tre attori principali, Ingrassia, Canino, e la Martin, sono affiatati, simpatici, bravi. Hanno voci potenti, intonate e graffianti, perfette per il loro ruolo, e visti i precedenti di tutti, sarebbe stato impossibile il contrario. Accanto a loro, Emiliano Geppetti, nel ruolo del fidanzato violento di Audrey, molto bravo anche lui, che, tra l’altro, interpreta, seppur per pochi minuti, più personaggi. Ci sono inoltre tre ragazze, coriste e anche un po’ ballerine, Giovanna D’Angi, Stefania Fratepietro e Claudia Portale, che sono sempre sul palco, come a voler fare da cornice e da voce della coscienza alle varie scene. Molto brave, con bellissime voci.

A completare il tutto, l’esemble, composto da 4 performer. Ma, l’attrice più incredibile sul palco, meravigliosa e crudele, è Audrey 2, la pianta. Interpretata dalla drag-queen, Velma K, Lorenzo di Pietro. Non me ne vogliano gli altri attori, ma lei è veramente qualcosa di eccezionale. Ovviamente interpreta un ruolo molto particolare, fulcro dello spettacolo e catalizzatore di attenzione, ma questa, si moltiplica da che pronuncia la sua prima parola, “FAAAAMEEEEE”, voce cavernosa, profonda, piena. E poi esplode nel canto e nella recitazione.

Piccolo appunto, microfoni troppo alti. Le voci degli attori sono molto potenti, aggiungere un volume alto, crea disagio in chi ascolta e a volte fa perdere il senso delle canzoni.

Tornando allo spettacolo, potremmo dire che è sì, una commedia, ma, se volete, potrebbe non essere l’unica cosa. Ci viene offerta una metafora di quello che potrebbe essere la vita se si decidesse di scendere a patti per ottenere successo e visibilità, soldi e amore. A quanto e a cosa si rinuncia pur di averle? Seymour inizia con poco, il suo sangue, poche gocce. Ma si ritrova poi in un vortice senza fine, che catturerà anche le persone a lui care, lasciandolo in preda a rimorsi e rimpianti. Vale la pena, allora, rinunciare al proprio modo di essere per apparire, per guadagnare tanti soldi? Uno spettacolo per tutti, grandi e piccini: in sala erano presenti alcuni di questi che hanno partecipato con le loro vocine, commentando alcune situazioni e facendo anche ridere gli attori stessi. Ironico, simpatico, che dà da pensare (volendo) ma soprattutto, diverso e accattivante!

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