Teresa degli oracoli in scena al Teatro Vittoria

Il racconto di una famiglia di donne

Il Teatro Vittoria di Roma porta in scena lo spettacolo vincitore di Salviamo i Talenti 2024: Teresa degli Oracoli, della compagnia Opificio03, adattamento scenico dell’omonimo romanzo di Arianna Cecconi, con adattamento e regia di Nino Sileci, in scena Valeria D’Angelo e Silvia Ponzo.

Il palco appare diviso in due parti ben distinte: da un lato un tavolo con delle sedie, il luogo della vita quotidiana, dei discorsi, delle relazioni; dall’altro un insieme di filamenti con batuffoli di bachi di seta, a segnare un letto, quello della capostipite Teresa, la malata di casa, accanto al suo letto si raccontano confidenze, ricordi malinconici. Teresa è lì, sempre presente, ma mai visibile.

Una famiglia di donne, unite da sentimenti, gli stessi che durante la vita le hanno separate: ci sono le figlie di Teresa, Irene e Flora, diverse ma unite dal vincolo parentale, c’è Rusì, cugina di Teresa, fervente cattolica e Pilar, la domestica peruviana, legata alla sua terra e alle sue tradizioni. I loro dialoghi, le loro confidenze, come i loro discorsi, raccontano di donne che hanno vissuto con animo diverso le vicissitudini della loro vita, portandola su strade diverse. Infatti la famiglia è la prima volta che si ritrova insieme dopo anni, a causa dell’aggravarsi della salute di Teresa, sempre presente sulla scena, in ogni discorso, e che rappresenta quello spirito familiare che riesce a tenere unite le componenti della famiglia.

Ma si sa, il cuore delle donne è un grande contenitore di confidenze e segreti e tra loro, c’è più di un segreto importante. Due sono custoditi con cura. Quello di sua figlia, per esempio, è qualcosa da tenere nascosto, poiché è un segreto che porta con sé la vergogna. È dura vivere con un peso simile, in particolare per le donne, che hanno, da sempre, dovuto combattere contro la violenza e poi contro preconcetti, accuse sommarie, ecc., una realtà che cambia il percorso della vita della donna coinvolta e spesso anche della famiglia. E poi quell’ultimo segreto, quello di Teresa, quello che permetterà a tutte e quattro di essere libere di vivere la propria vita.

La delicatezza del testo portato in scena immerge lo spettatore in un’ambientazione e in un clima di confidenza e intima familiarità. La casa si anima attraverso le voci delle attrici e i rumori e i suoni ben distinti, che permettono di visualizzare stoviglie, mobiletti, accessori non presenti fisicamente in scena, ma che si palesano grazie ai gesti ben coordinati e precisi delle due attrici in scena. Sì, perché in scena, per i quattro personaggi, ci sono solo Valeria D’Angelo e Silvia Ponzo, che si interscambiano tra i loro due personaggi, nei quali entrano con facilità e decisione.

Le due attrici danno vita ad uno scambio di battute, opinioni, racconti e confidenze riuscendo a coinvolgere il pubblico che si sente parte della scena, parte del racconto e questo anche grazie al lavoro fatto sulla drammaturgia, che ha reso il testo coinvolgente. Tra le due, l’attrice che mostra maggior spessore e incisività nel dar vita ai personaggi, è Silvia Ponzo: precisa nel modificare i personaggi, nello spostarsi da un luogo all’altro e, in particolare, nell’essere coinvolgente e convincente.

Lo spettacolo è emozionante e ricco di sfumature femminili, che permettono una ricca riflessione della figura femminile moderna o più antica, ma sempre donna in prima linea.

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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