The Crown: la giovane regina Elisabetta II

Viaggio nella vita della più longeva regina d’Inghilterra, Elisabetta II

Re e regine, principi e principesse, in un passato non troppo lontano, hanno riempito i sogni di molte ragazze e anche ragazzi. Un mondo fatato, arricchito spesso dalle fiabe che ci raccontavano da bambini, dove alla fine, tutti vivevano “felici e contenti”. Peccato che quelle siano fiabe e la realtà con loro, non va sempre d’accordo.

The Crown la serie TV inglese, ci fa fare un salto nella casa reale di Windsor tra le pareti di Buckingham Palace o The Palace, come lo riconoscono comunemente i cittadini britannici. Lì risiede ormai da decenni, la regina Elisabetta II, salita al trono all’età di 25 anni, dopo la morte prematura del padre, re Giorgio VI. Secondo le voci di palazzo, il telefilm è apprezzato molto dalla sovrana, che lo guarda con interesse e questo non fa che aumentare la curiosità di chi, della corona inglese e dei suoi componenti, ne ha fatto una vera passione.

Quattro serie da seguire con attenzione per scoprire qualcosa che si vede e non si vede, della vita di uno dei simboli mondiali, che accompagna ormai da quasi un secolo, la nostra storia. Tutto comincia con il matrimonio della giovane Elisabetta con Filippo, principe ereditario della Grecia, dalla quale scappò insieme alla famiglia, quando la nazione divenne una Repubblica. Ma lo spettatore segue con attenzione la vita della giovane principessa, ammaliato dalla sua dolcezza, insicurezza. Non si può non amare la giovane donna che, in un mondo maschile, prova a fare i suoi primi passi, prova a governare la sua nazione, accerchiata dai tanti burocrati che le indicano la strada. Lei, appena salita al trono, viene indicata dallo staff che la segue, come icona e simbolo di uno stato che negli anni ha perso il suo smalto, il suo potere e che ora cerca di consolidare attraverso il Commonwealth, una confederazione che vede l’unione di altri reami. Elisabetta appare giovane, indecisa, piena di speranza, che affronta la vita politica, molto meno quella familiare, della quale non segue l’andamento della crescita dei figli, troppo impegnata a governare, lasciando il compito a suo marito che aveva avuto un unico compito dal padre, quello di seguire e proteggere lei. Compito che Filippo eseguirà in modo traballante, tra tradimenti, gelosie, invidie, sete di potere. È questa la figura che appare dell’uomo che sfila alle spalle della regina e che, perché uomo, vorrebbe di più. Ma ciò non accade, probabilmente per una lungimiranza di segretari, uomini di stato, che proteggono la donna.

Elisabetta, soprattutto nelle prime due serie, appare una donna da proteggere, sì, ma anche da ammirare e comprendere: lei, donna in un mondo di uomini, lei giovane in un mondo di vecchi, lei insicura in un mondo di sapienti, che all’inizio si lascia guidare, paterno il rapporto con Winston Churchill. Amante di cani e cavalli, ha avuto sempre un comportamento responsabile e compostezza, riflessiva e con un’aurea i autorità. Così la vedranno negli anni i suoi sudditi, in un regno che ha attraversato cambiamenti epocali, succedutisi dopo la seconda guerra mondiale.

C’è una cosa che ti accorgi vedendo la storia della regina Elisabetta II, ed è che l’aurea fatata che aleggia intorno al Palazzo reale, è solo “aurea” effimera idea di chi, dal di fuori, non ne concepisce il modo di vita. La giovane principessa e poi regina, è intrappolata nell’etichetta, nella responsabilità e nella prigionia del proprio ruolo. Avrebbe voluto qualcosa di diverso, ma non l’è concesso nemmeno scegliersi i suoi collaboratori, penso in questo caso, a Martin, che successivamente l’affiancherà, ma che in un primo tempo, verrà sbalzato fuori dal suo compito perché troppo giovane e inesperto. Imperscrutabile, pronta a nascondere le sue emozioni, come etichetta e ruolo vogliono, la vita regale non appare poi così magnifica. Non bisogna dimenticare, però, che la gente e il popolo, non vogliono che la regina e la famiglia reale siano così simili alle persone normali, ai loro sentimenti, ma che incarnino i valori di un regno, i sogni di chi, grazie a loro, può immaginare che sulla terra ci siano famiglie idilliache. Insomma, quanto di più inverosimile ci sia.

Appare inverosimile, quindi, quando la si vede armeggiare con la sua automobile, andare a caccia, a cavallo, seguendo sentieri scoscesi con abiti normalissimi.

Gran parte del lavoro lo si deve alla sceneggiatura che accosta abilmente, ogni momento della sua vita alla realtà e a fatti realmente accaduti: la storia della regina è anche la storia dell’Europa, oltre che della Gran Bretagna e quindi, accanto a lei, si dipanano gli eventi felici o tragici che hanno colpito lo Stato britannico o la stessa famiglia reale.

Di queste due prime serie si apprezzano, oltre che alla sceneggiatura, citata prima, l’interpretazione dell’attrice Claire Foy, la giovane regina Elisabetta, che magnetizza lo sguardo dello spettatore facendolo entrare nell’intimo della longeva regina; quella di John Lithgow nei panni di un attivo, per poi lasciare il posto ad un più stanco e rassegnato Winston Churchill.

Mentre la prima serie parte dal matrimonio della futura regina si ferma allo scoppio della crisi del golfo di Suez, la seconda prosegue andando ad indagare, in modo marginale, nello scandalo Profumo e fermandosi alla nascita di Edoardo, il quarto ed ultimo figlio della regina, marzo del 1964.

L’idea di un film o serie, incentrata sulla regina e la famiglia reale venne in mente a Peter Morgan dopo uno spettacolo teatrale che lo stesso portò in scena, riferendosi agli appuntamenti settimanali che la regina aveva con i Primo Ministro britannici che si sono succeduti durante il suo regno. Da qui la nascita di una serie incentrata su 6 stagioni, durante le quali l’attrice che interpreta la regina resta per sole due stagioni. L’idea piacque a Netflix che in breve ne diede l’avvio. La serie è la più costosa di sempre, con un budget che si stima attorno ai 130 milioni di dollari a stagione che, ne siamo sicuri, ne vale tutti.

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Sissi Corrado

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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